Donna sorridente con berretto e maglione autunnale tiene in mano un grande orologio analogico da parete

Un'ora di sonno in più, certo. Ma anche tramonti anticipati, pomeriggi sempre più bui e quella fastidiosa sensazione di uscire da scuola o dal lavoro quando la giornata sembra già finita.

Il ritorno dell'ora solare è ormai alle porte e, come ogni anno, riaccende una domanda: ha ancora senso spostare le lancette dell'orologio due volte all'anno?

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 3:00, gli orologi torneranno indietro di un'ora, segnando nuovamente le 2:00. In Italia terminerà così il periodo dell'ora legale, iniziato lo scorso 29 marzo.

La conseguenza più evidente sarà un'ora di luce in meno alla sera, compensata da un'ora di luce in più al mattino.

Eppure, l'idea di abolire il cambio d'ora e mantenere quella legale per tutti i dodici mesi continua a raccogliere consensi. Tra risparmio energetico, sostenibilità ambientale e maggiori possibilità di trascorrere tempo all'aperto, gli argomenti a favore non mancano.

Non tutti, però, sono d'accordo: diversi esperti del sonno ritengono che sarebbe preferibile mantenere permanentemente l'ora solare, più vicina ai ritmi biologici dell'organismo.

Ma quali vantaggi potrebbe offrire un'Italia senza il ritorno all'ora solare? Ecco cinque motivi per cui vale la pena prendere in considerazione l'ora legale tutto l'anno.

Indice

  1. Più luce nel pomeriggio, anche per chi esce da scuola
  2. Risparmiare energia elettrica: i dati di Terna
  3. Meno consumi significa anche meno emissioni inquinanti
  4. Pomeriggi più lunghi potrebbero favorire sport, movimento e vita sociale
  5. Basta spostare le lancette: eliminare il cambio d'ora semplificherebbe la vita

Più luce nel pomeriggio, anche per chi esce da scuola

Mantenere l'ora legale anche in inverno significherebbe posticipare di un'ora, sull'orologio, sia l'alba sia il tramonto. Per chi frequenta la scuola, l'università o trascorre gran parte della giornata al lavoro, questo cambiamento potrebbe fare una differenza concreta.

Pensiamo a uno studente che termina le lezioni nel primo pomeriggio e dedica le ore successive allo studio, allo sport o agli amici. Nei mesi invernali, il sole può tramontare quando molte di queste attività devono ancora cominciare.

Con l'ora legale permanente, invece, ci sarebbe un'ora di luce naturale in più alla sera. I possibili benefici sarebbero:

  • Più tempo all'aperto dopo la scuola, soprattutto per chi pratica sport o si sposta a piedi.

  • Pomeriggi più luminosi, anche durante i mesi di novembre, dicembre e gennaio.

  • Maggiori possibilità di organizzare attività dopo gli impegni quotidiani, senza trovarsi immediatamente al buio.

Naturalmente, le giornate invernali non diventerebbero più lunghe: cambierebbe semplicemente la distribuzione della luce rispetto agli orari delle nostre attività. 

E c'è anche un rovescio della medaglia: il sole sorgerebbe un'ora più tardi, costringendo molti studenti a raggiungere la scuola quando fuori è ancora buio.

Risparmiare energia elettrica: i dati di Terna

Uno degli argomenti più concreti a favore dell'ora legale riguarda i consumi energetici. Spostare un'ora di luce naturale verso la sera permette infatti, in determinate condizioni, di ridurre il ricorso all'illuminazione artificiale.

Secondo le stime diffuse da Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, i sette mesi di ora legale del 2026 consentiranno all'Italia di risparmiare:

  • 302 milioni di kilowattora di energia elettrica.

  • Circa 80 milioni di euro sui costi dell'elettricità.

  • Una quantità di energia paragonabile al consumo medio annuo di 115.000 famiglie.

Ma che cosa accadrebbe se l'ora legale venisse mantenuta anche d'inverno?

Nel corso delle analisi parlamentari dedicate alla possibile adozione dell'ora legale permanente, sono state riportate stime di Terna secondo cui l'estensione ai mesi invernali potrebbe produrre un risparmio aggiuntivo di circa 160 milioni di kilowattora all'anno.

Un risultato interessante, anche se relativamente contenuto rispetto al fabbisogno elettrico nazionale: l'ulteriore risparmio rappresenterebbe circa lo 0,05% dei consumi annuali. 

Meno consumi significa anche meno emissioni inquinanti

Il risparmio energetico produce un secondo possibile vantaggio: ridurre l'impatto ambientale della produzione di elettricità. Quando diminuisce il fabbisogno energetico, può ridursi anche la quantità di emissioni associate alla generazione dell'energia, a seconda delle fonti utilizzate.

Sempre secondo le stime di Terna, nel 2026 l'applicazione dell'ora legale per sette mesi dovrebbe consentire di evitare l'immissione nell'atmosfera di circa 142.000 tonnellate di anidride carbonica.

Estendere il sistema ai mesi invernali potrebbe quindi contribuire ulteriormente alla riduzione delle emissioni, se il risparmio energetico previsto venisse confermato. I possibili benefici ambientali comprendono:

  • Una minore richiesta di energia elettrica per l'illuminazione in alcune fasce orarie.

  • Una potenziale riduzione dell'utilizzo di fonti fossili nella produzione di elettricità.

  • Un contributo, seppur limitato, agli obiettivi di contenimento delle emissioni.

L'ora legale permanente, naturalmente, non rappresenterebbe una soluzione decisiva alla crisi climatica. Tuttavia, anche interventi relativamente piccoli possono contribuire a ridurre i consumi complessivi.

Pomeriggi più lunghi potrebbero favorire sport, movimento e vita sociale

Quante volte, durante l'inverno, rinunciamo a uscire per una passeggiata o a fare attività fisica semplicemente perché fuori è già buio? La possibilità di sfruttare più luce naturale nelle ore successive alla scuola e al lavoro costituisce uno degli argomenti a favore dell'ora legale permanente.

Poter uscire quando c'è ancora il sole potrebbe incoraggiare alcune persone a trascorrere più tempo all'aria aperta, praticare attività sportive o incontrarsi con gli amici.

I potenziali vantaggi riguarderebbero:

  • L'attività fisica, grazie a pomeriggi più luminosi per correre, camminare o andare in bicicletta.

  • La socialità, con più tempo di luce a disposizione dopo le lezioni e gli impegni lavorativi.

  • La frequentazione degli spazi pubblici, come parchi, piazze e aree sportive.

Questi effetti, però, non sono automatici e dipendono dalle abitudini personali, dagli orari e dalle condizioni climatiche.

Anche il legame tra ora legale e benessere psicologico è oggetto di studio: le ricerche disponibili non permettono di affermare con certezza che mantenere l'ora legale durante tutto l'anno migliori la salute mentale della popolazione.

Basta spostare le lancette: eliminare il cambio d'ora semplificherebbe la vita

C'è infine un motivo che mette d'accordo anche molti sostenitori dell'ora solare: eliminare il passaggio tra i due orari eviterebbe di modificare le nostre abitudini due volte all'anno.

Il cambio di marzo, quando perdiamo un'ora di sonno, può avere effetti temporanei sui ritmi biologici.

Le ricerche scientifiche hanno individuato associazioni tra il passaggio primaverile all'ora legale e un aumento di alcuni rischi sanitari e per la sicurezza, tra cui incidenti stradali.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 sull'European Journal of Epidemiology, basata su 157 studi provenienti da 36 Paesi, ha però evidenziato che gli effetti del cambio d'ora sono complessi e non sempre concordanti. Eliminare il passaggio stagionale avrebbe alcuni vantaggi pratici:

  • Niente più adattamento semestrale a un orario diverso.

  • Maggiore stabilità nelle abitudini quotidiane, dal risveglio agli orari dei pasti.

  • Una gestione più semplice degli orari, senza dover ricordare quando spostare le lancette.

L'American Academy of Sleep Medicine, per esempio, sostiene l'abolizione dei cambi stagionali ma raccomanda di mantenere l'ora solare tutto l'anno, perché considera questo orario più coerente con il funzionamento del ritmo circadiano, l'orologio biologico che regola il sonno e la veglia.

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