Illustrazione di una persona che carica indumenti in lavatrice con l'oblò aperto
Immagine realizzata con AI

Trenta, quaranta o sessanta gradi: davanti alla lavatrice bastano 10 gradi di differenza per cambiare sensibilmente il consumo di elettricità. Secondo i test di Altroconsumo, un lavaggio a 30 gradi può richiedere circa la metà dell'energia di uno a 40.

La scelta, però, dipende da sporco, tessuti ed esigenze igieniche. I gradi scelti influenzano anche l'efficacia del detersivo, la capacità di eliminare le macchie e la durata dei capi.

Spesso si decide per abitudine. C'è chi imposta sempre 40 gradi, convinto che vadano bene per tutto, e chi passa a 60 per essere sicuro di eliminare ogni traccia di sporco.

Indice

  1. Quando bastano 30 gradi
  2. Quando conviene lavare a 40 gradi
  3. Quando serve davvero lavare a 60 gradi
  4. Quanto consuma la lavatrice a 30, 40 e 60 gradi
  5. Programma ed etichetta contano quanto i gradi
  6. Il programma Eco 40-60 lava davvero a 40 o 60 gradi?
  7. Quale temperatura scegliere per risparmiare senza rovinare i vestiti?

Quando bastano 30 gradi

Per buona parte del bucato quotidiano, 30 gradi sono una scelta efficace per tenere sotto controllo i consumi. Vale soprattutto quando i vestiti non sono particolarmente sporchi.

Rientrano in questa categoria magliette, camicie, pantaloni e capi sintetici, insieme a tutti i vestiti indossati normalmente. La condizione è che non ci siano macchie difficili o esigenze igieniche particolari.

Spoiler: per lo sporco di tutti i giorni l'acqua molto calda non è indispensabile. Spesso i detersivi moderni sono studiati per agire anche con l'acqua poco calda, togliendo lo sporco di tutti i giorni senza aumentare troppo la temperatura.

C'è poi un vantaggio che riguarda direttamente i capi. Lavare a 30 gradi limita lo stress termico, cioè l'effetto del calore sui tessuti, e riduce il rischio di restringimenti e perdita di colore rispetto alle temperature più alte.

Quella maglia che ti piace tanto, insomma, ha più possibilità di restare della sua taglia e del suo colore. Per un guardaroba che si lava spesso, il dettaglio pesa.

Per farla breve: i 30 gradi sono la soluzione giusta per il bucato ordinario poco o mediamente sporco. A patto, però, che il programma sia adatto al tessuto, un punto su cui torniamo più avanti.

Quando conviene lavare a 40 gradi

I 40 gradi sono una delle temperature più usate per il bucato domestico. Vengono spesso considerati un compromesso tra efficacia del lavaggio e consumo di energia.

Passare dai 30 gradi a un'acqua più calda può rendere il detersivo più efficace contro alcuni tipi di sporco e aiutare a eliminare le macchie. Qui sta la differenza principale tra le due temperature.

Lo confermano i test di Altroconsumo: in media, il programma Cotone a 40 gradi ha ottenuto risultati di pulizia migliori di quello a 30. Il rovescio della medaglia è un consumo di energia più alto, come mostrano i numeri della sezione dedicata.

Quali capi mettere a 40 gradi? Questa temperatura può andare bene per il cotone resistente, la biancheria usata di frequente e gli indumenti con sporco moderato. Sempre, però, se l'etichetta ne consente il lavaggio a quella temperatura.

Impostarla in automatico per ogni carico, invece, è superfluo. Una maglietta indossata per poche ore e senza macchie particolari può cavarsela benissimo con un ciclo a 30.

Quando il bucato richiede una pulizia più accurata, i 40 gradi diventano una scelta ragionevole. La regola di fondo è adattare la temperatura allo sporco effettivo, invece di affidarsi sempre alla stessa.

Quando serve davvero lavare a 60 gradi

Un lavaggio a 60 gradi consuma di solito più energia, anche se in certi casi può essere utile. Riguarda soprattutto i tessuti resistenti, come certi asciugamani, lenzuola, strofinacci e la biancheria in cotone.

La temperatura più alta torna utile quando questi capi sono molto sporchi o quando ci sono esigenze igieniche particolari. Un esempio è la biancheria usata durante alcune malattie o entrata in contatto con fluidi corporei.

Qui serve fare chiarezza. Il calore contribuisce a ridurre la presenza di microrganismi, ma selezionare 60 gradi non equivale a sterilizzare il bucato.

Il risultato dipende anche da altri fattori: il tempo di esposizione al calore, il detersivo utilizzato e le caratteristiche del programma. Due cicli a 60 gradi, quindi, possono dare esiti diversi.

Per questo lavare tutto a 60 gradi, convinti che sia sempre meglio, è un'idea sbagliata. Insieme ai consumi maggiori, il calore intenso può rovinare alcuni tessuti, scolorire i capi e farli restringere.

Meglio riservarla ai casi in cui serve davvero. E solo quando l'etichetta del capo la consente.

Quanto consuma la lavatrice a 30, 40 e 60 gradi

Una parte importante dell'elettricità usata dalla lavatrice serve a riscaldare l'acqua. Per questo, a parità di altre condizioni, alzare la temperatura significa in genere alzare anche i consumi.

Di quanto? Altroconsumo ha confrontato i programmi di diverse lavatrici con un carico di 7 kg. Il ciclo Cotone a 30 gradi ha consumato in media circa 0,56 kWh, contro gli 1,12 kWh del programma corrispondente a 40 gradi.

Tradotto: nei modelli analizzati, il consumo medio si è dimezzato scendendo da 40 a 30 gradi. Dieci gradi in meno, metà dell'energia.

Il dato è in linea con quello dell'associazione britannica dei consumatori Which?. Secondo le sue rilevazioni, passare da 40 a 30 gradi fa risparmiare in media il 38% dell'energia usata per il lavaggio.

E a 60 gradi? Il consumo cresce ancora, perché la macchina deve portare l'acqua a una temperatura più elevata.

Un valore unico, valido per tutte le lavatrici, a 60 gradi però manca. Il risultato cambia da caso a caso, per motivi che riguardano la macchina e il modo in cui la si usa.

Programma ed etichetta contano quanto i gradi

Il numero sulla manopola racconta solo una parte della storia. Il consumo reale dipende da diverse variabili:

  • il modello della lavatrice;
  • la quantità di bucato;
  • il programma scelto;
  • la durata del ciclo.

Il caso più evidente è il ciclo Eco. Può usare molta meno energia di un programma tradizionale, anche quando il nome contiene temperature apparentemente più alte.

Poi ci sono i capi. Alcuni tessuti delicati richiedono cicli specifici, quindi anche i 30 gradi di un programma qualsiasi possono andare stretti.

Al contrario, per macchie persistenti o bucato molto sporco la temperatura bassa da sola può non bastare. In questi casi possono servire un pretrattamento o qualche grado in più.

L'ultima parola spetta all'etichetta del capo: la temperatura scelta deve essere compatibile con le indicazioni riportate lì. Vale per i 40 gradi del cotone come per i 60 di lenzuola e asciugamani.

Trenta, quaranta o sessanta gradi, quindi, si decide carico per carico. Guardando lo sporco, il tessuto e l'etichetta, prima ancora della manopola.

Il programma Eco 40-60 lava davvero a 40 o 60 gradi?

Secondo le regole europee, il programma Eco 40-60 è progettato per lavare insieme capi di cotone normalmente sporchi che, secondo le rispettive etichette, possono essere trattati a 40 o a 60 gradi.

Questo non significa che l'acqua debba raggiungere necessariamente una di queste due temperature.

Anzi, su alcune lavatrici il programma Eco mantiene temperature inferiori ai 40 gradi, compensando con tempi di lavaggio più lunghi e una gestione diversa dell'acqua e dei movimenti del cestello.

È proprio per questo che un ciclo Eco può durare anche diverse ore e, nonostante ciò, consumare meno di un lavaggio tradizionale.

La classe energetica delle lavatrici viene infatti calcolata utilizzando proprio il programma Eco 40-60. Ma non bisogna confondere il nome del programma con la temperatura effettiva raggiunta durante il lavaggio.

Quale temperatura scegliere per risparmiare senza rovinare i vestiti?

Per orientarsi tra le diverse impostazioni, la scelta dipende soprattutto da tre fattori: tipo di tessuto, quantità di sporco e necessità igieniche. In generale:

  • 30 gradi: per indumenti quotidiani, capi colorati e sintetici poco sporchi, quando l'etichetta lo consente.

  • 40 gradi: per cotone resistente, biancheria e capi con sporco moderato che richiedono una pulizia più accurata.

  • 60 gradi: per tessuti resistenti molto sporchi o in presenza di esigenze igieniche particolari, sempre rispettando le indicazioni del produttore.

Prima di avviare il lavaggio è comunque fondamentale controllare l'etichetta: la temperatura indicata nel simbolo della vaschetta rappresenta il limite massimo consentito, non un valore da raggiungere obbligatoriamente.

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