Ragazza bardata sul divano

La casa è riscaldata, il maglione è pesante, eppure mani e piedi restano due ghiaccioli. Succede a moltissime persone, soprattutto d'inverno, e quasi sempre non c'è niente di cui preoccuparsi: è il corpo che fa esattamente quello per cui è programmato. Capire come funziona aiuta anche a combattere il freddo nel modo giusto, perché alcuni rimedi della nonna funzionano davvero, mentre altri, come il bicchierino per scaldarsi, peggiorano le cose.

Indice

  1. Il corpo sacrifica le estremità per salvare gli organi
  2. Mani fredde, cuore caldo: perché alle donne capita di più
  3. Quando non è solo una questione di freddo
  4. I trucchi che funzionano davvero
  5. Il bicchierino, il cappello e l'acqua bollente: i falsi miti

Il corpo sacrifica le estremità per salvare gli organi

Il nostro organismo ha una priorità assoluta: mantenere caldi gli organi vitali, cioè cuore, cervello, polmoni e organi dell'addome, intorno ai 37 gradi. Mani e piedi, in confronto, sono sacrificabili.

Quando la temperatura scende, il corpo stringe i vasi sanguigni delle estremità, un meccanismo che si chiama vasocostrizione. Meno sangue arriva a dita e piedi, meno calore si disperde verso l'esterno, e più ne resta al centro del corpo. Mani e piedi, poi, sono in svantaggio per costituzione: sono lontani dal cuore, hanno poca massa muscolare che produce calore e una superficie ampia rispetto al volume, che li fa raffreddare in fretta.

Lo stesso meccanismo scatta anche quando non fa freddo. In un momento di ansia o di paura, l'adrenalina fa contrarre i vasi delle estremità per dirottare il sangue verso i muscoli e gli organi: ecco perché prima di un esame o di un colloquio si hanno spesso le mani gelate.

Mani fredde, cuore caldo: perché alle donne capita di più

C'è un vecchio detto, "mani fredde, cuore caldo", che nel 1998 è diventato perfino il titolo di uno studio pubblicato sulla rivista medica The Lancet. I ricercatori dell'Università dello Utah avevano misurato la temperatura di oltre 200 persone, scoprendo che le mani delle donne erano in media più fredde di quelle degli uomini di circa un grado e mezzo. Eppure la temperatura interna del loro corpo era leggermente più alta.

Le ragioni sono diverse. Le donne hanno in media meno massa muscolare, che è il principale "motore" di calore del corpo. Contano anche gli ormoni: gli estrogeni rendono i vasi sanguigni delle estremità più sensibili al freddo, e il loro effetto cambia nelle diverse fasi del ciclo. Il risultato è che il corpo femminile tende a proteggere ancora di più il calore degli organi interni, a spese di mani e piedi.

Quando non è solo una questione di freddo

A volte il problema va oltre la normale reazione del corpo. La causa più conosciuta è il fenomeno di Raynaud, che riguarda qualche persona su cento, soprattutto donne. Con il freddo o con lo stress, i vasi delle dita si chiudono in modo eccessivo: le dita diventano prima bianche, poi bluastre e infine rosse quando il sangue torna a scorrere, spesso con formicolio o dolore. Nella maggior parte dei casi è un disturbo fastidioso ma innocuo; in altri è legato a malattie autoimmuni e va indagato.

Anche altre condizioni possono rendere mani e piedi sempre gelati: l'anemia da carenza di ferro, una tiroide che lavora troppo poco, un peso corporeo molto basso. E c'è un'abitudine che peggiora le cose: il fumo, perché la nicotina restringe i vasi sanguigni.

Vale la pena parlarne con il medico se le dita cambiano colore, se il freddo è accompagnato da dolore, ferite che guariscono male o stanchezza persistente, oppure se colpisce una sola mano o un solo piede.

I trucchi che funzionano davvero

Il primo trucco sembra un controsenso: per scaldare mani e piedi bisogna tenere caldo il busto. Se il centro del corpo è al sicuro, l'organismo smette di risparmiare calore e riapre i "rubinetti" verso le estremità. Un gilet, un sottomaglia o una sciarpa possono fare più di un secondo paio di guanti.

Poi c'è la scelta dei guanti. Le muffole, quelle senza dita separate, scaldano più dei guanti tradizionali: le dita restano vicine e si scaldano a vicenda, invece di disperdere calore ciascuna per conto proprio.

Per i piedi conta l'umidità più dello spessore. L'acqua conduce il calore circa venticinque volte meglio dell'aria, quindi un calzino umido raffredda i piedi molto in fretta: meglio calze di lana o di tessuti tecnici, da cambiare se si bagnano. Attenzione anche alle scarpe troppo strette, che schiacciano i vasi sanguigni e peggiorano la circolazione.

Infine, muoversi. Basta muovere le dita dei piedi, camminare un po' o far roteare le braccia con energia, come fanno gli sciatori sugli impianti: il movimento spinge il sangue verso le estremità. Aiuta anche mangiare qualcosa di caldo, perché la digestione produce calore.

Il bicchierino, il cappello e l'acqua bollente: i falsi miti

Il rimedio più ingannevole è il classico bicchierino "per scaldarsi". L'alcol dilata i vasi sanguigni della pelle e dà una piacevole sensazione di calore, ma proprio per questo fa disperdere più in fretta il calore del corpo. Ci si sente più caldi mentre ci si sta raffreddando.

Anche il cappello ha una fama esagerata. Si sente spesso dire che dalla testa si perde metà del calore corporeo, ma è un mito nato da vecchi esperimenti militari, in cui i volontari erano coperti da tute imbottite con la testa scoperta. In realtà la testa disperde calore più o meno in proporzione alla sua superficie, circa un decimo del totale. Il cappello resta utile, ma non è una bacchetta magica.

Infine, quando mani e piedi sono gelati, la tentazione è metterli sotto l'acqua bollente o vicino al termosifone. Meglio usare acqua tiepida: con le dita intorpidite si avverte poco il calore, e il rischio di scottarsi senza accorgersene è concreto.

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