Illustrazione di due smartphone, una scheda SIM e buste su un tavolo per proteggere il numero di telefono
Immagine realizzata con AI

Una casella piena di pubblicità dopo un solo acquisto online è il segnale più comune che i dati personali circolano troppo. Succede perché numero di telefono e indirizzo email finiscono ovunque: app scaricate una volta, prove gratuite, carte fedeltà, acquisti occasionali.

Per proteggere il numero di telefono e la propria email servono pochi accorgimenti concreti, come alias, numeri secondari e la revoca dei consensi commerciali non più utili.

In Italia esistono anche regole contro le chiamate di telemarketing indesiderate, ma con limiti precisi su cosa coprono davvero.

Indice

  1. Gli alias separano gli acquisti dalla casella principale
  2. Un numero secondario gestisce iscrizioni e verifiche
  3. Il consenso marketing è facoltativo e revocabile
  4. Il GDPR garantisce accesso, rettifica e cancellazione
  5. In Italia restano limiti contro chiamate e numeri falsificati

Gli alias separano gli acquisti dalla casella principale

Dopo una prova gratuita, un acquisto occasionale o il download di un'app usata una volta sola, la posta elettronica inizia a riempirsi di messaggi promozionali. Usare alias email diversi per ogni servizio aiuta a capire subito chi ha condiviso, o venduto, il proprio indirizzo.

La soluzione pratica è usare veri e propri alias (indirizzi alternativi collegati allo stesso account) oppure dividere gli indirizzi in due gruppi: una casella dedicata alle iscrizioni occasionali, pensata per sconti, prove gratuite e account che si useranno una sola volta, e un indirizzo separato per le comunicazioni personali o importanti, come scuola, lavoro o banca.

In questo modo, quando la prima casella si riempie di pubblicità, quella vera resta pulita. È un meccanismo semplice, ma permette di riconoscere con precisione la provenienza di ogni messaggio che arriva.

Un numero secondario gestisce iscrizioni e verifiche

Lo stesso principio vale per il telefono. Usare un numero secondario per acquisti occasionali, programmi fedeltà e annunci online evita di diffondere il numero principale, quello legato al conto corrente, al lavoro e ai contatti personali.

Il numero di riserva torna utile anche per i servizi che richiedono un contatto via SMS, dagli annunci sui marketplace alle registrazioni che impongono una conferma immediata. Va considerato però un limite pratico: la verifica tramite codice può bloccare l'uso di numeri virtuali o temporanei, perché alcune piattaforme li riconoscono e non inviano il messaggio di conferma, rendendo impossibile completare l'iscrizione.

Il consenso marketing è facoltativo e revocabile

Oltre a nascondere i propri contatti, si può bloccare alla fonte chi li usa per scopi commerciali. Il consenso a marketing e profilazione è libero e facoltativo: le informative sulla privacy chiariscono che il rifiuto non deve in alcun modo compromettere l'accesso al sito o al servizio richiesto.

Chi ha già dato il via libera può tornare indietro in qualsiasi momento: il consenso marketing si revoca gratuitamente, anche scegliendo in modo selettivo quali canali escludere, per esempio email sì ma SMS no.

Vale lo stesso per la newsletter, che richiede l'inserimento dei dati di contatto e un consenso specifico prima dell'invio: senza quel sì esplicito, nessuna comunicazione promozionale può partire, e l'uso del sito resta comunque garantito.

Il GDPR garantisce accesso, rettifica e cancellazione

Il riferimento europeo in materia di privacy è il Regolamento UE 2016/679, il testo che le informative richiamano citando gli articoli 13 e 14 sugli obblighi di trasparenza verso chi fornisce i propri dati.

In base a questo regolamento, chi ha condiviso numero di telefono o email può esercitare più diritti: accesso ai dati trattati, rettifica di quelli inesatti, limitazione del trattamento e opposizione. Le informative indicano anche un responsabile della protezione dei dati (DPO), a cui vanno indirizzate queste richieste.

Il diritto più utile resta la cancellazione: si può chiedere quando i dati non sono più necessari rispetto allo scopo per cui erano stati raccolti, quando si revoca il consenso e non esiste un'altra base giuridica per continuare a trattarli, oppure quando il trattamento risulta illecito.

In Italia restano limiti contro chiamate e numeri falsificati

Oltre alle misure personali, in Italia esistono regole specifiche contro le chiamate commerciali indesiderate. Dal 19 agosto 2024 è scattato il blocco tecnico AGCOM contro le chiamate estere con numeri fissi italiani falsificati (spoofing), mentre dal 19 novembre 2025 la misura si è estesa anche ai numeri mobili contraffatti.

Il Registro Pubblico delle Opposizioni conta 32 milioni di numerazioni registrate, eppure ogni italiano riceve in media da 5 a 8 telefonate commerciali a settimana. Un segnale che le protezioni esistenti non coprono tutto: la stretta sui numeri falsificati non riguarda le chiamate con prefissi stranieri, né tutte quelle effettuate dall'Italia con numerazioni mobili alterate.

Nel dibattito normativo si è discussa una stretta sulle vendite telefoniche per contrastare i contratti non richiesti in settori come telecomunicazioni, luce e gas, ma al momento le telefonate commerciali restano consentite in tutti questi comparti, purché avvengano nel rispetto del Registro e delle regole sul consenso.

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