Illustrazione di una studentessa in camice con cronometro e foglio per preparare gli esami del semestre filtro
Immagine realizzata con AI

Il semestre filtro per l'accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria arriva alla seconda edizione con regole diverse da quelle del 2025, fissate dal D.M. n. 941/2026. Se ti prepari come l'anno scorso, rischi di lasciare per strada punti preziosi.

Il primo cambiamento riguarda il calendario. Nel 2025 i due appelli si erano tenuti a distanza ravvicinata, tra novembre e dicembre. Ora il primo è fissato a giovedì 10 dicembre 2026 e il secondo a lunedì 11 gennaio 2027, con la pausa natalizia nel mezzo.

Cambia anche il formato di ogni prova. Le domande a risposta multipla salgono da 15 a 21 per materia, quelle a completamento scendono da 16 a 10 e il tempo a disposizione passa da 45 a 50 minuti. Tra Chimica, Fisica e Biologia la pausa obbligatoria raddoppia, da 15 a 30 minuti.

Si rinnova infine la graduatoria nazionale, ora divisa in tre sezioni di merito in base a quanti esami superi con almeno 18 su 30. Chi li supera tutti e tre finisce in Prima Sezione e viene sempre prima di chi ne ha superati due o uno, qualunque siano i voti nelle singole materie.

Indice

  1. Le date degli appelli e come cambia lo studio
  2. Ventuno crocette e 50 minuti per materia
  3. Quando conviene rispondere e quando lasciare in bianco
  4. La graduatoria in tre sezioni premia chi supera tutto
  5. Pause di 30 minuti tra le tre prove
  6. Il voto migliore protegge il primo appello

Le date degli appelli e come cambia lo studio

Per il ciclo 2026/2027 il Ministero ha fatto slittare le prove. Nel 2025 le due sessioni si erano tenute a distanza ravvicinata, tra novembre e dicembre.

Ora il primo appello è fissato a giovedì 10 dicembre 2026 alle 11:00. Il secondo arriva lunedì 11 gennaio 2027, sempre alle 11:00.

Lo slittamento porta con sé tre mesi interi di lezioni, dal 1° settembre a fine novembre, contro i due del 2025. Con più settimane a disposizione, i docenti universitari tendono ad approfondire di più i dettagli del Syllabus.

Il solo ripasso sintetico di livello liceale, quindi, non basta: serve uno studio universitario sistematico fin dalle prime settimane. Meglio partire subito con il ritmo giusto che ritrovarsi a rincorrere a novembre.

C'è poi la pausa natalizia, che si infila proprio tra il primo e il secondo appello. In quei giorni conviene pianificare un ripasso dilazionato, per evitare il decadimento mnemonico prima dell'11 gennaio.

Ventuno crocette e 50 minuti per materia

Nel 2025 la prova era divisa quasi a metà: 15 domande a risposta multipla e 16 a completamento. Nel 2026 l'equilibrio si sposta decisamente verso le crocette.

Ogni materia comprende ora 21 domande a risposta multipla, con 5 opzioni di scelta, e 10 domande a completamento, in cui il termine va inserito in stampatello. Il tempo totale sale a 50 minuti per materia, cinque in più rispetto ai 45 del 2025.

Facendo due conti, hai circa 1 minuto e 36 secondi per quesito. E siccome le domande a completamento, più lente da elaborare e da scrivere a mano, scendono da 16 a 10, la prova risulta nel complesso più fluida.

Come usare al meglio quei 50 minuti? Una scansione possibile divide la prova in tre blocchi. Nei primi 25 minuti affronti le 21 crocette: prima quelle che risolvi a colpo d'occhio, mentre quelle dubbie le contrassegni per tornarci dopo.

Dal minuto 25 al 42 ti dedichi solo alle 10 domande a completamento, che richiedono rievocazione attiva e la massima attenzione formale: la risposta va scritta in stampatello maiuscolo.

Gli ultimi otto minuti, dal 42 al 50, servono alla rilettura finale. È il momento di controllare le etichette e decidere cosa fare con le crocette lasciate in sospeso.

Quando conviene rispondere e quando lasciare in bianco

Il punteggio funziona così: +1 per la risposta corretta, -0,1 per quella errata e 0 per quella omessa. Con una penalizzazione così contenuta, il rischio calcolato viene premiato.

Facciamo due conti sulle crocette. Con 5 opzioni, anche una risposta data completamente a caso ha un valore atteso positivo: (+1 x 0,20) + (-0,10 x 0,80) = +0,20 - 0,08 = +0,12 punti.

Se riesci a escludere anche solo una o due opzioni palesemente sbagliate, il tentativo diventa ancora più favorevole. La regola pratica: nelle domande a risposta multipla raramente conviene lasciare la casella vuota quando sei in grado di eliminare almeno un'opzione errata.

Occhio però alle 10 domande a completamento, dove questo ragionamento salta. Senza opzioni tra cui scegliere, tirare a indovinare una parola specifica porta quasi certamente a un errore, cioè a -0,1.

Qui la strada è un'altra: se il termine tecnico non ti viene, la scelta giusta è omettere la risposta. Meglio uno 0 pulito che una penalità quasi sicura.

La graduatoria in tre sezioni premia chi supera tutto

La graduatoria nazionale 2026 è organizzata in tre macro-sezioni di merito, che dipendono da quanti esami superi con un voto pari o superiore a 18 su 30.

La Prima Sezione assegna 300 punti base a chi supera tutti e tre gli esami. La Seconda ne assegna 200 a chi ne supera due, la Terza 100 a chi ne supera uno.

L'ordine stabilisce la precedenza: i candidati della Prima Sezione vengono sempre e comunque prima di quelli della Seconda e della Terza. Questo vale indipendentemente dai voti presi nelle singole materie.

Un esempio aiuta a capire. Con tre 18 entri in Prima Sezione con 354 punti (300 + 54) e scavalchi chi ha preso 30 e lode a Chimica e Biologia ma è scivolato con un 17 a Fisica: quel candidato finisce in Seconda Sezione con 262 punti (200 + 62).

L'obiettivo numero uno, quindi, è il bilanciamento tra le tre materie. Nei mesi di preparazione la priorità quotidiana va alla materia in cui ti senti più debole, per assicurarti il 18 in tutti e tre i moduli entro gennaio.

Pause di 30 minuti tra le tre prove

L'intervallo obbligatorio tra una materia e l'altra raddoppia: passa da 15 a 30 minuti. L'ordine invece resta lo stesso, con Chimica e propedeutica biochimica in apertura, poi Fisica e infine Biologia.

Tre prove nello stesso giorno sono una piccola maratona, e l'affaticamento cognitivo si fa sentire. La pausa va usata per staccare dall'esame appena chiuso, lasciando perdere gli appunti dell'ultimo minuto e i confronti sulle risposte con gli altri candidati nei corridoi.

In concreto: esci dalla logica della prova precedente, bevi e mangia qualcosa con zuccheri a lento rilascio. L'idea è azzerare il carico mentale prima di sederti davanti alla materia successiva.

Il voto migliore protegge il primo appello

Se sostieni entrambe le sessioni, il 10 dicembre 2026 e l'11 gennaio 2027, il sistema applica in automatico il punteggio più alto che hai ottenuto. Deve essere almeno 18 su 30 e, per contare in graduatoria, il voto deve essere accettato, anche tacitamente.

Il primo appello, quindi, va affrontato con la massima determinazione ma senza l'ansia del "tutto o niente". Facciamo un esempio: a dicembre prendi 20 in Fisica, un voto sufficiente ma non eccelso.

A gennaio puoi riprovare l'esame con più serenità. Se il voto sale, per esempio a 25, in graduatoria entra il 25.

Se invece il voto scende o non superi la prova, il sistema conserva comunque il 20 di dicembre.

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