Tre quadri del Periodo blu di Picasso

Il periodo blu di Picasso nasce da un lutto: quello per Carles Casagemas, pittore e amico fraterno, morto suicida a Parigi nel 1901, a soli 20 anni. Picasso ne rimase sconvolto, e quel dolore entrò dritto nei suoi quadri.

Per circa quattro anni la sua tavolozza si riempie di blu e di tonalità spente. Cambiano anche i soggetti, con figure povere, sole, ai margini.

Indice

  1. Dal 1901 al 1904: quando si colloca il Periodo blu
  2. Carles Casagemas, amico e collega: la morte che sconvolse Picasso
  3. Colori freddi e soggetti ai margini: come cambiano i quadri
  4. Fatti documentati e interpretazioni sul Periodo blu

Dal 1901 al 1904: quando si colloca il Periodo blu

Con "Periodo blu" si indicano gli anni che vanno dal 1901 al 1904. È la fase in cui Picasso dipinge una serie di tele cupe, giocate su toni sobri e malinconici. L'etichetta è arrivata dopo, per descrivere a posteriori quel gruppo di opere.

Per capire chi era Picasso in quel momento, serve un passo indietro. Figlio di un pittore, nasce a Malaga nel 1881 e si forma tra Barcellona e Madrid, frequentando in quest'ultima città l'Accademia di San Fernando. Nel 1900, ancora diciottenne, fa il suo primo viaggio a Parigi.

Il 1901, l'anno del lutto, è anche quello della prima svolta professionale. Nella galleria di Ambroise Vollard viene inaugurata la sua prima mostra in una galleria parigina. Con questo mercante Picasso costruirà un rapporto destinato a durare decenni.

Il blu, a dire il vero, faceva già capolino nel suo lavoro. In un ritratto di Casagemas del 1900, oggi al Metropolitan Museum of Art, l'amico è dipinto in marrone, verde e blu. Col senno di poi, quella pennellata sembra quasi un annuncio involontario di ciò che sarebbe arrivato.

Il periodo si chiude nel 1904, quando l'artista comincia a uscire dalla malinconia. Inizia così il Periodo rosa: sulle tele compaiono toni più caldi e sfumature rosate.

Da lì il percorso corre veloce. Nel 1907 "Les Demoiselles d'Avignon" dà il via alla rivoluzione cubista, e Picasso diventa uno degli artisti più rivoluzionari del Novecento, fino alla morte a Mougins nel 1973.

Carles Casagemas, amico e collega: la morte che sconvolse Picasso

I due si conoscono a Barcellona nel 1899 e diventano subito amici. Anche Casagemas è un artista, e l'intesa è tale che decidono di aprire uno studio insieme.

Nell'autunno del 1900 partono per Parigi per visitare l'Esposizione Universale, curiosi di respirare la città e la sua vita culturale. Qui entrambi conoscono una modella nota come Germaine, il cui vero nome era Laure Gargallo.

Casagemas se ne innamora e tra i due nasce una relazione. Col tempo però le cose si incrinano: lui comincia a bere, il legame si sfalda e arrivano le minacce, rivolte a sé stesso e a Germaine.

Tutto precipita il 17 febbraio 1901, al Café de l'Hippodrome di Parigi. Casagemas chiede a Germaine di sposarlo, lei rifiuta e lui tenta di ucciderla, senza riuscirci; la ragazza resta illesa. Convinto di averle fatto del male, Casagemas si toglie la vita e muore poco dopo in ospedale.

Picasso in quei giorni si trova in Spagna. La notizia lo colpisce nel profondo: perde un amico, un compagno di studio, un collega con cui aveva condiviso il salto verso Parigi.

Il lutto non resta fuori dallo studio. Durante il Periodo blu Picasso dipinge diversi ritratti dell'amico scomparso e realizza anche un autoritratto, sempre nelle stesse tonalità di blu.

C'è poi un risvolto che complica la storia. Proprio mentre continua a riflettere sulla morte di Casagemas, Picasso inizia una relazione con Germaine, la donna al centro della tragedia.

Colori freddi e soggetti ai margini: come cambiano i quadri

Il cambiamento più evidente è il colore. Nei dipinti di quegli anni dominano le diverse sfumature di blu, affiancate da altri colori malinconici e smorzati. Sono toni freddi, che danno alle tele un'aria sospesa e triste.

Allo stesso tempo Picasso toglie quasi tutto il decorativo. Le composizioni si fanno essenziali e lo sguardo si sposta sulla decadenza del mondo che lo circonda.

I temi che ricorrono più spesso sono questi:

  • la miseria
  • la malattia
  • la vecchiaia
  • l'infermità

Anche il cast dei quadri cambia. In scena ci sono soprattutto poveri ed emarginati: mendicanti, detenuti, esiliati, disperati, arlecchini. Persone ai bordi della società, ritratte con una partecipazione che si sente.

In Italia questa fase è stata raccontata anche dalla mostra che Palazzo Blu dedicò a Picasso nel 2011, con oltre duecento opere. Tra i pezzi esposti c'erano notevoli incisioni del Periodo blu, e il racconto della mostra insisteva sulla miseria scolpita nei volti di quei personaggi.

La chiave per leggere questi quadri la offre lo stesso artista. "Dipingo come gli altri scrivono le autobiografie", diceva Picasso: un'idea che, applicata a questi anni, rende il blu una specie di diario del lutto.

Insomma, colore e soggetti viaggiano insieme. Il blu dà il tono emotivo, le figure ai margini danno il contenuto, e il risultato è un ciclo di opere tra i più riconoscibili della sua carriera.

Fatti documentati e interpretazioni sul Periodo blu

Il legame tra il lutto e il nuovo stile ha una base solida: l'ha indicato Picasso in persona. Anni dopo, l'artista ha spiegato: "È stato pensando a Casagemas che ho iniziato a dipingere in blu".

Sono documentati anche gli altri pilastri della storia: le date del periodo, la morte di Casagemas nel 1901, i ritratti dell'amico e l'autoritratto in blu. Lo stesso vale per i toni freddi e l'atmosfera malinconica, che chiunque può osservare direttamente sulle tele.

Il terreno si fa più scivoloso quando si passa ai simboli. È il caso di "La Vita", considerata il punto più alto del ciclo per il suo alone di mistero e tristezza.

In quest'opera la simbologia è volutamente oscura e una lettura la interpreta come un'allusione all'impotenza creativa dell'artista in quegli anni. Va presa per quello che è: un'ipotesi interpretativa, non una dichiarazione dell'autore.

Lo stesso discorso vale per il ritratto di Casagemas del 1900. Vederci un presagio del Periodo blu è una suggestione affascinante, ma resta una lettura fatta dopo, alla luce di quello che è successo.

Dietro questa svolta artistica, oltre alla scelta estetica c'è un evento personale che cambia il modo di guardare il mondo, ed è lo stesso pittore a confermarlo.

Se devi parlarne in un'interrogazione o in una tesina, allora, separa sempre i due piani. Il lutto per Casagemas come origine del blu è un fatto dichiarato da Picasso, mentre il significato di ogni singolo simbolo va presentato come interpretazione.

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