
Assunta, Concetta, Giuseppina. Fino a qualche decennio fa erano nomi che si sentivano in ogni cortile e a ogni pranzo della domenica. Oggi, tra le neonate, sono diventati rarissimi. Le classifiche Istat raccontano un'Italia che sceglie Leonardo e Sofia, e che ha messo in soffitta un intero vocabolario di famiglia. Ecco quali sono i nomi delle nonne che stanno scomparendo, perché succede e quali, a sorpresa, stanno tornando.
Indice
I nomi delle nonne che quasi non si sentono più
Molti dei nomi più diffusi tra le donne nate a metà del Novecento hanno radici religiose, legate al culto di Maria e alle feste del calendario. Assunta richiama l'Assunzione in cielo della Vergine, celebrata a Ferragosto. Concetta e Immacolata rimandano all'Immacolata Concezione. Carmela viene dalla Madonna del Carmine. Erano nomi da processione e da festa patronale, soprattutto al Sud.
Accanto a loro c'erano i femminili dei grandi nomi maschili, come Giuseppina, che per generazioni ha accompagnato Giuseppe in quasi ogni famiglia. Oggi Assunta, Concetta e Giuseppina tra le neonate compaiono pochissimo: sono diventati così rari che, paradossalmente, scegliere uno di questi nomi suona quasi originale.
Curiosamente, i nonni se la cavano meglio. Secondo il rapporto Istat sulla natalità del 2024, nelle classifiche regionali alcuni nomi maschili tradizionali restano in vetta: Giuseppe è il più scelto in Sicilia, Antonio in Campania e Basilicata, Francesco in Molise, Puglia e Calabria.
Perché stanno sparendo
Per secoli, soprattutto nel Mezzogiorno, il nome dei figli non si sceglieva: si ereditava. Il primogenito prendeva il nome del nonno paterno, la prima figlia quello della nonna, e così via. Era un modo per tenere viva la memoria della famiglia, e spiega perché nello stesso paese convivessero decine di Assunta e di Giuseppina.
Quella regola si è allentata, e con lei la fortuna dei nomi di famiglia. Tra le ragioni ci sono il calo della pratica religiosa, che ha reso meno naturali i nomi devozionali, l'influenza della televisione e dei nomi internazionali, e un fattore spesso trascurato: si fanno sempre meno figli. Con un solo bambino, i genitori tendono a scegliere un nome che piaccia a loro, più che onorare un nonno.
Poi c'è il suono. Nomi come Concetta o Pasqualina oggi vengono percepiti come "da anziana" o al massimo "da zia", e nessuno vuole che la propria figlia sembri una signora già all'asilo.
Le nonne che tornano di moda
Non tutte le nonne, però, sono finite in soffitta. Alcuni nomi d'altri tempi stanno vivendo una seconda giovinezza: Vittoria, Matilde e Beatrice sono oggi tra i più apprezzati, e Ginevra è salita fino ai primi posti della classifica nazionale. Tra i maschi, Leonardo domina da anni.
A guardarli bene, però, i nomi che tornano hanno qualcosa in comune: suonano eleganti, letterari, un po' nobiliari. Richiamano più le dame dei romanzi che le signore delle processioni. I nomi devozionali, invece, restano fermi in sagrestia.
Le mode dei nomi, del resto, seguono un ciclo abbastanza regolare: un nome che sa di nonna viene evitato dai figli e riscoperto dai nipoti, quando ha smesso di evocare una persona precisa. Forse, tra qualche decennio, toccherà anche ad Assunta.