Illustrazione di una mano che sposta le lancette di una sveglia per il passaggio all’ora solare
Immagine realizzata con AI

Un'ora di sonno in più, giornate che sembrano improvvisamente più corte e il solito dubbio che torna puntuale ogni autunno: ma le lancette dell'orologio vanno spostate avanti o indietro?

L'appuntamento è fissato per la notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, quando in Italia tornerà ufficialmente l'ora solare. Alle 3 del mattino gli orologi dovranno essere riportati indietro alle 2, regalandoci, almeno sulla carta, sessanta minuti di riposo aggiuntivi.

Una piccola rivoluzione nelle nostre abitudini quotidiane: al mattino farà chiaro prima, mentre nel pomeriggio vedremo il sole tramontare un'ora prima rispetto all'orologio.

E se per qualcuno significa svegliarsi con un po' più di luce, per altri rappresenta l'inizio di quel periodo dell'anno in cui si esce da scuola o dal lavoro quando fuori è già buio.

Ma perché dobbiamo cambiare l'ora due volte all'anno? E soprattutto, chi ha deciso che fosse una buona idea modificare gli orologi di un intero Paese? Ecco cinque curiosità sull'ora solare che forse non conosci e che potrebbero farti guardare con occhi diversi il prossimo spostamento delle lancette.

Indice

  1. L'ora solare ci regala davvero un'ora in più? Sì, ma non di luce
  2. Il cambio dell'ora è nato per risparmiare energia durante la Prima guerra mondiale
  3. Anche un'ora può confondere il nostro orologio biologico
  4. L'Europa voleva abolire il cambio dell'ora già nel 2021: perché non è successo?
  5. Non tutti i Paesi cambiano l'ora: e in Europa il sistema segue regole precise

L'ora solare ci regala davvero un'ora in più? Sì, ma non di luce

Partiamo dal dubbio più comune: con il ritorno dell'ora solare dormiremo davvero un'ora in più?

Tecnicamente sì. Nella notte del 25 ottobre, quando saranno le 3:00, gli orologi torneranno a segnare le 2:00. Questo significa che l'intervallo tra le 2 e le 3 si ripeterà due volte.

Se normalmente ti svegli alle 8 e vai a dormire alla stessa ora della sera precedente, potresti quindi ritrovarti con un'ora di sonno aggiuntiva.

Ma attenzione: non guadagniamo sessanta minuti di luce solare. Spostare le lancette non moifica la durata effettiva della giornata, che dipende dai movimenti della Terra e dalla stagione.

Cambia soltanto il modo in cui distribuiamo le ore di luce rispetto agli orari delle nostre attività.

Con l'ora solare, infatti, l'alba e il tramonto vengono indicati un'ora prima rispetto all'ora legale. In pratica, avremo mattinate più luminose, ma il buio arriverà prima nel pomeriggio.

Il cambio dell'ora è nato per risparmiare energia durante la Prima guerra mondiale

Oggi associamo il cambio dell'ora soprattutto al sonno e all'arrivo dell'autunno. Eppure, le sue origini hanno molto più a che fare con l'economia che con il riposo.

L'idea di sfruttare meglio la luce naturale risale almeno al Settecento, quando Benjamin Franklin suggerì ironicamente di modificare le abitudini quotidiane per ridurre il consumo di candele. Ma la svolta arrivò durante la Prima guerra mondiale.

Nel 1916 la Germania introdusse l'ora legale per contenere i consumi energetici, in un periodo in cui il carbone era una risorsa preziosa per sostenere lo sforzo bellico.

Il principio era semplice: spostando in avanti gli orologi durante i mesi più luminosi, le attività quotidiane avrebbero potuto sfruttare più a lungo la luce naturale della sera, riducendo il bisogno di illuminazione artificiale.

Anche l'Italia adottò questa soluzione, introducendo l'ora legale per la prima volta il 3 giugno 1916. Da allora il sistema è stato abolito, ripristinato e modificato più volte, fino a diventare un appuntamento regolare a partire dal 1966.

Anche un'ora può confondere il nostro orologio biologico

Un'ora può sembrare poca cosa. Eppure, per il nostro organismo, modificare improvvisamente gli orari può avere qualche conseguenza.

Il motivo è legato al cosiddetto ritmo circadiano, una sorta di orologio biologico interno che contribuisce a regolare il sonno, la veglia e numerosi processi fisiologici.

Questo sistema risponde soprattutto all'alternanza tra luce e buio. Quando spostiamo le lancette, però, gli orari delle nostre attività cambiano rispetto ai segnali luminosi a cui il corpo è abituato.

Per alcune persone, quindi, il passaggio può accompagnarsi a una temporanea alterazione dei ritmi del sonno, anche se gli effetti variano da individuo a individuo.

Il ritorno all'ora solare è generalmente considerato meno impegnativo rispetto al passaggio primaverile all'ora legale, quando perdiamo un'ora. Ma questo non significa che tutti si adattino immediatamente.

Secondo l'American Academy of Sleep Medicine, i cambi stagionali dell'ora possono interferire con l'allineamento tra orologio biologico e orario sociale. L'associazione scientifica sostiene infatti che mantenere l'ora standard per tutto l'anno sarebbe una soluzione più coerente con la fisiologia del sonno.

L'Europa voleva abolire il cambio dell'ora già nel 2021: perché non è successo?

Se ogni anno ti chiedi perché continuiamo a spostare le lancette, sappi che la stessa domanda è arrivata anche nelle istituzioni europee. Nel 2018 la Commissione europea ha presentato una proposta per eliminare il cambio dell'ora stagionale, mettendo fine all'alternanza tra ora legale e ora solare.

L'anno successivo il Parlamento europeo si è espresso a favore dell'abolizione, ipotizzando inizialmente il 2021 come anno in cui interrompere questa pratica. Eppure, siamo arrivati al 2026 e il cambio dell'ora esiste ancora.

Il motivo? La proposta non ha completato il percorso legislativo europeo. Per approvare la modifica serve infatti un accordo tra Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea.

Il Consiglio, però, non ha ancora adottato una posizione definitiva e non è stato stabilito un calendario per concludere la procedura.

La questione non riguarda soltanto la comodità di evitare due cambi d'orario ogni anno: bisogna considerare anche le conseguenze sui fusi orari, sui trasporti, sulle comunicazioni e sugli scambi economici tra Paesi.

Non tutti i Paesi cambiano l'ora: e in Europa il sistema segue regole precise

Forse siamo così abituati a spostare le lancette da considerarlo un fenomeno universale. In realtà, molti Paesi del mondo non adottano il cambio stagionale dell'ora.

La necessità di modificare l'orologio dipende anche dalla posizione geografica. Nelle regioni vicine all'Equatore, per esempio, le ore di luce variano relativamente poco durante l'anno, rendendo meno utile un sistema pensato per sfruttare le differenze stagionali.

Anche all'interno di alcuni Paesi possono esistere regole differenti tra territori. Nell'Unione europea, invece, il calendario è coordinato: l'ora legale inizia l'ultima domenica di marzo e termina l'ultima domenica di ottobre.

Questa scelta permette ai Paesi membri di effettuare il passaggio nello stesso momento, evitando disallineamenti temporanei che potrebbero complicare l'organizzazione dei trasporti e di altre attività transfrontaliere.

E quando tornerà l'ora legale in Italia?

Dopo il passaggio del 25 ottobre 2026, il prossimo appuntamento sarà domenica 28 marzo 2027, quando alle 2:00 le lancette avanzeranno alle 3:00. Nel frattempo, possiamo prepararci a ritrovare mattinate più luminose e pomeriggi più brevi.

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