
Dieci mesi in aria senza mai atterrare. Tre anni lontano dalla terraferma. Quarantasei giorni sopra l’oceano. Poi, in fondo alla classifica, una gallina che riuscirebbe a restare in volo soltanto per una manciata di secondi.
La resistenza degli uccelli in volo varia a seconda della specie: dal rondone comune all’albatro, passando per aquile, corvi e polli domestici. Il confronto incuriosisce, ma richiede una precisazione: non toccare terra non significa necessariamente volare senza mai fermarsi.
Un uccello marino può trascorrere mesi lontano dalle coste, ma riposarsi sull’acqua. Un’aquila può migrare per settimane, fermandosi ogni sera. Al contrario, alcune specie riescono davvero a mangiare, bere e perfino riposare mentre continuano a volare.
Vediamo quindi che cosa sappiamo sugli uccelli mostrati nelle card e quali numeri sono sostenuti dalle osservazioni scientifiche.
Indice
- Rondone comune: fino a 10 mesi quasi sempre in aria
- Sterna fuligginosa: tre anni in volo oppure tre anni lontano da terra?
- Albatro: può viaggiare per settimane, ma si posa anche sull’acqua
- Aquila delle steppe: due giorni è un dato troppo preciso
- Aquila di mare testabianca: davvero può volare per 12 ore?
- Corvo: le sei ore non sono un record scientifico
- Gallina: può davvero volare solo per 15 secondi?
- Qual è il vero record di volo senza sosta?
- Gli uccelli dormono mentre volano?
Rondone comune: fino a 10 mesi quasi sempre in aria
Il dato più spettacolare delle card è anche quello meglio documentato: il rondone comune, Apus apus, può trascorrere fino a dieci mesi senza atterrare.
Uno studio pubblicato su Current Biology ha seguito i movimenti di alcuni rondoni durante il periodo compreso tra la fine della riproduzione e il ritorno ai siti di nidificazione.
I risultati hanno mostrato che questi uccelli trascorrevano praticamente tutta la fase non riproduttiva in volo, con alcuni individui che non risultavano essersi posati neppure una volta.
Il rondone è costruito per vivere in aria. Cattura gli insetti durante il volo, beve sfiorando la superficie dell’acqua e raccoglie materiale sospeso per costruire il nido. Le sue zampe corte sono adatte soprattutto ad aggrapparsi alle pareti e alle cavità nelle quali si riproduce.
Sterna fuligginosa: tre anni in volo oppure tre anni lontano da terra?
La sooty tern, chiamata in italiano sterna fuligginosa, è un uccello marino tropicale che trascorre gran parte della propria vita sull’oceano e torna sulle isole soprattutto per riprodursi.
Alcune descrizioni sostengono che i giovani possano rimanere lontani dalla terraferma per periodi compresi tra tre e dieci anni. La specie è poco adatta a galleggiare a lungo e si alimenta prendendo pesci e piccoli animali vicino alla superficie.
Seguire ogni secondo della vita di un uccello marino per un periodo così lungo è estremamente difficile. È quindi più corretto dire che la sterna fuligginosa può passare anni senza tornare sulla terraferma, mentre non abbiamo lo stesso livello di certezza scientifica disponibile per i dieci mesi del rondone.
Albatro: può viaggiare per settimane, ma si posa anche sull’acqua
L’albatro è uno dei migliori planatori del mondo animale. Grazie alle ali molto lunghe e allo sfruttamento dei venti sopra le onde, può percorrere enormi distanze consumando pochissima energia.
Il suo volo sfrutta una tecnica chiamata dynamic soaring: l’uccello guadagna energia passando continuamente tra strati d’aria che si muovono a velocità differenti. Per mantenere le ali aperte dispone inoltre di strutture anatomiche che riducono lo sforzo muscolare.
Gli albatri effettuano viaggi di alimentazione che possono durare settimane e coprire migliaia di chilometri, ma atterrano sulla superficie marina per mangiare e, quando il vento è debole, anche per riposare.
Aquila delle steppe: centinaia di chilometri in volo
L’aquila delle steppe compie migrazioni molto lunghe tra le zone di riproduzione dell’Asia centrale e le aree di svernamento in Africa, Medio Oriente e Asia meridionale.
Gli esemplari monitorati possono percorrere alcune centinaia di chilometri in una giornata, sfruttando le correnti termiche per salire e poi planare. Le migrazioni complete durano però diverse settimane: in alcuni studi il viaggio primaverile ha richiesto mediamente circa 40 giorni.
Questo non significa che l’aquila voli per settimane senza mai fermarsi. I grandi rapaci dipendono dal calore del sole per trovare le correnti ascensionali e normalmente migrano durante il giorno, riposandosi la sera.
Aquila di mare testabianca: davvero può volare per 12 ore?
La bald eagle, simbolo degli Stati Uniti, è l’aquila di mare testabianca. È una volatrice potente e durante le migrazioni utilizza le correnti termiche e gli spostamenti d’aria prodotti dal territorio.
Le migrazioni avvengono soprattutto nelle ore diurne, generalmente quando il sole riesce a generare le termiche necessarie per planare con meno fatica. Le osservazioni indicano un’attività migratoria concentrata indicativamente tra le 8:00 e le 18:00.
Non rappresenta però il “massimo tempo di volo” valido per tutte le aquile: descrive più probabilmente l’intera finestra giornaliera nella quale possono spostarsi. Durante una giornata l’animale può alternare lunghi tratti in aria, momenti di caccia e soste.
Corvo: le sei ore non sono un record scientifico
Il corvo può rimanere circa sei ore di volo, ma il termine è molto generico: nel genere Corvus rientrano numerose specie, con dimensioni, habitat e comportamenti differenti.
Alcuni corvi sono sedentari, altri possono compiere spostamenti stagionali. Sono volatori resistenti, ma durante una normale giornata si posano frequentemente per alimentarsi, osservare l’ambiente e interagire con il gruppo.
Anche le modalità di volo cambiano: le cornacchie, per esempio, battono le ali più frequentemente, mentre i corvi imperiali possono planare e sfruttare l’aria ascendente più a lungo. Le abitudini migratorie e le routine quotidiane di alcune specie risultano ancora poco studiate.
Gallina: può davvero volare solo per 15 secondi?
La gallina domestica sa volare, anche se non nel modo in cui immaginiamo il volo di un rondone o di un’aquila.
Il corpo è pesante, le ali sono corte e molte razze selezionate dall’uomo hanno una massa troppo elevata per mantenere a lungo un volo battuto. Le galline possono comunque superare una recinzione, raggiungere un ramo o fuggire rapidamente da un pericolo, coprendo brevi distanze.
Secondo diverse stime che circolano online, il volo più lungo di una gallina sarebbe durato circa 13 secondi.
Inoltre, la capacità cambia molto tra le razze. Le galline più leggere e vicine agli antenati selvatici volano meglio rispetto ai polli selezionati per crescere rapidamente e raggiungere un peso elevato.
La formulazione più prudente è quindi: le galline domestiche effettuano normalmente voli molto brevi, della durata di pochi secondi e su distanze ridotte.
Qual è il vero record di volo senza sosta?
Il rondone comune domina quando si considera il tempo complessivo trascorso in aria durante l’anno. Se invece cerchiamo un singolo viaggio migratorio realmente documentato senza atterraggi, uno dei casi più impressionanti è quello della pittima minore.
Nel 2022 un giovane esemplare monitorato ha volato dall’Alaska alla Tasmania, percorrendo almeno 13.560 chilometri in 11 giorni e poco più di un’ora, senza fermarsi sulla terra o sull’oceano.
La differenza con il rondone è importante. La pittima affronta uno sforzo estremo concentrato in pochi giorni, dopo avere accumulato grandi riserve di grasso. Il rondone, invece, ha sviluppato uno stile di vita nel quale mangiare e svolgere gran parte delle attività quotidiane senza uscire dal cielo è la normalità.
Gli uccelli dormono mentre volano?
Per sostenere voli molto lunghi, alcune specie riescono a riposare almeno parzialmente in aria.
La prova più famosa riguarda le fregate, uccelli marini che possono dormire per pochi secondi mentre planano. Gli studi hanno registrato sia il sonno di un solo emisfero cerebrale sia brevi fasi nelle quali riposavano entrambi.
Complessivamente, però, durante il volo dormivano molto meno rispetto a quando si trovavano sulla terraferma. Per altre specie, come rondoni e albatri, il sonno in volo è considerato possibile o probabile, ma non sempre è stato misurato direttamente nello stesso modo.