Dietro i nomi di Taser, WD-40, IKEA e Wi-Fi ci sono storie molto diverse: il libro per ragazzi preferito da un inventore, 39 formule scartate prima di quella giusta, le iniziali di un fondatore svedese e un'idea nata nel mondo del marketing. Sono parole che pronunciamo ogni giorno, spesso senza sapere cosa nascondono.
Lo stesso vale per Captcha, Radar, Laser, Pixel, SOS e OK: abbreviazioni e sigle nate tra laboratori, schermi, codice Morse e uffici, diventate con il tempo i nomi delle cose che usiamo spesso. Nella lista c'è anche un acronimo di casa nostra, FIAT.
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Taser, WD-40, IKEA e Wi-Fi
Il nome del Taser arriva da uno scaffale di libri per ragazzi. Il termine è l'acronimo di "Thomas A. Swift's Electric Rifle", ispirato al libro preferito del suo inventore, Jack Cover: "Tom Swift and His Electric Rifle", in italiano "Tom Swift e il suo fucile elettrico".
Il WD-40, il prodotto multifunzione in bomboletta, ha invece un nome da quaderno di laboratorio. WD sta per "Water Displacement", cioè "metodo di spostamento dell'acqua". E il 40? Le prime 39 formule non funzionavano bene, la quarantesima è stata quella vincente.
Dietro le quattro lettere di IKEA ci sono una persona e due luoghi. La sigla unisce Ingvar Kamprad, il nome del fondatore, Elmtaryd, la fattoria in cui è cresciuto, e Agunnaryd, il suo villaggio in Svezia.
Il caso del Wi-Fi è il più curioso: come sigla, non significa nulla. Il riferimento tecnico iniziale era "IEEE 802.11b Direct Sequence". Un'azienda di marketing ha inventato un nome orecchiabile, simile a "Hi-Fi", termine molto usato all'epoca.
Le sigle di tecnologia e scienza
Hai presente il test che ti chiede di selezionare tutte le immagini con i semafori? È il Captcha, acronimo di "Completely Automated Public Turing Test To Tell Computers and Humans Apart". Letteralmente: "Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere computer e umani".
Anche il laser è un acronimo diventato nome. Sta per "Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation", ossia "amplificazione di luce mediante emissione stimolata di radiazioni".
Radar significa "Radio Detection and Ranging", cioè "rilevamento e misurazione a radiofrequenza". Il termine è stato coniato dalla marina militare statunitense nel 1940.
E i pixel dello schermo da cui stai leggendo? Il nome viene da "Picture Element": pix è l'abbreviazione di pictures, cioè immagini, mentre el sta per elemento.
Le abbreviazioni di tutti i giorni
Lo ZIP code a volte si usa anche in Italia per indicare il codice postale numerico. La sigla sta per "Zone Improvement Plan", introdotto dalle poste americane nel 1963.
Sull'SOS gira un falso mito: c'è chi crede che significhi "Save Our Souls", cioè "Salva le nostre anime". La scelta delle tre lettere dipese dal fatto che erano facili da riprodurre e da riconoscere con il codice Morse.
RSVP si usa sugli inviti per chiedere a chi li riceve di rispondere. È l'acronimo letterale della frase francese "Répondez s'il vous plaît", cioè "Rispondere, per favore".
AM e PM servono in alcuni Paesi a distinguere le ore prima e dopo mezzogiorno: le 7PM, per esempio, sono le 19:00. Derivano dal latino "Ante Meridiem" (prima del mezzogiorno) e "Post Meridiem" (dopo il mezzogiorno).
C'è anche un acronimo di casa nostra. FIAT, azienda fondata nel 1899, si chiama così perché sta per "Fabbrica Italiana Automobili Torino".
Per OK, invece, le ipotesi sono più di una. Secondo l'opinione più diffusa è l'abbreviazione di "Oll Korrect" (tutto giusto), scritto apposta in modo errato dall'inglese. Altri pensano che derivi dal latino "hoc est" (così è) o dalla comunicazione di guerra "0 Killed" (zero uccisi).