Illustrazione di lenti a contatto, contenitore, soluzione e occhiali su un bancone di un negozio di ottica
Immagine realizzata con AI

Dormire con le lenti a contatto aumenta di 6,5 volte il rischio di infiammazione della cornea, secondo uno studio (pubblicato nel 2012 sulla rivista Ophthalmology) condotto da un gruppo di scienziati australiani su portatori abituali di lenti a contatto.

Il dato riguarda chiunque si addormenti senza averle tolte, anche per un episodio isolato dopo una serata fuori o una sessione di studio finita tardi davanti a uno schermo. Capita a molti portatori di lenti, prima o poi: la differenza la fa quanto spesso succede e cosa si fa nelle ore successive, al risveglio.

Indice

  1. Di notte la cornea riceve meno ossigeno
  2. Secchezza e cheratite sono i rischi principali
  3. Al risveglio le lenti vanno reidratate
  4. Dolore e vista offuscata richiedono l'oculista
  5. Acqua e lenti a contatto non vanno d'accordo

Di notte la cornea riceve meno ossigeno

Quando ci si addormenta con le lenti indosso, le palpebre restano chiuse per ore e la quantità di ossigeno che arriva alla cornea diminuisce in maniera drastica. È un effetto che riguarda tutte le tipologie di lenti, giornaliere, quindicinali o mensili, perché la loro sola presenza limita ulteriormente il passaggio dell'aria sulla superficie dell'occhio.

A complicare le cose c'è il fatto che durante il sonno non si sbattono le palpebre, il movimento che normalmente aiuta la formazione delle lacrime e mantiene idratato l'occhio. Senza questo meccanismo naturale, le lenti possono seccarsi fino ad attaccarsi letteralmente alla cornea.

Il problema non riguarda solo chi dorme un'intera notte. Anche un breve pisolino può lasciare gli occhi secchi e la vista temporaneamente sfocata al risveglio, anche se in forma più lieve rispetto a una notte intera.

Secchezza e cheratite sono i rischi principali

Al risveglio, chi ha dormito con le lenti può ritrovarsi con secchezza oculare, occhi rossi, prurito e lenti difficili da staccare dalla cornea. Sono i sintomi più comuni e, quando l'episodio resta isolato, tendono a sparire nel giro di poche ore.

Se l'abitudine si ripete nel tempo, i rischi aumentano. Tra le conseguenze più serie rientrano la cheratite, cioè l'infiammazione della cornea, il gonfiore della cornea stessa, la congiuntivite, le infezioni batteriche o virali e, nei casi peggiori, le ulcere corneali.

Secondo un’indagine dei CDC statunitensi del 2017, il 30% dei portatori tra i 12 e i 17 anni ammette di dormire o fare un pisolino con le lenti almeno qualche volta, esponendosi così a un rischio di infezione più alto rispetto a chi le toglie ogni sera.

Al risveglio le lenti vanno reidratate

Se il risveglio arriva con le lenti ancora incollate all'occhio, il primo istinto, quello di strapparle via, è il meno indicato. Esiste una sequenza di gesti più sicura da seguire con calma.

Il primo passo è non toglierle subito, soprattutto se risultano secche o aderenti alla cornea. Il secondo è ammiccare più volte e, se non basta, usare delle gocce idratanti approvate dall'oculista per ammorbidire la lente. Solo quando torna morbida va rimossa con delicatezza, senza mai strapparla: forzarla rischia di graffiare la superficie dell'occhio.

Dopo averle tolte, conviene evitare di indossare altre lenti per il resto della giornata, preferendo gli occhiali finché l'occhio non torna alla normalità.

Dolore e vista offuscata richiedono l'oculista

Ci sono segnali che non vanno ignorati. Irritazione, prurito, bruciore, dolore, vista annebbiata o l'impossibilità di togliere le lenti richiedono di consultare subito un oculista, senza aspettare che il fastidio passi da solo.

Anche quando i sintomi sembrano lievi, se persistono per alcune ore dopo il risveglio è il momento di chiamare uno specialista, invece di continuare a indossare le lenti sperando che la situazione migliori.

Se si sospetta un'infezione in corso, conviene portare con sé le lenti appena rimosse quando ci si reca dall'oculista: analizzandole si può risalire al microrganismo responsabile e scegliere la cura giusta più in fretta.

Acqua e lenti a contatto non vanno d'accordo

Le lenti vanno pulite solo con l'apposita soluzione disinfettante, mai con l'acqua del rubinetto e nemmeno con la saliva. Vale per la pulizia quotidiana quanto per un'eventuale doccia fatta dimenticandosi di toglierle prima.

L'acqua, qualunque sia la fonte, può contenere batteri, amebe e funghi che raggiungono l'occhio proprio quando la lente si bagna e cambia forma, graffiando leggermente la cornea e aprendo una porta d'ingresso ai microbi. Il microrganismo più temuto è l'acantamoeba, capace di provocare un'infezione resistente alla maggior parte dei trattamenti e, nei casi più gravi, la cecità.

Esiste un'unica leggera eccezione alla regola di togliere sempre le lenti prima di dormire: le lenti a uso prolungato, pensate apposta per restare sugli occhi a lungo, anche di notte. Ma attenzione: vanno usate solo su indicazione dell’oculista, perché il rischio di infezione resta comunque più alto rispetto a chi le toglie ogni sera. 

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