passaporto italiano

Puoi aver ripassato per settimane, preparato la penna fortunata, scelto la felpa “da esame” e controllato dieci volte l’orario. Poi, però, mentre stai per uscire, arriva il dubbio più banale e più pericoloso: ho preso il documento?

Sembra una sciocchezza, ma non lo è. La Maturità 2026 inizierà ufficialmente oggi, giovedì 18 giugno alle 8:30, con la prima prova scritta di italiano, come stabilito dal calendario del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

E prima ancora di sedersi davanti alle tracce, bisogna passare da un momento fondamentale: l’identificazione. Quindi, tra tutte le cose da infilare nello zaino, ce n’è una che non può proprio restare sul comodino.

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Indice

  1. Il documento di riconoscimento: la cosa da controllare prima di tutto
  2. Carta d’identità, patente o passaporto: quale portare?
  3. Cosa mettere nello zaino oltre al documento
  4. Cellulare, smartwatch e appunti: meglio non rischiare
  5. Serve portare la tessera sanitaria?
  6. La sera prima: prepara tutto, poi lascia stare
  7. Segui l'esame di Maturità su Skuola.net!

Il documento di riconoscimento: la cosa da controllare prima di tutto

Il documento da portare alla Maturità è un documento di riconoscimento in corso di validità. Può essere la carta d’identità, la patente o il passaporto. La cosa importante è che sia valido e che permetta alla commissione di identificarti senza problemi.

Senza documento, l’identificazione può diventare un problema e si rischia di non poter sostenere la prova.

Carta d’identità, patente o passaporto: quale portare?

La scelta più semplice è la carta d’identità, perché è il documento che quasi tutti hanno già con sé. Va bene anche la patente, se la possiedi, oppure il passaporto.

L’importante è non portare una fotocopia al posto dell’originale, né un documento scaduto “tanto mi conoscono”. Alla Maturità non funziona così: la commissione deve poter verificare l’identità in modo regolare.

Se sei uno studente della scuola, è vero che molti docenti ti conoscono già. Ma il giorno dell’Esame di Stato non si va “a memoria”: c’è una procedura formale da rispettare. E se sei candidato esterno, il documento diventa ancora più centrale, perché la commissione potrebbe non averti mai visto prima.

Cosa mettere nello zaino oltre al documento

Il documento va in tasca o nel portafoglio. Nello zaino, invece, ci sono alcune cose utili da preparare con calma.

Per la prima prova è possibile portare penne, meglio più di una, e il vocabolario della lingua italiana. I fogli protocollo, invece, non si portano da casa: vengono forniti direttamente dalla commissione.

Ti ricordiamo, inoltre, che il dizionario dei sinonimi e contrari non sempre è ammesso, quindi meglio chiedere prima alla scuola o ai docenti per evitare discussioni inutili proprio il giorno dell’esame.

Una mini-checklist sensata può essere questa:

  • documento di riconoscimento valido;
  • due o tre penne nere o blu;
  • vocabolario di italiano, se consentito;
  • acqua;
  • snack semplice;
  • fazzoletti;
  • eventuali materiali autorizzati dalla commissione o previsti per studenti con bisogni specifici.

Cellulare, smartwatch e appunti: meglio non rischiare

Qui vale la regola più semplice: tutto ciò che può sembrare un supporto non autorizzato è meglio tenerlo lontano dal banco e seguire le indicazioni della commissione.

Durante la prima prova non sono ammessi cellulari, auricolari, smartwatch, PC, tablet, libri, quaderni o altri strumenti che possano servire da supporto durante lo svolgimento del compito.

Il Ministero, più in generale, ha disposto anche per il secondo ciclo il divieto di utilizzo del telefono cellulare durante l’attività didattica e in orario scolastico; a maggior ragione, durante un esame, conviene evitare qualunque comportamento ambiguo.

Quindi sì, il telefono probabilmente lo avrai con te per arrivare a scuola, avvisare i tuoi o guardare l’ora prima di entrare. Ma una volta iniziata la prova, va gestito esattamente come richiesto dalla commissione: spento, consegnato o sistemato dove indicato. 

Serve portare la tessera sanitaria?

Di solito, per l’identificazione all’esame serve un documento di riconoscimento valido: carta d’identità, patente o passaporto. La tessera sanitaria può essere utile da avere nel portafoglio nella vita quotidiana, ma non sostituisce un documento di identità per la procedura d’esame.

La sera prima: prepara tutto, poi lascia stare

Il modo migliore per non andare in panico la mattina è preparare lo zaino la sera prima. 

Metti il documento nel portafoglio. Prepara le penne. Controlla il vocabolario. Metti acqua e snack. Spegni la modalità “ripasso infinito” e prova a dormire. La mattina dell’esame avrai già abbastanza pensieri senza dover ribaltare casa cercando la carta d’identità.

La Maturità non si gioca tutta su un documento, certo. Però dimenticarlo è uno di quegli errori evitabili che possono complicare una giornata già carica di suo. Quindi, prima di uscire di casa, fai il controllo più semplice: chiavi, telefono, documento. E soprattutto: documento.

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