Illustrazione di una donna alla guida di un'auto su strada, con le mani sul volante
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale

Multe più leggere per alcune infrazioni, sanzioni calcolate in base alla velocità, patente e libretto che diventano digitali e nuove regole per chi si muove sulle due ruote. Il Codice della Strada si prepara a cambiare ancora.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il 13 ottobre 2026 una nuova revisione delle norme che regolano la circolazione sulle strade italiane. Un intervento che punta a semplificare alcuni obblighi per gli automobilisti e, contemporaneamente, a contrastare con maggiore severità i comportamenti più pericolosi.

Le novità sono numerose e riguardano da vicino anche i giovani alla guida, a partire da chi ha appena conseguito la patente.

Tra le misure più significative spiccano il nuovo sistema di calcolo delle multe per eccesso di velocità, la possibilità di viaggiare senza documenti cartacei e ulteriori disposizioni per biciclette elettriche e monopattini.

Attenzione, però: l'approvazione del Governo non significa che le nuove regole siano già operative. Il provvedimento dovrà completare il proprio iter prima dell'entrata in vigore. Vediamo intanto cosa prevede il testo approvato.

Indice

  1. Multe più basse, ma attenzione alla velocità: come cambiano le sanzioni
  2. Limite di velocità a 150 km/h in autostrada: dove sarà possibile?
  3. Patente e libretto, addio all'obbligo di portarli in auto
  4. Multe e notifiche: il verbale dovrà arrivare entro 45 giorni
  5. Bici elettriche e monopattini: arrivano nuove regole
  6. Guida senza patente e omissione di soccorso: pene più severe
  7. Assicurazione, trasporto scolastico e patenti professionali: le altre novità
  8. Moto in corsia di emergenza e nuove tutele per le persone con disabilità
  9. Quando entra in vigore il nuovo Codice della Strada?

Multe più basse, ma attenzione alla velocità: come cambiano le sanzioni

Una delle principali novità riguarda gli importi delle sanzioni. Il nuovo Codice della Strada prevede una riduzione di alcune multe attraverso un arrotondamento verso il basso degli importi minimi.

Le sanzioni attualmente fissate a 26 e 42 euro, ad esempio, passeranno rispettivamente a 25 e 40 euro. Quelle da 83 e 87 euro scenderanno invece a 80 euro. È prevista anche la sospensione dell'adeguamento automatico biennale delle multe all'inflazione.

Il discorso cambia, però, quando si parla di eccesso di velocità. Secondo quanto riportato dalle anticipazioni sul provvedimento, le sanzioni diventeranno proporzionali ai chilometri orari percorsi oltre il limite consentito.

Sulle strade extraurbane e sulle autostrade il calcolo previsto è di 10 euro per ogni chilometro orario oltre il limite, mentre sulle strade urbane con limite di 30 o 50 km/h l'importo sarà di 5 euro per ogni chilometro orario in eccesso.

Per fare un esempio, superare di 20 km/h il limite previsto in autostrada comporterebbe una sanzione calcolata in 200 euro. In città, invece, uno sforamento della stessa entità corrisponderebbe a 100 euro, secondo i nuovi criteri annunciati.

Gli importi definitivi e le modalità applicative dovranno comunque essere verificati sul testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Limite di velocità a 150 km/h in autostrada: dove sarà possibile?

Tra le disposizioni più discusse c'è anche la possibilità di portare il limite di velocità in autostrada dagli attuali 130 a 150 km/h.

Questo aumento, però, non sarà generalizzato. La possibilità di adottare il nuovo limite sarà riservata a determinati tratti autostradali che rispettano precisi requisiti di sicurezza.

In particolare, dovranno essere presenti almeno tre corsie di marcia e una corsia di emergenza per ogni senso di marcia, insieme a sistemi di controllo della velocità media, come i tutor.

La presenza di queste condizioni non comporterà automaticamente l'innalzamento del limite: sarà necessario che il nuovo valore venga effettivamente autorizzato e segnalato.

Patente e libretto, addio all'obbligo di portarli in auto

Dimenticare il portafoglio a casa potrebbe presto non rappresentare più un problema durante un controllo stradale, almeno per quanto riguarda i documenti di guida.

Il nuovo Codice prevede infatti l'eliminazione dell'obbligo di avere fisicamente con sé patente, carta di circolazione e certificato di assicurazione.

Gli agenti potranno verificare direttamente il possesso dei requisiti attraverso le banche dati digitali, senza richiedere necessariamente l'esibizione dei documenti cartacei.

Si tratta di una semplificazione importante, soprattutto per chi è abituato a gestire buona parte dei propri documenti attraverso lo smartphone.

Naturalmente, resterà indispensabile essere in possesso di una patente valida e rispettare tutti gli altri requisiti previsti per la circolazione. La novità riguarderà esclusivamente l'obbligo di portare con sé la documentazione fisica.

Multe e notifiche: il verbale dovrà arrivare entro 45 giorni

Cambiano anche le procedure per la comunicazione delle infrazioni.

Nei casi in cui la violazione venga accertata senza contestazione immediata, ad esempio attraverso un autovelox, il termine previsto per la notifica del verbale passerà dagli attuali 90 a 45 giorni.

Il sistema diventerà inoltre sempre più digitale: gli agenti potranno compilare i verbali in formato elettronico e trasmetterli attraverso piattaforme dedicate, privilegiando la notifica al domicilio digitale del destinatario, quando disponibile.

Un'altra novità riguarda le procedure di riscossione. Prima di avviare il recupero forzato delle somme non pagate, gli enti dovranno inviare un avviso bonario, consentendo al cittadino di regolarizzare la propria posizione.

Bici elettriche e monopattini: arrivano nuove regole

La riforma interviene anche sulla mobilità urbana, con particolare attenzione ai mezzi utilizzati per gli spostamenti quotidiani.

Per i cosiddetti cicli a propulsione, una categoria nella quale rientrano alcune biciclette elettriche utilizzate anche per le consegne a domicilio, sono previsti nuovi obblighi, tra cui casco, contrassegno identificativo e copertura assicurativa.

È importante distinguere questi mezzi dalle comuni biciclette a pedalata assistita, che rispettano specifici limiti tecnici e non devono essere automaticamente confuse con i veicoli interessati dalle nuove disposizioni.

Per quanto riguarda i monopattini elettrici, invece, il nuovo testo introduce il divieto di circolazione quando il loro utilizzo costituisce un intralcio o un pericolo per i pedoni.

L'obiettivo è migliorare la convivenza tra i diversi utenti della strada, soprattutto nelle aree urbane più frequentate.

Guida senza patente e omissione di soccorso: pene più severe

Se alcune sanzioni amministrative sono destinate a diminuire, per le condotte più gravi sono previste conseguenze decisamente più pesanti. La revisione introduce un inasprimento delle pene per chi si mette alla guida senza patente nei casi di particolare gravità e recidiva.

Secondo le anticipazioni fornite da La Repubblica, in presenza di una precedente sanzione definitiva per la stessa condotta nei cinque anni precedenti, potrà essere prevista una pena fino a un anno di reclusione, oltre alle ulteriori conseguenze sul diritto di guidare e sul veicolo.

Pene più severe anche per l'omissione di soccorso nei casi previsti dalla nuova disciplina, con la possibilità di arrivare a tre anni di reclusione e al divieto di guida.

La riforma punta inoltre a contrastare la circolazione senza assicurazione, prevedendo il divieto di circolare a tempo indeterminato fino alla regolarizzazione della posizione secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Assicurazione, trasporto scolastico e patenti professionali: le altre novità

La riforma del Codice della Strada interviene anche su altri aspetti della sicurezza stradale, introducendo controlli più severi per i veicoli senza assicurazione, maggiori tutele per gli studenti e nuove disposizioni per gli autisti professionisti.

In particolare, per contrastare la circolazione dei veicoli privi di copertura assicurativa, il provvedimento prevede un rafforzamento delle sanzioni e dei controlli, anche attraverso strumenti digitali che consentiranno di verificare più efficacemente il rispetto dei divieti di circolazione.

Maggiore attenzione anche al trasporto scolastico: saranno inasprite le sanzioni per determinate infrazioni commesse alla guida degli autobus destinati al trasporto di scolari e studenti, con l'obiettivo di garantire una maggiore sicurezza ai passeggeri. Infine, novità anche per chi guida per professione.

Il limite massimo di età per la guida professionale con patenti del gruppo 2, utilizzate per determinate categorie di mezzi pesanti e autobus, passerà da 68 a 70 anni, a condizione che vengano rispettati i requisiti di idoneità e le verifiche periodiche previste dalla normativa.

Moto in corsia di emergenza e nuove tutele per le persone con disabilità

Tra le altre novità spiccano alcune disposizioni rivolte ai motociclisti.

Il nuovo Codice contempla la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in presenza di incidenti o rallentamenti, fermo restando l'obbligo di garantire il passaggio dei mezzi di soccorso e delle forze dell'ordine.

Sono inoltre previsti interventi per favorire l'installazione di barriere stradali progettate per ridurre i rischi per chi viaggia in moto.

Sul fronte dell'accessibilità, invece, il Governo punta a rendere più semplice l'utilizzo del Contrassegno unificato disabili europeo, attraverso l'adesione obbligatoria dei Comuni alla piattaforma informatica nazionale.

Il sistema permetterà un riconoscimento più uniforme dei contrassegni sul territorio italiano, riducendo le difficoltà burocratiche per le persone con disabilità che devono spostarsi tra città diverse.

Quando entra in vigore il nuovo Codice della Strada?

Il passaggio in Consiglio dei ministri del 13 ottobre rappresenta una tappa decisiva, ma le modifiche non sono ancora immediatamente applicabili.

Il testo approvato è un decreto legislativo nell'ambito del percorso di revisione del Codice della Strada. Prima di produrre effetti dovrà completare i passaggi istituzionali previsti, essere emanato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Fino a quel momento continueranno a valere le disposizioni attualmente in vigore.

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