Ragazzo scrive con la sinistra

Chi è mancino lo sa, il mondo è costruito per i destri. Eppure circa una persona su dieci usa la sinistra, e succede da centinaia di migliaia di anni. Perché? La scienza ha cominciato a rispondere solo di recente, e la risposta comincia prima della nascita. Intanto, attorno alla mano sinistra, sono nate parole, superstizioni e leggende che in parte resistono ancora oggi.

Indice

  1. Uno su dieci, da centinaia di migliaia di anni
  2. Si decide prima di nascere
  3. Cosa cambia davvero nel cervello
  4. Sinistro, mancino, maldestro: una lunga cattiva fama
  5. Da Leonardo a Nadal: le chicche sui mancini

Uno su dieci, da centinaia di migliaia di anni

Secondo la più ampia analisi mai fatta sul tema, che ha messo insieme i dati di oltre due milioni di persone, i mancini sono circa il 10% della popolazione mondiale. Sono un po' più frequenti tra gli uomini che tra le donne.

La cosa sorprendente è quanto sia stabile questa proporzione. Lo raccontano perfino i denti dei nostri antenati: gli uomini preistorici tenevano spesso la carne tra i denti mentre la tagliavano con uno strumento di pietra, e i graffi lasciati sullo smalto rivelano con quale mano impugnassero la lama. Già tra i Neanderthal e i loro predecessori, i mancini erano più o meno uno su dieci.

Se essere mancini fosse uno svantaggio, l'evoluzione avrebbe dovuto farli sparire. Una delle ipotesi più citate spiega perché non è successo: in uno scontro corpo a corpo, chi colpisce con la sinistra sorprende un avversario abituato ad affrontare quasi solo destri. Un vantaggio che funziona proprio perché i mancini restano pochi.

Si decide prima di nascere

La preferenza per una mano compare molto presto, già nella pancia della mamma. Osservando le ecografie, lo psicologo Peter Hepper, dell'Università Queen's di Belfast, ha notato che già intorno alla quindicesima settimana di gravidanza la maggior parte dei feti si succhia il pollice destro, e una minoranza il sinistro. Anni dopo ha ritrovato quei bambini: chi succhiava il pollice destro era diventato destro, e la maggior parte di chi preferiva il sinistro era diventato mancino.

Tutto questo succede quando il cervello non controlla ancora i movimenti delle braccia. Secondo alcuni ricercatori, l'asimmetria potrebbe partire addirittura dal midollo spinale, dove già nelle prime settimane di gravidanza i geni si attivano in modo diverso tra il lato destro e quello sinistro.

E i geni? Contano, ma non esiste un "gene del mancino". Le ricerche più recenti hanno individuato decine di varianti genetiche, ognuna con un effetto minimo, e nel 2024 uno studio ha trovato una variante rara, più frequente tra i mancini, in un gene coinvolto nella struttura interna delle cellule. Il caso, però, pesa molto: lo dimostrano i gemelli identici, che pur avendo lo stesso DNA a volte usano mani diverse.

Cosa cambia davvero nel cervello

Il cervello controlla il corpo in modo incrociato: l'emisfero sinistro muove la mano destra, e viceversa. Ma la differenza più interessante tra destri e mancini riguarda il linguaggio.

In circa il 95% dei destri le aree del linguaggio si trovano nell'emisfero sinistro. Tra i mancini la quota scende a circa il 70%: negli altri il linguaggio si distribuisce su entrambi gli emisferi o si concentra in quello destro. Il cervello dei mancini, insomma, è organizzato in modo un po' più vario.

Uno studio dell'Università di Oxford, pubblicato nel 2019, ha aggiunto un tassello. Nelle persone con le varianti genetiche legate al mancinismo, le aree del linguaggio dei due emisferi risultavano più collegate tra loro. Gli autori ipotizzano che questo possa favorire alcune abilità verbali, ma è ancora una pista da verificare.

C'è invece un mito da sfatare: quello del mancino più creativo o geniale, perché "usa l'emisfero destro". Non ci sono prove solide. E le liste di geni mancini che girano online sono piene di errori: Albert Einstein, per esempio, era destro.

Sinistro, mancino, maldestro: una lunga cattiva fama

La lingua racconta da secoli la diffidenza verso la sinistra. In latino sinister indicava semplicemente il lato sinistro, ma ha finito per diventare "sinistro" nel senso di minaccioso. Dal latino dexter, la destra, viene invece "destrezza". "Mancino" deriva da "manco", cioè difettoso, e infatti un "colpo mancino" è un colpo sleale. Non va meglio altrove: in francese gauche significa anche goffo, e l'inglese left viene da una parola antica che voleva dire "debole".

Per molto tempo la mano sinistra è stata anche corretta a scuola. Fino agli anni Sessanta e Settanta, in Italia, molti bambini mancini venivano costretti a scrivere con la destra, a volte con la sinistra legata dietro la schiena.

Da quella pratica è nata anche una delle leggende più tenaci. Nel 1991 due ricercatori sostennero che i mancini vivessero in media nove anni meno dei destri. Lo studio fece il giro del mondo, ma era un errore statistico: tra gli anziani i mancini sembravano pochi perché molti, da bambini, erano stati "corretti" e si dichiaravano destri. Non morivano prima: erano stati cancellati dalle statistiche.

Da Leonardo a Nadal: le chicche sui mancini

Nello sport la mano sinistra è un'arma. Nel tennis, nella scherma, nel pugilato e nel baseball i mancini sono più numerosi ai vertici che nella popolazione generale: gli avversari si allenano quasi sempre contro destri e faticano a leggere i loro colpi. Il caso più curioso è quello di Rafael Nadal: nella vita di tutti i giorni è destro, ma è diventato uno dei mancini più forti della storia del tennis perché fin da bambino ha giocato con la sinistra.

Tra i mancini certi c'è invece Leonardo da Vinci, che riempì i suoi taccuini con una scrittura speculare, da destra verso sinistra, leggibile solo allo specchio. Una delle ipotesi è che gli servisse anche a non sporcare la pagina con l'inchiostro fresco.

Il mancinismo non riguarda solo gli esseri umani. Uno studio del 2015 ha scoperto che i canguri usano di preferenza la zampa sinistra per nutrirsi e pulirsi, e nei gatti, secondo una ricerca britannica, i maschi tendono a preferire la zampa sinistra e le femmine la destra.

E se un mancino vuole festeggiare, ha anche una data: il 13 agosto è la Giornata internazionale dei mancini, nata per ricordare le piccole difficoltà quotidiane di chi vive in un mondo costruito per l'altra mano.

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