Il grasso bruciato sui fornelli a gas si scioglie con il percarbonato di sodio, in ammollo sui pezzi smontati. È il metodo mostrato dall'ingegnere chimico Diego Fernández, riportato dalla testata spagnola Elconfidencial.com. Per i bordi e le zone difficili da raggiungere, dove un passaggio con il panno serve a poco, Fernández usa invece lo sgrassatore.
Le variabili da tenere d'occhio sono due: la temperatura dell'acqua e il materiale dei pezzi, perché alcuni sono in ghisa.
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Il percarbonato di sodio per il grasso carbonizzato
Per il grasso carbonizzato Fernández sceglie il percarbonato di sodio e lo usa in un modo preciso: in ammollo, sulle parti già smontate dal piano cottura.
"Tutti questi pezzi li mettiamo nel percarbonato per togliere tutto quel grasso carbonizzato", spiega l'ingegnere chimico. Il prodotto lavora quindi mentre le componenti restano immerse nell'acqua dell'ammollo.
Il tempo di posa indicato è di circa un'ora. Serve un po' di pazienza, insomma: le parti restano a bagno per tutto quel tempo prima di passare all'ultimo lavaggio.
Nel metodo il percarbonato serve a rimuovere il grasso carbonizzato dai pezzi smontati durante l'ammollo. Per le tracce di grasso lungo i bordi del fornello, Fernández usa invece lo sgrassatore.
Conta anche l'ordine dei passaggi. L'ammollo nel percarbonato arriva dopo lo smontaggio e la sgrassatura dei bordi, e prima del lavaggio con acqua e sapone che chiude il procedimento.
Lo sgrassatore va sui bordi dei fornelli
Il punto debole di ogni piano cottura? I bordi e le zone difficili da raggiungere, dove lo sporco si infila e resta. "Vi frustra non riuscire a pulire bene i fornelli? Lo dico per questi bordi e queste zone difficili da raggiungere", dice Fernández presentando il suo metodo.
Il piano di lavoro si sporca soprattutto di schizzi e avanzi di cibo, mentre i fornelli sono esposti al grasso di quello che cucini. Bordi, giunzioni e parti smontabili trattengono residui che un semplice passaggio con il panno spesso non riesce a eliminare.
Sul fornello mostrato da Fernández, il primo passo è smontare alcune componenti. L'ingegnere usa un cacciavite: "Questa parte è molto facile da smontare, basta svitare queste due viti".
Solo quando tutti i pezzi della cucina a gas sono stati tolti si passa allo sgrassatore, applicato sulle tracce di grasso lungo i bordi. A pezzi rimossi, le zone che di solito restano nascoste diventano finalmente raggiungibili.
Le componenti smontate, nel frattempo, aspettano il loro turno nell'ammollo con il percarbonato.
Acqua e sapone per il lavaggio finale
E il detergente di tutti i giorni? Nel metodo di Fernández ha un ruolo preciso, che arriva alla fine. Dopo l'ora di ammollo, le componenti passano sotto acqua e sapone prima di tornare al loro posto.
"Ora li lavo con acqua e sapone per rimontarli", spiega l'ingegnere. Il sapone chiude il lavoro sui pezzi già trattati: a sciogliere il grasso carbonizzato ci ha pensato il percarbonato durante l'ammollo.
Nella sequenza mostrata, il lavaggio con acqua e sapone viene dopo l'ammollo nel percarbonato, a lavoro quasi finito.
I prodotti usati sono tre, cioè sgrassatore, percarbonato di sodio e acqua e sapone, ciascuno nella sua fase.
Temperatura e materiali per non rovinare i pezzi
Il percarbonato lavora in acqua calda, ma la temperatura conta. "Usiamo acqua calda a circa 60 gradi centigradi", indica Fernández: è il valore di riferimento per l'ammollo, cioè circa 60 °C.
Una temperatura troppo alta può fare danni. "È importante che la temperatura non sia troppo alta perché alcuni di questi pezzi sono di ghisa e l'alta temperatura, trattandosi di percarbonato, li può ossidare", avverte l'ingegnere chimico. Il rischio riguarda quindi le componenti in ghisa trattate con il percarbonato.
Se in casa non hai un termometro da cucina, c'è una scorciatoia. "Se non avete modo di misurare la temperatura dell'acqua, potete prepararla metà acqua bollente e metà acqua a temperatura ambiente", suggerisce Fernández. La regola pratica è metà e metà.
Ogni fornello però è fatto a modo suo, e i materiali cambiano da un modello all'altro. Prima di applicare un prodotto o di smontare una componente conviene distinguere i materiali e capire di cosa sono fatti i singoli pezzi.
Il passaggio da non saltare è uno: leggere le indicazioni del produttore. Sono quelle a dire quali parti si possono rimuovere e quali prodotti sopportano.
Le combinazioni di prodotti da lasciare fuori
Mescolare più prodotti per ottenere uno sgrassatore "potenziato" è una tentazione comune. Lo stesso Fernández, in un'altra occasione, ha preso posizione contro una di queste miscele: "Non uso mai questa combinazione di prodotti come sgrassatore, è assurda".
La combinazione criticata da Fernández comprende aceto, acqua e detersivo per piatti, con l'eventuale aggiunta di bicarbonato. La sua obiezione riguarda l'efficacia di questa miscela come sgrassatore.
Quello che si può dire con certezza riguarda il metodo che ha mostrato sui fornelli a gas. Lì sgrassatore, percarbonato e sapone vengono impiegati in fasi distinte, ciascuno nel proprio passaggio della pulizia.
Lo sgrassatore lavora sui bordi del fornello, dopo che i pezzi sono stati smontati. Il percarbonato di sodio resta nell'acqua dell'ammollo, a circa 60 °C e per circa un'ora, insieme alle componenti rimosse.
Acqua e sapone arrivano per ultimi, sul lavaggio finale prima di rimontare tutto. Per qualsiasi prodotto o abbinamento fuori da questa sequenza, il riferimento restano le indicazioni del produttore del tuo piano cottura.