Illustrazione di una donna accanto a una lavatrice carica di panni, pronta a scegliere il programma di lavaggio
Immagine realizzata con AI

Programma Eco o rapido della lavatrice: il ciclo da mezz'ora sembra la scelta più economica, ma la durata da sola non dice quanta acqua o elettricità verrà usata. A pesare sulla bolletta è soprattutto il calore necessario a scaldare l'acqua, molto più dei minuti sul display.

Il programma Eco 40-60, quello che l'etichetta energetica dell'Unione europea usa come riferimento, dura di più ma lavora a temperature più basse. Il rapido, invece, conviene solo in casi precisi.

Indice

  1. Il ciclo Eco 40-60 consuma meno dei programmi normali
  2. Il programma rapido serve solo per pochi capi poco sporchi
  3. A far salire i consumi sono i gradi, non i minuti
  4. Litri per lavaggio: dipendono da carico e programma
  5. Temperatura e programma giusti in base al bucato

Il ciclo Eco 40-60 consuma meno dei programmi normali

Il trucco dell'Eco sta nel modo in cui lavora. Usando meno calore, la macchina lascia l'acqua più fredda e compensa allungando il lavaggio con più tempo, movimenti del cestello e fasi di ammollo.

A essere inclusi nel ciclo sono capi di cotone normalmente sporchi, che sull'etichetta risultano lavabili a 40 o 60 gradi. È progettato per lavare questi capi ottimizzando i consumi di acqua ed energia rispetto ai programmi tradizionali.

Quanto si risparmia? La Verbraucherzentrale Rheinland-Pfalz, associazione dei consumatori della Renania-Palatinato, spiega che il risparmio può arrivare, in base al modello, fino al 40% in meno rispetto ai cicli tradizionali. Anche in Italia Assoutenti, con il progetto Less, va nella stessa direzione: "Una lavatrice a pieno carico in modalità Eco consuma in media la metà dell'energia rispetto a un ciclo standard".

Resta il nodo del tempo. Un Eco può durare intorno alle due ore, e capita che il display parta da un'ora e poi i minuti raddoppino: è una caratteristica dei cicli moderni, che regolano la durata da soli.

A far allungare il lavaggio sono soprattutto tre cose. Un cestello troppo pieno rallenta riscaldamento e rotazione, troppo detersivo fa partire un risciacquo extra e un carico sbilanciato costringe la macchina a ridistribuire i panni prima della centrifuga.

Il programma rapido serve solo per pochi capi poco sporchi

Ángel Luis Blázquez, esperto di elettrodomestici del negozio spagnolo Electro Ángel, l'ha detto chiaro in un video su YouTube: "Il programma rapido da 30 minuti consuma più luce e acqua di un programma eco da 2 ore". Per spiegarlo usa un paragone con l'auto.

Immagina di fare 120 chilometri in auto. A 120 all’ora arrivi in un’ora e consumi poco carburante; a 240 all’ora arrivi in mezz’ora, ma il serbatoio si svuota molto più in fretta.

Con la lavatrice succede qualcosa di simile. Per ottenere un risultato accettabile in meno tempo, Per pulire in meno tempo, nei cicli brevi la macchina deve compensare: più calore o più acqua per ogni chilo di panni, e un cestello che gira più intensamente. 

Il risultato è che il rapido rischia di diventare uno dei programmi più costosi per chilo di bucato. Altro che scorciatoia economica: è una comodità che si paga in bolletta.

Allora quando ha senso sceglierlo? Quando hai pochi capi, sporco leggero e una vera urgenza di tempo, tipo la maglietta che ti serve per la sera.

Usarlo come programma fisso per il bucato della settimana è invece l'abitudine da perdere. Per i carichi normali, se i tessuti lo permettono e non ci sono esigenze igieniche particolari, l'Eco resta la scelta più sensata.

A far salire i consumi sono i gradi, non i minuti

Il vero motore della bolletta è il riscaldamento. "La maggior parte dell'energia che consuma una lavatrice se ne va per scaldare l'acqua, non per muovere il cestello", spiega Blázquez.

I numeri lo confermano. Un lavaggio intorno ai 30-40 °C può consumare circa 0,4-0,6 kWh, mentre lo stesso ciclo portato a 60 °C può superare 1 kWh.

Salendo ancora, a 90 °C si arriva intorno a 1,2 kWh o più, a seconda del modello. In pratica, passare da 30 a 60 °C può arrivare a raddoppiare l’energia richiesta per un singolo lavaggio.

Eppure in tanti alzano la temperatura per abitudine, convinti che il detersivo funzioni meglio. In realtà la maggior parte dei detersivi in commercio è formulata per lavorare bene già tra 30 e 40 gradi.

Insomma, scaldare l'acqua senza motivo significa spendere di più per ottenere lo stesso risultato. E c'è un costo nascosto: il calore eccessivo mette sotto stress le guarnizioni in gomma e i componenti, accorciando la vita della lavatrice.

Per questo l'esperto consiglia l'acqua calda solo quando serve davvero, come per la biancheria da letto molto sporca o gli strofinacci da cucina. Per molti capi quotidiani poco sporchi, la temperatura bassa fa il suo lavoro.

Litri per lavaggio: dipendono da carico e programma

Anche l'acqua varia parecchio da macchina a macchina. In media una lavatrice da 7 kg usa da 35 a 55 litri per ciclo, mentre una da 10 kg sale a 45-70 litri.

I fattori che spostano il conto sono tre. Conta la capacità del cestello, perché più è grande e più acqua serve; poi quanto lo riempi, visto che con un carico parziale si consuma di più in proporzione; infine il programma che scegli.

La nuova etichetta energetica europea, introdotta il 1° marzo 2021, riporta obbligatoriamente anche il consumo d'acqua. Indica i litri medi del programma Eco 40-60, calcolati combinando lavaggi con il cestello al 25%, al 50% e a pieno carico: è il numero da guardare quando confronti due modelli.

Per tagliare i litri, la prima mossa è usare la lavatrice a pieno carico e preferire l'Eco quando possibile. Pieno, però, senza esagerare: lascia circa un palmo libero sopra la biancheria, così i panni si muovono e si lavano bene.

Aiutano anche il detersivo dosato secondo le indicazioni della confezione e la rinuncia al prelavaggio quando i capi non sono molto sporchi. Sulle macchie ostinate basta un pretrattamento in bacinella prima di caricare la lavatrice.

Temperatura e programma giusti in base al bucato

Nel bucato quotidiano, di solito i 30 gradi bastano: capi colorati normalmente sporchi, jeans, magliette e felpe leggere non richiedono temperature maggiori. Con i detersivi attuali il risultato è spesso più che buono.

I 40 gradi restano utili per i bianchi, gli asciugamani poco sporchi, le lenzuola usate normalmente e i carichi che chiedono un trattamento un po' più deciso. L'Eco 40-60 è adatto al cotone normalmente sporco dichiarato lavabile a 40 o 60 gradi.

I 60 gradi vanno riservati ai casi in cui servono davvero. Parliamo di capi molto sporchi, macchie ostinate, biancheria di persone malate o con difese immunitarie ridotte e lavaggi dopo un'infezione in famiglia: lì l'igiene viene prima del risparmio.

Un'eccezione riguarda la manutenzione. Per contrastare cattivi odori, muffe e residui nel cestello, può aiutare fare uno o due lavaggi al mese a 60 gradi, anche senza carico o con capi adatti.

Poi c'è la macchina in sé, che pesa sui consumi per anni. Nell'esempio ENEA per lavatrici da 8 kg, una macchina di classe A consuma al massimo 47 kWh ogni 100 cicli Eco 40-60, mentre una di classe G supera i 90 kWh.

La regola pratica, quindi, è una sola. Bucato normale a basse temperature oppure con l'Eco 40-60 per il cotone adatto, a pieno carico; i 60 gradi quando servono, il rapido per pochi capi poco sporchi e quando hai davvero fretta.

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