
Il semestre filtro di Medicina si può ripetere fino a tre volte. A dirlo è il decreto ministeriale, che stabilisce un tetto massimo di tre iscrizioni, anche in anni accademici non consecutivi, a cui gli studenti possono partecipare se non rientrano subito in graduatoria.
Ogni tentativo funziona come un ciclo a sé, con due appelli d’esame e una nuova graduatoria nazionale. Attenzione però alle novità sull'obbligo di frequenza: vediamo come funzionano i tentativi, cosa cambia e quali regole valgono per l'anno accademico 2026/2027.
Indice
Semestre aperto e appelli d’esame
Gli studenti avranno a disposizione due appelli per sostenere i tre esami di profitto previsti: Fisica, Chimica e Propedeutica Biochimica, e Biologia. Le date fissate per quest'anno sono:
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Primo appello: 10 dicembre 2026.
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Secondo appello: 11 gennaio 2027.
I risultati determineranno la posizione nella graduatoria nazionale di merito. Per non penalizzare gli studenti, la piattaforma selezionerà in automatico il risultato migliore ottenuto tra i due tentativi, a patto che sia superiore a 18/30. Successivamente, i candidati vincitori avranno tempo dal 22 al 28 gennaio 2027 per procedere alla prima immatricolazione.
Corsi affini se non si entra in graduatoria
Chi non riesce a classificarsi in una posizione utile non perde tutto il lavoro fatto. Il sistema richiede infatti di selezionare, già in fase di domanda, almeno 5 sedi per un "corso affine" (come Biotecnologie, Farmacia o specifiche Professioni Sanitarie).
Questo rappresenta un vero e proprio "piano B" per tutelare l'iscrizione dello studente. I crediti formativi (CFU) ottenuti superando gli esami del semestre filtro potranno essere salvati, ma con una precisazione importante: il loro riconoscimento è rimesso alla valutazione della specifica università in cui ci si iscrive per il corso affine. L'ateneo valuterà il piano di studi e potrà decidere di riconoscere i CFU in modo totale o parziale.
Quante volte si può ripetere il semestre aperto (e le novità sulla frequenza)
Ma la vera domanda che qui ci stiamo ponendo è un’altra e la risposta può calmare gli animi più ansiosi. Il semestre aperto non è un treno che passa una volta sola: il decreto fissa un tetto massimo che permette di iscriversi al semestre filtro per non più di tre volte, anche in anni accademici non consecutivi.
Questo significa che chi non riesce a entrare al primo colpo può tornare a iscriversi negli anni successivi, rifare gli appelli di selezione e concorrere alla nuova graduatoria.
C'è però un importante vantaggio rispetto al passato per chi decide di riprovare: in caso di nuova iscrizione, gli studenti sono esonerati dall'obbligo di frequentare nuovamente le lezioni se le hanno già seguite in un anno precedente. Ogni ciclo fa storia a sé con prove valide per quell'anno, ma, come detto, c’è un limite: oltre il terzo tentativo le porte si chiudono definitivamente.