
La zia che ti fa cambiare marciapiede per non salutarla non sembra proprio il classico aneddoto da famiglia del Mulino Bianco. Ma Elsa Morante era così: una personalità radicale, difficile da addomesticare, fuori dagli schemi anche nella vita privata.
Ne ha parlato di recente, in un’intervista ripresa da Vanity Fair, l'attrice e nipote della scrittrice, Laura Morante, che ha ricordato il rapporto complicato con la celebre zia, raccontando di aver interrotto i rapporti con lei quando aveva circa 14 o 15 anni.
Anni dopo, incontrandola per strada, avrebbe addirittura scelto di evitarla, cambiando marciapiede, racconta l’attrice.
Il nostro intento non è fare gossip, ma lasciare uno spunto utile a tutti i maturandi impegnati nell'esame di Maturità 2026: l'intervista di Laura Morante, infatti, ci offre uno scorcio interessante sulla personalità di una delle autrici più apprezzate del panorama letterario italiano Novecentesco.
Indice
Elsa Morante "faceva paura"
Laura Morante racconta una zia dal carattere impetuoso: una donna che parlava a voce alta, fumava molto, sapeva affascinare ma anche mettere soggezione. Da bambina, l’attrice era stata perfino la sua “prediletta”, tanto che Elsa avrebbe voluto portarla con sé a Roma.
L’esperienza, però, durò poco: la piccola Laura era sonnambula e dopo alcuni giorni fu rimandata a casa. Laura Morante usa parole nette per descrivere la zia: “Mi faceva paura”, dice, definendola anche “un po’ dispotica”
Come collegare gli spunti dell'intervista alle opere di Morante
Questo passaggio mostra alcuni lati della Morante, una figura attraversata da tensioni: affetto e durezza, intelligenza e controllo, desiderio di legame e difficoltà nei rapporti.
In un tema, questo può servire per introdurre un’idea forte: la grandezza di Elsa Morante nasce anche dalla sua complessità umana, dalla capacità di guardare il mondo senza semplificarlo, soprattutto quando racconta l’infanzia, la fragilità, la solitudine, il dolore e le contraddizioni della Storia.
La letteratura di Morante nasce da uno sguardo radicale sull’essere umano, sulle sue paure, sulle sue ferite e sui suoi rapporti di potere. E anche il ricordo della nipote, con tutte le sue ombre, conferma l’immagine di un’autrice lontana da ogni forma di banalità.
Una donna “opposta” al modello materno
Un altro dettaglio utile riguarda il confronto con la madre di Laura Morante. L’attrice racconta che Elsa era l’“opposto di mia madre”: una donna molto diversa dal modello dolce, gentile e senza ambizione a cui lei era più legata.
Questa contrapposizione può diventare molto efficace in un elaborato. Da una parte c’è l’immagine rassicurante della madre; dall’altra una figura - quella della zia Elsa - ambiziosa, difficile, impossibile da "addomesticare".