Illustrazione di una donna che confronta patatine al forno e friggitrice ad aria in cucina
Immagine realizzata con AI


Una porzione di patatine può richiedere tre volte più energia nel forno tradizionale rispetto alla friggitrice ad aria. Un bel risparmio, soprattutto per chi cucina spesso e vuole ridurre i consumi domestici.

Ma attenzione: se le patatine diventano quattro porzioni, oppure devi preparare una cena per tutta la famiglia, il confronto potrebbe cambiare completamente.

È proprio questo il paradosso della friggitrice ad aria, diventata negli ultimi anni uno degli elettrodomestici più popolari nelle cucine italiane. Promette cotture veloci, alimenti croccanti e un utilizzo ridotto di olio, ma soprattutto viene spesso presentata come un'alternativa più economica al forno.

E i numeri sembrano darle ragione. Secondo un confronto pubblicato da Altroconsumo, per preparare delle patatine surgelate una friggitrice ad aria ha consumato 0,287 kWh, contro 0,863 kWh del forno elettrico. Una differenza considerevole, che però non racconta tutta la storia.

Perché consumare meno per una singola preparazione non significa necessariamente essere la scelta più conveniente in ogni situazione. A fare la differenza sono la quantità di cibo, la potenza degli apparecchi, il tempo necessario per cucinare e perfino il numero di volte in cui bisogna ripetere la cottura.

Vediamo quindi quanto consumano realmente friggitrice ad aria e forno, quanto può costare utilizzarli e soprattutto quando conviene scegliere l'uno oppure l'altro.

Indice

  1. Quanta energia consumano le patatine nel forno e ad aria
  2. Quanto costa una cottura in euro
  3. Per una o due persone conviene la friggitrice
  4. Quando il forno torna conveniente

Quanta energia consumano le patatine nel forno e ad aria

Nel test di Altroconsumo le patatine surgelate sono state pronte in 23 minuti nella friggitrice ad aria. Il forno elettrico ne ha impiegati 33, con un consumo tre volte più alto. Tradotto in percentuale: la friggitrice ha usato circa il 67% di energia in meno.

Nonostante il nome, la friggitrice ad aria non frigge come una friggitrice tradizionale a immersione: funziona come un piccolo forno ventilato. Una resistenza produce calore e una ventola fa circolare rapidamente l'aria calda intorno al cibo, per una cottura uniforme e una superficie croccante.

Le patatine sono un caso evidente, ma la friggitrice ha consumato meno con tutti i piatti del confronto:

  • Patatine surgelate: 0,287 kWh in 23 minuti ad aria, 0,863 kWh in 33 minuti nel forno
  • Pollo arrosto: 0,540 kWh in 53 minuti ad aria, 1,157 kWh in 76 minuti nel forno
  • Patata al forno: 0,392 kWh in 48 minuti ad aria, 1,084 kWh in 68 minuti nel forno
  • Torta: 0,223 kWh in 33 minuti ad aria, 0,710 kWh in 56 minuti nel forno (con preparazioni di dimensioni differenti)

Per il pollo arrosto il consumo è stato meno della metà, per la singola patata il risparmio ha superato il 60%. Attenzione però: i valori si riferiscono agli apparecchi e alle quantità usati nelle prove e non sono consumi universali validi per ogni modello.

Quanto costa una cottura in euro

Con una tariffa elettrica ipotizzata di 0,30 euro per kWh, le patatine del test sono costate circa 9 centesimi nella friggitrice ad aria e circa 26 nel forno elettrico. La differenza è di circa 17 centesimi a cottura.

Detta così sembra poco. Per chi usa spesso uno dei due apparecchi, però, il risparmio può accumularsi nel tempo, e il conto finale dipende dalla tariffa del proprio contratto e dai consumi reali dell'elettrodomestico.

Per calcolare la spesa domestica occorrono due dati: quanti kilowattora (kWh) vengono consumati e quanto costa l'elettricità. La formula è semplice: costo = kWh consumati × prezzo al kWh.

Un esempio pratico: un apparecchio che assorbe costantemente 1.500 watt per mezz'ora usa 0,75 kWh. Con la stessa tariffa ipotetica di 0,30 euro, la cottura costa circa 23 centesimi.

C'è un dettaglio da tenere presente: durante la cottura reale le resistenze si accendono e si spengono per mantenere la temperatura. Il consumo effettivo, quindi, non coincide sempre con la potenza massima moltiplicata per il tempo.

Se vuoi una stima più accurata, puoi collegare un misuratore dei consumi elettrici adatto alla potenza dell'apparecchio oppure guardare le informazioni del tuo modello.

Occhio anche al tipo di forno: con un forno a gas contano il consumo di combustibile e il suo prezzo, quindi questi risultati non si applicano direttamente.

Per una o due persone conviene la friggitrice

Quando devi preparare una cena rapida per una o due persone, di solito la friggitrice ad aria ha un vantaggio. Il suo punto di forza è cuocere piccole porzioni in tempi relativamente brevi, senza dover scaldare l'intera camera di un forno tradizionale.

Il nodo sono le dimensioni. Il cestello di una friggitrice domestica misura circa 4-6 litri, mentre la camera di cottura di un forno tradizionale è spesso intorno ai 60 litri.

Questo significa che la friggitrice raggiunge in fretta la temperatura e, per molte preparazioni, richiede un preriscaldamento breve o assente, se previsto dal modello e dalla ricetta. Il forno elettrico invece deve scaldare una struttura e uno spazio più grandi, e spesso impiega più tempo prima di iniziare la cottura vera e propria.

Funziona bene con patatine, verdure, piccoli tagli di carne e filetti di pesce, e in generale con i cibi che devono diventare croccanti. Torna utile anche per riscaldare una porzione recuperando la superficie croccante, senza accendere il forno.

Quando il forno torna conveniente

Il limite della friggitrice è la capienza del cestello. Per far circolare bene l'aria, molti alimenti vanno distribuiti senza sovrapporli troppo: riempirla oltre misura può compromettere la cottura e allungare i tempi.

Se il cibo supera lo spazio disponibile servono due o più cicli. Ed è proprio lì che il vantaggio energetico può cominciare a ridursi.

Un esempio illustrativo: se una porzione richiede 0,30 kWh nella friggitrice e per cucinare tutto servono quattro cicli, il consumo complessivo sale a 1,20 kWh. In una situazione del genere, invece, il forno potrebbe costare meno se permette di cuocere tutto insieme, in base al modello e al tempo richiesto.

Si tratta di un calcolo teorico, non di una prova sperimentale. Per stabilire quale apparecchio consumi meno bisognerebbe misurare l'energia usata per preparare la stessa quantità di cibo.

Pensa a una cena per sei persone, con una teglia di lasagne, verdure da arrostire e un secondo piatto. Il forno ha più spazio e, nei modelli che lo consentono, può cuocere più preparazioni insieme, sfruttando il calore già prodotto.

Resta poi adatto alle pietanze voluminose, alle grandi teglie e alle pizze di dimensioni tradizionali. Anche la potenza dichiarata va presa con le pinze: una friggitrice da 1.800 watt non consuma per forza più di un forno da 2.500 watt, perché la potenza indica l'energia assorbita in un istante, mentre il consumo dipende anche dalla durata e da come lavorano le resistenze.

C'è infine il prezzo d'acquisto. Se possiedi già un forno efficiente e prepari solo occasionalmente porzioni piccole, acquistare una friggitrice per ridurre i consumi potrebbe far recuperare la spesa soltanto dopo molto tempo.

Per farla breve, il conto lo fanno la quantità di cibo, il tempo e il numero di accensioni. Pesa quante volte accendi l'apparecchio per portare in tavola la stessa cena, prima ancora di quanto consuma mentre è acceso.

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