
Questo weekend si vota per un referendum che potrebbe cambiare la Costituzione italiana. Si decide sulla separazione delle carriere in magistratura: giudici e PM su binari completamente separati, due CSM distinti invece di uno, e un nuovo organo disciplinare autonomo.
Non c'è quorum: vince il quesito che ottiene più voti, indipendentemente da quante persone vanno alle urne. Il che significa che chi resta a casa non influenza il risultato in nessun modo.
Se è la prima volta che vai a votare, ecco una guida pratica su tutto quello che devi sapere sul referendum della giustizia di questo weekend: luoghi, orari e procedure.
Indice
Referendum giustizia 2026: di cosa parliamo?
Visto che il voto di questo weekend tocca direttamente l'architettura costituzionale del paese, vale la pena capire cosa si sta decidendo.
Gli elettori sono chiamati a pronunciarsi su una revisione della Costituzione già approvata dal Parlamento, che introduce la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e magistrati requirenti.
In parole povere: oggi in Italia giudici e pubblici ministeri (i PM, quelli che indagano e accusano nei processi) fanno parte dello stesso ordine professionale e possono anche cambiare ruolo nel corso della carriera.
La riforma vuole che i due percorsi siano separati fin dall'inizio, senza possibilità di passare dall'uno all'altro.
Non è solo questo. I tre punti chiave della riforma sono:
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separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri
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sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura (uno per i giudici e uno per i PM)
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istituzione di una nuova Alta Corte Disciplinare.
Oggi il CSM è l'organo che gestisce nomine, trasferimenti e carriere dei magistrati, ed è unico. Con la riforma diventerebbe doppio. E le sanzioni disciplinari ai magistrati, oggi gestite dallo stesso CSM, passerebbero a questo nuovo organo autonomo denominato Alta Corte Disciplinare.
Si tratta di un referendum costituzionale confermativo, senza quorum: conta solo il voto di chi si reca alle urne, non quante persone si presentano ai seggi. Quindi l'astensione equivarrà a non partecipare.
Sì o No: cosa cambia concretamente
Per il Sì è schierata la maggioranza di governo: Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. Per il No l'opposizione: PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Fanno eccezione Azione, che ha scelto il Sì distinguendosi dal resto del centrosinistra, e Italia Viva, che ha lasciato libertà di voto ai propri elettori.
Ma cosa accadrebbe, nello specifico, in caso di vittoria di uno o dell'altro schieramento?
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Se vince il Sì: la legge costituzionale approvata dal Parlamento entra definitivamente in vigore, con la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, l'istituzione di organi di autogoverno distinti e della Corte disciplinare di rango costituzionale.
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Se vince il No: la riforma viene bocciata e resta l'assetto attuale: carriere non separate, CSM unico che gestisce autogoverno e disciplina, nessuna Alta Corte disciplinare.
Per saperne di più, leggi il nostro approfondimento e guarda l'episodio di PolitiGame su Youtube!
Referedum giustizia 2026: dove e come si vota
I seggi aprono domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Non è previsto un quorum, quindi il risultato sarà valido qualunque sia l'affluenza. Trovi il tuo seggio scritto sulla tessera elettorale.
Cosa portare
Per votare è necessario esibire al presidente di seggio la tessera elettorale personale e un documento di riconoscimento in corso di validità. Hai perso la tessera o gli spazi sono finiti? Il Comune rilascia il duplicato, gli uffici elettorali sono aperti anche nel weekend del voto con orario straordinario.
Come si vota fisicamente
La scheda è di colore verde. Ci troverai stampato un quesito referendario lungo e tecnico: in sostanza ti viene chiesto se vuoi approvare la riforma costituzionale sulla magistratura, e in fondo due caselle: "SÌ" e "NO".
Dopo aver ricevuto la scheda e la matita, ti rechi in cabina e tracci un segno sulla casella del Sì per approvare la riforma, oppure sulla casella del No per non approvarla. Poi ripieghi la scheda secondo le linee della piegatura originale e la restituisci al presidente del seggio.
Due cose importanti:
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usa solo la matita (un voto espresso con penna a sfera può essere considerato idoneo a identificare l'elettore e quindi nullo).
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la scheda è valida solo se segni una sola casella. Se barri entrambe, o se scrivi qualcosa, la scheda viene annullata.