
C’è ancora tempo per candidarsi a uno dei 64.479 posti messi a bando dal Servizio Civile Universale in Italia. A questi si aggiungono 1.485 posti - ambitissimi - all'estero: dall'Indonesia alla Tanzania, dall'Argentina agli Stati Uniti, con la possibilità - se scegli una delle mete oltre confine - di ottenere in più un'indennità giornaliera, oltre a vitto, alloggio e viaggio inclusi.
Ogni anno le domande per fare una esperienza da operatori volontari nei vari progetti che afferiscono al SCU sono decisamente superiori alla disponibilità.
Questo perché il Servizio Civile Universale è una vera e propria esperienza di vita che ogni anno migliaia di giovani scelgono per mettersi in gioco in un contesto lavorativo, avere un riconoscimento economico e costruire competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Parliamo di un percorso che dura dagli 8 ai 12 mesi e ti coinvolge su progetti sociali, ambientali, culturali, educativi o digitali, in Italia oppure all’estero: firmi un contratto con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, hai diritti e tutele, un impegno di circa 25 ore a settimana - quindi compatibile anche con l’università - e un assegno mensile.
Da un punto di vista pratico quello che resta è un attestato rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, in alcuni casi crediti universitari, e - cosa non da poco - l’accesso alla riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici. Un vantaggio concreto in un mercato dove quei posti vengono contesi.
Da un punto di vista umano, è un'esperienza che cambia la vita perché spesa in attività che hanno un impatto sociale, come ci hanno raccontato gli operatori volontari che abbiamo incontrato in occasione della Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale.
Se vuoi saperne di più, leggi questo articolo ma non pensarci troppo: la domanda si presenta esclusivamente online, tramite SPID o CIE entro l’8 aprile 2026 alle 14.00.
Possono partecipare tutti i giovani maggiorenni cittadini italiani o di paesi dell’Unione Europea, come pure coloro in possesso di un regolare permesso di soggiorno, fino al giorno prima del 29esimo compleanno: fa fede l’età alla data di presentazione della domanda.
E a proposito di calendario, se verrai selezionato, tra metà settembre e fine ottobre 2026 sarai chiamato a prendere servizio. Nel caso in cui non dovessi rientrare nella prima selezione non preoccuparti: se risulterai idoneo, potrai essere chiamato a subentrare nei mesi successivi.

Indice
- Non è uno stage e nemmeno volontariato: cos'è il Servizio Civile Universale?
- Servizio Civile Universale, qual è l’assegno mensile?
- I progetti: cosa puoi fare davvero?
- Il vantaggio nei concorsi pubblici che ti dà il SCU
- Chi può fare domanda per il SCU?
- Come fare domanda per il SCU passo dopo passo
- Quando inizi e cosa ti aspetta? La novità del bando 2026
1. Non è uno stage e nemmeno volontariato: cos'è il Servizio Civile Universale?
Tutto inizia nel 1972, quando lo Stato italiano riconosce il diritto all'obiezione di coscienza: chi non se la sentiva di fare il militare poteva scegliere un'alternativa. Era obbligatorio, ma almeno era una scelta.
Nel 2001 cambia tutto: con la legge 64 del 6 marzo nasce il Servizio Civile Nazionale su base volontaria, aperto per la prima volta anche alle donne.
Nel 2005 la leva obbligatoria viene sospesa definitivamente, mentre il Servizio Civile, invece, continua a crescere.
Nel 2017 arriva la svolta più importante, con il cambio di denominazione in Servizio Civile Universale. L'obiettivo è chiaro: renderlo un'esperienza accessibile a tutti i giovani che vogliono viverla, indipendentemente dal background formativo.
E dal 2020 esiste anche una giornata dedicata: ogni 15 dicembre si celebra infatti la Giornata Nazionale del Servizio Civile Universale, istituita per riconoscere l'impegno di chi partecipa, anche in chiave Agenda 2030 dell'ONU.
In pratica, è passato da alternativa alla naja a opportunità concreta per fare qualcosa di utile per il Paese e per sé stessi.
Così, il Servizio Civile Universale oggi ti permette di dedicare dagli 8 ai 12 mesi a progetti in ambito sociale, ambientale, culturale, educativo, digitale o di protezione civile, in Italia o all'estero.
E non è volontariato: firmi un contratto con il Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, hai diritti e tutele, e hai un assegno economico mensile.
L'impegno è di 25 ore settimanali, il che lo rende compatibile con l'università o altri progetti e attività lavorative in parallelo.
Clicca qui per leggere il testo del bando 2026-27
2. Servizio Civile Universale, qual è l’assegno mensile?
Ai partecipanti spetta un assegno di 519,47 euro al mese, esenti da imposte e contributi previdenziali: abbastanza per smettere di dipendere completamente dai tuoi e - cosa non da poco - non pesare sull'ISEE familiare.
Per chi sceglie un progetto all'estero, a questa cifra si aggiunge un'indennità giornaliera tra i 13 e i 15 euro, oltre a vitto, alloggio e viaggio di andata e ritorno, più un rientro intermedio durante il periodo di servizio.
Alla fine dell'anno, ottieni un attestato di svolgimento del Servizio Civile Universale rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e in alcuni casi crediti formativi universitari se previsti dal progetto scelto. Il servizio può essere riscattato anche ai fini previdenziali.
3. I progetti: cosa puoi fare davvero?
Ci sono 64.479 posti per 2.635 progetti in Italia e 1.485 posti per 204 progetti all'estero, dall'Indonesia alla Tanzania, dall'Argentina al Belgio agli Stati Uniti, per un totale di ben 65.964 posti disponibili.
I settori spaziano dall'assistenza sanitaria alla protezione civile, dall'educazione digitale alla tutela dei beni culturali, dall'agricoltura sociale all'inclusione. Non si tratta di mansioni ripetitive: chi l'ha fatto racconta di essere finito nelle corsie degli ospedali, nelle sale operative di grandi eventi, nei progetti di facilitazione digitale con la PA, nelle associazioni di territorio.
Alcuni progetti prevedono anche posti per giovani con minori opportunità - disabilità, difficoltà economiche, bassa scolarizzazione - e altri includono un periodo da uno a tre mesi in un altro Paese europeo.

4. Il vantaggio nei concorsi pubblici che ti dà il SCU
Chi fa il SCU ha diritto a una riserva del 15% dei posti nei concorsi della Pubblica Amministrazione. Non è un dettaglio secondario, ma un vantaggio competitivo enorme, specialmente in un mercato del lavoro pubblico dove la concorrenza è particolarmente serrata.
In pratica: se un concorso mette a bando 100 posti, 15 sono riservati a chi ha completato il Servizio Civile Universale. Questo significa che competi per quei posti con una platea molto più ristretta di candidati, aumentando significativamente le tue probabilità di assunzione.
Attenzione però: la riserva non elimina le prove concorsuali e non garantisce l'assunzione automaticamente, devi comunque partecipare, risultare idoneo e collocarti utilmente in graduatoria. La riserva interviene nella fase di copertura dei posti.
Il Decreto PA del 2025 ha ulteriormente ampliato la platea degli interessati, includendo anche chi ha svolto il Servizio Civile Nazionale.
Oltre a questo, l'esperienza può valere come titolo di preferenza. Il periodo di servizio è inoltre riconosciuto ai fini previdenziali ed è riscattabile.
Il Ministro Abodi, nostro ospite in più di un'occasione, ci ha spiegato che sta lavorando per estendere questo riconoscimento anche alle aziende a partecipazione pubblica e a quelle private.
5. Chi può fare domanda per il SCU?
Come specificato dal bando, ci si può candidare dopo aver compiuto 18 anni e prima di aver compiuto 29 anni (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda, con cittadinanza italiana o di uno Stato UE, oppure extra UE con regolare permesso di soggiorno in Italia.
Viene escluso chi ha già svolto il servizio civile in passato (salvo interruzioni per Covid o maternità), chi è arruolato nelle forze armate, e chi ha condanne gravi alle spalle. E non c’è nessun requisito di studio specifico: conta la voglia di mettersi in gioco.
Sono previsti anche posti per giovani con disabilità, bassa scolarizzazione, difficoltà economiche, oppure un care leaver o un giovane con temporanea fragilità personale e sociale. Se ti ritrovi in una di queste situazioni, vale la pena verificare i progetti con posti per giovani con minori opportunità. .
6. Come fare domanda per il SCU passo dopo passo
Il processo per fare domanda prevede tre passaggi, in quest'ordine:
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Scegli il progetto. Vai su scelgoilserviziocivile.gov.it e usa i motori di ricerca "Scegli il tuo progetto in Italia" o "Scegli il tuo progetto all'estero". Puoi filtrare per area geografica, durata e settore. Nella pagina di dettaglio del progetto trovi anche il numero di domande già pervenute per quella sede, aggiornato al giorno precedente. Dopo aver scelto, leggi bene la scheda pubblicata dall'ente sul proprio sito.
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Prepara l'accesso. Per accedere alla piattaforma serve SPID di livello 2 o CIE (Carta d'Identità Elettronica). I cittadini UE o extra UE senza SPID possono richiedere credenziali apposite direttamente sulla piattaforma.
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Invia la domanda. La domanda va inviata esclusivamente tramite la piattaforma DOL (Domanda On Line), raggiungibile da PC, tablet e smartphone, direttamente all'ente titolare del progetto scelto. Puoi presentare una sola candidatura, per un solo progetto. Puoi modificarla fino alla scadenza.
Prenditi del tempo per pensarci, ma non starci a rimuginare troppo: la scadenza per la presentazione delle domande è fissata per l’8 aprile 2026 alle ore 14.00.
7. Quando inizi e cosa ti aspetta? La novità del bando 2026
Il bando ordinario 2026 dice che l'avvio del servizio è previsto entro il 30 ottobre 2026, ma la data esatta dipende dall'ente e dal progetto scelto, quindi vale la pena informarsi direttamente, perché i tempi possono influire molto sull'organizzazione della tua vita.
Sappi che sono previsti anche permessi straordinari per circostanze specifiche - come la partecipazione a esami universitari o la donazione del sangue - e alcuni progetti includono un periodo di tutoraggio da uno a tre mesi per facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro, oppure un periodo all'estero in uno dei Paesi dell'Unione Europea.
Come novità del 2026, al momento dell’invio della domanda di partecipazione, i cittadini italiani ed europei residenti in Italia hanno la facoltà di richiedere l’attivazione automatica e gratuita della Carta Giovani Nazionale: uno strumento digitale gratuito finalizzato a promuovere l’accesso a beni e/o servizi ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che sono residenti in Italia.
Se hai tra i 18 e i 28 anni e stai ancora a pensarci, smettila. Hai tempo fino all'8 aprile alle 14.00 per candidarti: vai su scelgoilserviziocivile.gov.it, scegli il progetto, accedi con SPID o CIE e invia la domanda!
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