gestione tempo prima prova

Sei ore sembrano tantissime. Poi entri in aula, arrivano le tracce, inizi a leggerle, ne scarti una, poi la riprendi, poi pensi che forse quella di attualità è più semplice, poi però il testo argomentativo ti ispira di più. E all’improvviso è passata quasi un’ora.

La Prima Prova della Maturità 2026, fissata per oggi, giovedì 18 giugno, ha una durata massima di sei ore: in concreto, salvo ritardi organizzativi interni alla scuola, si parte alle 8:30 e si arriva fino alle 14:30. La consegna anticipata è possibile, ma in genere solo dopo almeno tre ore dall’inizio.

Sei ore, quindi, da sfruttare al meglio delle tue possibilità. Una parte di questo tempo serve a scegliere, una a pensare, una a scrivere, una a sistemare. E se non dai un ruolo a ogni fase, il rischio è arrivare alla fine con un tema anche buono, ma chiuso di corsa.

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Indice

  1. Prima regola: non scegliere la traccia “di pancia” dopo due minuti
  2. Come suddividere le 6 ore della Prima Prova
  3. La prima ora è decisiva
  4. La scaletta non è tempo perso
  5. Quanto tempo dedicare alla brutta copia?
  6. Il trucco è non arrivare alla fine “a testo aperto”
  7. Come gestire il tempo se scegli la Tipologia A
  8. Come gestire il tempo se scegli la Tipologia B
  9. Come gestire il tempo se scegli la Tipologia C
  10. Gli ultimi 30 minuti non sono per scrivere “ancora qualcosa”
  11. Mini tabella di marcia per non arrivare all’ultimo
  12. Segui l'esame di Maturità su Skuola.net!

Prima regola: non scegliere la traccia “di pancia” dopo due minuti

Alla Prima Prova i maturandi ricevono sette tracce, divise in tre tipologie: Tipologia A, analisi e interpretazione di un testo letterario; Tipologia B, analisi e produzione di un testo argomentativo; Tipologia C, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su temi di attualità.

Il primo errore è buttarsi subito sulla traccia che “suona meglio”. Magari sembra facile perché il tema è familiare, ma poi le consegne chiedono altro. Oppure il testo di partenza sembra complicato, ma in realtà offre già molti appigli per costruire una buona risposta.

Nei primi minuti non devi ancora scrivere. Devi leggere bene, capire cosa viene chiesto e scegliere la traccia con più margine per te. Non quella più bella in assoluto, ma quella su cui puoi costruire il compito più solido.

Come suddividere le 6 ore della Prima Prova

Una scansione realistica può essere questa:

  • Primi 30-40 minuti: lettura e scelta della traccia

    Leggi tutte le tracce, anche quelle che pensi di non scegliere. Non serve analizzarle una per una come se stessi già svolgendo il compito, ma devi capire bene argomento, richieste e difficoltà. Segna subito quelle che ti sembrano più adatte e scarta quelle su cui non hai abbastanza idee.

  • 40-60 minuti: scaletta e impostazione

    Una volta scelta la traccia, non partire subito con l’introduzione. Prima costruisci una scaletta. Anche breve, ma chiara: tesi, passaggi principali, esempi, collegamenti, conclusione. Questa fase ti salva soprattutto verso la fine, quando la stanchezza inizia a farsi sentire e rischi di perdere il filo.

  • Dalla prima alla quarta ora: scrittura del testo

    Qui si gioca la parte centrale della prova. L’obiettivo non è scrivere subito in modo perfetto, ma produrre una prima versione ordinata. Meglio una frase semplice e chiara che un periodo enorme in cui ti perdi a metà. Se ti viene un dubbio su una parola o su un passaggio, non bloccarti dieci minuti: segnalo e vai avanti.

  • Quarta-quinta ora: completamento e sistemazione

    A questo punto il testo dovrebbe essere quasi chiuso. È il momento di rafforzare i passaggi deboli, aggiungere esempi dove servono, controllare che ogni parte risponda davvero alla consegna. Se stai ancora scrivendo il cuore del tema alla quinta ora, qualcosa è sfuggito di mano.

  • Ultimi 45-60 minuti: rilettura finale e bella copia, se necessaria

    La rilettura non è un extra da fare “se avanza tempo”. È parte della prova. Serve per correggere errori, sistemare frasi troppo lunghe, controllare punteggiatura, coerenza e lessico. Anche un buon testo può perdere forza se sembra scritto in apnea.

La prima ora è decisiva

La prima ora non serve solo a scegliere la traccia. Serve a evitare di cambiare idea a metà.

Cambiare traccia dopo un’ora e mezza può succedere, ma è una delle cose più rischiose: ti ritrovi con meno tempo, più ansia e la sensazione di dover recuperare tutto. Per questo conviene usare bene l’inizio: leggi, confronta, fai una mini-scaletta mentale e chiediti quale traccia ti permette davvero di arrivare fino in fondo.

Una domanda utile è: su questa traccia ho almeno tre cose sensate da dire? Se la risposta è no, forse non è la traccia giusta, anche se il tema ti piace.

La scaletta non è tempo perso

Molti la saltano perché hanno paura di “perdere minuti”. In realtà è il contrario. Senza scaletta, spesso inizi bene, poi ti allunghi troppo su un passaggio, dimentichi un esempio, ripeti lo stesso concetto tre volte e arrivi alla conclusione svuotato.

La scaletta può essere molto semplice:

  • introduzione;
  • idea principale;
  • primo argomento;
  • secondo argomento;
  • eventuale esempio o collegamento;
  • chiusura.

Per la Tipologia B, può aiutare distinguere subito tesi, argomenti a sostegno e, se serve, possibile controargomento. Per la Tipologia C, invece, conviene evitare l’effetto “tema libero”: anche se l’argomento è di attualità, il testo deve avere una struttura riconoscibile.

Quanto tempo dedicare alla brutta copia?

Dipende da come scrivi. Se sei una persona che ha bisogno di buttare giù tutto prima, la brutta copia può aiutare. Ma attenzione: sei ore non sono infinite, e riscrivere da capo un testo lunghissimo può diventare un problema.

Meglio usare la brutta copia per scaletta, appunti, passaggi difficili, esempi e magari per l’introduzione se vuoi trovare l’attacco giusto. Scrivere tutto due volte, invece, rischia di mangiarti troppo tempo.

Una buona via di mezzo è questa: progetta bene prima, poi scrivi direttamente in modo abbastanza ordinato, lasciando spazio per qualche correzione. Non deve essere calligrafia da manoscritto antico, ma deve essere leggibile.

Il trucco è non arrivare alla fine “a testo aperto”

L’obiettivo dovrebbe essere avere il testo completo almeno un’ora prima della consegna. Non perfetto, non lucidato, ma completo. Con introdubzione, sviluppo e conclusione.

Arrivare agli ultimi dieci minuti senza conclusione è uno degli errori più brutti, perché lascia il compito sospeso. Anche una conclusione breve è meglio di un testo che si interrompe di colpo. Serve a dare al lettore l’impressione che il ragionamento sia arrivato da qualche parte.

Come gestire il tempo se scegli la Tipologia A

L’analisi del testo può sembrare più guidata, perché ci sono domande e consegne. Ma proprio per questo bisogna stare attenti a non dedicare troppo tempo alla comprensione iniziale. Una possibile divisione:

  • 30 minuti per leggere testo e consegne;
  • 30 minuti per annotare risposte, temi, figure, passaggi chiave;
  • 3 ore circa per sviluppare analisi e interpretazione;
  • 1 ora per sistemare, collegare e rileggere.

Il rischio della Tipologia A è rispondere in modo troppo frammentato, come se fossero mini-risposte scollegate. Anche quando segui le domande, prova a mantenere un filo.

Come gestire il tempo se scegli la Tipologia B

Il testo argomentativo richiede una cosa sopra tutte: sapere dove vuoi arrivare. Se parti senza tesi, rischi di scrivere un riassunto del testo di partenza o una serie di opinioni sparse. Una possibile divisione:

  • 30-40 minuti per leggere documento e consegna;
  • 20 minuti per definire tesi e argomenti;
  • 3 ore per scrivere;
  • 1 ora per rafforzare passaggi logici, esempi e conclusione;
  • 30-40 minuti per rileggere.

Qui la scaletta è fondamentale. Prima di scrivere, devi sapere qual è la tua posizione e come la sostieni.

Come gestire il tempo se scegli la Tipologia C

La Tipologia C può sembrare la più libera, ma è anche quella in cui è più facile perdersi. Il rischio è partire da un tema di attualità e finire in un flusso di pensieri senza struttura. Una possibile divisione:

  • 20-30 minuti per capire bene la consegna;
  • 30 minuti per raccogliere idee, esempi e posizione personale;
  • 3 ore per scrivere;
  • 1 ora per rendere il testo più ordinato e meno generico;
  • 45 minuti per rileggere.

Qui aiuta molto chiedersi: qual è la frase che riassume il mio punto di vista? Se non riesci a formularla, forse devi chiarirti le idee prima di scrivere.

Gli ultimi 30 minuti non sono per scrivere “ancora qualcosa”

Negli ultimi 30 minuti non dovresti aprire un nuovo argomento. Dovresti chiudere. Rileggi il testo dall’inizio, controlla che non ci siano frasi lasciate a metà, errori evidenti, ripetizioni, parole mancanti, periodi troppo lunghi.

Controlla anche una cosa semplice ma decisiva: il testo risponde davvero alla traccia? Perché a volte si scrive un buon tema, ma leggermente fuori fuoco. E alla Prima Prova non basta scrivere bene: bisogna seguire la consegna.

Mini tabella di marcia per non arrivare all’ultimo

Se la prova parte in orario alle 8:30, puoi ragionare così:

  • 8:30-9:10

    Lettura delle tracce e scelta.

  • 9:10-9:40

    Scaletta, tesi, esempi, struttura.

  • 9:40-12:30

    Scrittura della parte principale.

  • 12:30-13:30

    Completamento, conclusione, sistemazione dei passaggi deboli.

  • 13:30-14:30

    Rilettura, correzioni, controllo finale e consegna.

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