Illustrazione di una mamma lavoratrice con computer, zaini per bambini e calcolatrice su un tavolo
Immagine realizzata con AI

Una boccata d'ossigeno per le mamme che lavorano, tra stipendi, spese familiari e figli da crescere. Il Bonus mamme 2026 entra finalmente nella fase operativa e porta con sé un'importante novità: il contributo economico sale a 60 euro mensili, per un totale che può arrivare fino a 720 euro all'anno.

La notizia arriva direttamente dall'INPS, che con la circolare del 16 ottobre e il successivo messaggio del 20 ottobre 2026 ha chiarito requisiti, modalità di pagamento e scadenze, annunciando ufficialmente l'apertura della procedura per presentare domanda.

La misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, si rivolge alle lavoratrici con almeno due figli e un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. Ma attenzione: non tutte le mamme possono beneficiarne e le condizioni cambiano in base al numero dei figli, alla loro età e al tipo di contratto lavorativo.

Chi può ottenere il contributo? Come si presenta la richiesta? E soprattutto, quando arrivano i soldi? Ecco tutto quello che bisogna sapere sul nuovo Bonus mamme 2026.

Indice

  1. Bonus mamme 2026, quanto spetta? Fino a 720 euro in un anno
  2. Chi può richiedere il Bonus mamme 2026: i requisiti
  3. Lavoratrici dipendenti, autonome e partite IVA: a chi spetta il bonus?
  4. Attenzione alle mamme con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato
  5. Come richiedere il Bonus mamme 2026: aperte le domande INPS
  6. Bonus mamme 2026, quando scade la domanda?
  7. Quando arrivano i 720 euro del Bonus mamme 2026?
  8. Bonus mamme e ISEE: i 40.000 euro sono un limite di reddito, non di patrimonio

Bonus mamme 2026, quanto spetta? Fino a 720 euro in un anno

La prima novità riguarda l'importo del contributo, che aumenta rispetto allo scorso anno.

Nel 2025 il sostegno economico ammontava a 40 euro mensili. Per il 2026, invece, la Legge di Bilancio ha previsto un incremento a 60 euro al mese, riconosciuti per ciascun mese, o frazione di mese, di attività lavorativa che soddisfa i requisiti. In particolare:

  • 60 euro mensili, contro i 40 euro previsti nel 2025.

  • Fino a 720 euro complessivi, per chi ha diritto a tutte le dodici mensilità.

  • Nessuna tassazione sul contributo, che non concorre alla formazione del reddito imponibile.

  • Nessun effetto sul calcolo dell'ISEE, perché l'importo ricevuto non viene considerato ai fini dell'indicatore.

Il bonus non viene quindi riconosciuto necessariamente per l'intero anno: l'importo dipende dai mesi nei quali la lavoratrice possiede i requisiti richiesti.

Per esempio, una mamma che matura il diritto per otto mesi potrà ricevere 480 euro, mentre chi soddisfa le condizioni per tutti e dodici i mesi potrà arrivare a 720 euro.

Chi può richiedere il Bonus mamme 2026: i requisiti

Non basta avere figli per ottenere il contributo. L'INPS ha infatti individuato una serie di condizioni che devono essere rispettate contemporaneamente. Il nuovo Bonus mamme è destinato alle lavoratrici dipendenti e autonome che possiedono i seguenti requisiti:

  • Almeno due figli: le mamme con due figli devono avere il più piccolo di età inferiore a 10 anni.

  • Tre o più figli: in questo caso, il figlio più piccolo deve avere meno di 18 anni.

  • Reddito annuo da lavoro non superiore a 40.000 euro: il limite riguarda i redditi da lavoro della madre, non l'ISEE dell'intero nucleo familiare.

  • Attività lavorativa: è necessario svolgere un lavoro dipendente pubblico o privato, oppure un'attività autonoma rientrante nelle gestioni previdenziali ammesse.

  • Requisiti maturati nel 2026: le condizioni devono essere presenti al 1° gennaio oppure perfezionarsi entro il 31 dicembre.

Nel conteggio dei figli rientrano anche quelli adottati o in affidamento preadottivo, secondo le regole illustrate dall'INPS.

Un aspetto importante riguarda le mamme che partoriscono nel corso dell'anno. Se, per esempio, il secondo figlio nasce ad aprile 2026, il diritto al contributo può decorrere già da quel mese, purché siano soddisfatte anche le altre condizioni.

Lavoratrici dipendenti, autonome e partite IVA: a chi spetta il bonus?

Il Bonus mamme 2026 non è riservato esclusivamente alle lavoratrici assunte con contratto a tempo indeterminato. La misura comprende diverse tipologie di occupazione, sia nel settore pubblico sia in quello privato.

Possono rientrare tra le beneficiarie:

  • Lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato, a tempo determinato o indeterminato, secondo le condizioni previste.

  • Lavoratrici autonome e partite IVA iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie.

  • Professioniste iscritte alle Casse di previdenza, come quelle previste per alcune professioni ordinistiche.

  • Lavoratrici iscritte alla Gestione Separata INPS, per i periodi di effettiva attività lavorativa.

  • Lavoratrici con contratti intermittenti o in somministrazione, quando risultano soddisfatti i requisiti.

Restano invece escluse le lavoratrici domestiche, come colf e badanti. Non possono accedere alla misura neppure le imprenditrici e le titolari di cariche societarie che non risultano iscritte alle forme previdenziali richieste.

Attenzione alle mamme con tre o più figli e contratto a tempo indeterminato

C'è una distinzione particolarmente importante che riguarda le lavoratrici con almeno tre figli.

Per queste mamme, il Bonus da 60 euro mensili non è riconosciuto per i mesi nei quali è attivo, anche solo parzialmente, un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

La ragione è che questa categoria può beneficiare, in presenza dei requisiti, di un'altra agevolazione già esistente: l'esonero totale della quota di contributi previdenziali a carico della lavoratrice.

In pratica:

  • Mamme con due figli: possono ottenere il Bonus mamme 2026 anche se hanno un contratto a tempo indeterminato.

  • Mamme con almeno tre figli e contratto a termine: possono ricevere il contributo da 60 euro mensili, rispettando gli altri requisiti.

  • Mamme con almeno tre figli e lavoro autonomo: possono accedere al bonus, se soddisfano le condizioni.

  • Mamme con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato: non ricevono il nuovo contributo per i mesi interessati, ma possono usufruire dell'esonero contributivo previsto dalla normativa.

L'INPS ha chiarito anche che, se una lavoratrice passa da un contratto a termine a uno a tempo indeterminato nel corso del 2026, il diritto al nuovo bonus può interrompersi dal mese del cambiamento, lasciando spazio all'altra agevolazione.

Come richiedere il Bonus mamme 2026: aperte le domande INPS

La novità più recente è arrivata il 20 ottobre 2026, quando l'INPS ha comunicato l'apertura ufficiale del servizio telematico per la presentazione delle domande. Il contributo, infatti, non viene erogato automaticamente: per riceverlo bisogna inoltrare una specifica richiesta. Sono disponibili tre modalità:

  • Online sul sito INPS: accedendo con SPID di livello almeno 2, CIE di livello 3, CNS oppure eIDAS.

  • Tramite Contact Center INPS: chiamando il numero gratuito 803 164 da telefono fisso o lo 06 164 164 da cellulare, secondo la tariffa prevista dal proprio operatore.

  • Attraverso un patronato: rivolgendosi a un ente di assistenza che può supportare la compilazione della richiesta.

Per presentare la domanda online, il percorso indicato dall'Istituto è:

Sostegni, Sussidi e Indennità → Esplora Sostegni, Sussidi e Indennità → Per genitori → Vedi tutti i servizi → Nuovo Bonus mamme 2026.

Durante la procedura occorre dichiarare il possesso dei requisiti, inserire le informazioni relative ai figli e all'attività lavorativa e indicare la modalità di pagamento. È possibile richiedere l'accredito su un conto dotato di IBAN oppure scegliere il bonifico domiciliato.

Bonus mamme 2026, quando scade la domanda?

Le lavoratrici interessate devono prestare attenzione al calendario. Secondo le istruzioni diffuse dall'INPS, la scadenza ordinaria è fissata al 31 dicembre 2026. È tuttavia prevista un'eccezione:

  • 31 dicembre 2026: termine generale per presentare la domanda.

  • 31 gennaio 2027: termine riservato a chi perfeziona i requisiti nel mese di dicembre 2026.

Questo significa, per esempio, che una lavoratrice che diventa mamma per la seconda volta a dicembre potrà avere più tempo per inoltrare la richiesta, se possiede anche gli altri requisiti.

L'INPS mette inoltre a disposizione strumenti per controllare lo stato della domanda, consultare le ricevute ed eventualmente aggiornare i dati di pagamento.

Quando arrivano i 720 euro del Bonus mamme 2026?

A differenza di quanto potrebbe suggerire l'importo mensile, il contributo non viene versato necessariamente ogni mese in busta paga. Le somme spettanti per il 2026 sono infatti destinate a essere corrisposte dall'INPS in un'unica soluzione. Il calendario prevede:

  • Dicembre 2026: pagamento delle mensilità riconosciute, se l'istruttoria della domanda viene conclusa in tempo utile.

  • Da gennaio 2027: pagamento delle somme spettanti per le domande la cui valutazione non può essere completata entro dicembre.

Il versamento potrà quindi comprendere tutte le mensilità maturate, fino al limite massimo di 720 euro. L'importo effettivo sarà determinato sulla base dei mesi riconosciuti dall'Istituto.

Bonus mamme e ISEE: i 40.000 euro sono un limite di reddito, non di patrimonio

Uno dei dubbi più frequenti riguarda la differenza tra reddito personale e ISEE. Per accedere al Bonus mamme 2026, il limite di 40.000 euro si riferisce ai redditi da lavoro della madre, non all'indicatore economico dell'intera famiglia.

Questo significa che non bisogna confondere la soglia prevista per il beneficio con il valore dell'ISEE utilizzato per accedere ad altre misure di sostegno.

Ai fini della verifica, l'INPS considera la somma dei redditi da lavoro dipendente e autonomo rilevanti per il 2026, comprendendo anche alcune componenti soggette a regimi fiscali particolari e determinate indennità sostitutive della retribuzione.

Non rientrano invece nel calcolo, secondo le indicazioni fornite dall'Istituto, prestazioni legate alla cessazione del rapporto di lavoro come NASpI e DIS-COLL. Il bonus ricevuto, inoltre, è fiscalmente esente e non rileva ai fini della determinazione dell'ISEE.

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