Lao Tsu di spalle mentre cammina su un sentiero
Foto generata con l'intelligenza artificiale

Prima di un esame, di un trasloco o di un cambio di lavoro, qualcuno la tira sempre fuori: "Un viaggio di mille miglia comincia con un passo". È una massima di Lao Tzu, il saggio cinese considerato l'autore del Tao Te Ching, un piccolo libro di saggezza scritto più di duemila anni fa. A forza di vederla su tazze e poster sembra una frase da biscotto della fortuna. Nel testo originale, però, è più concreta di così, e continua in un modo che quasi nessuno ricorda.

Indice

  1. Cosa dice davvero la frase
  2. Perché un progetto enorme ci paralizza
  3. La parte che nessuno cita

Cosa dice davvero la frase

Intanto, le miglia. Nel testo cinese si parla di mille li, un'antica unità di misura che oggi vale circa mezzo chilometro: il viaggio, quindi, è di qualche centinaio di chilometri, abbastanza per scoraggiare chiunque a piedi. E il passo, letteralmente, è ancora più umile. La frase originale dice che il viaggio comincia sotto i propri piedi: da dove si è, nel punto esatto in cui ci si trova adesso.

Poi c'è il contesto, che le tazze di solito tagliano. Nel capitolo 64 del Tao Te Ching la frase arriva dopo due immagini simili: l'albero che non si riesce ad abbracciare è nato da un germoglio minuscolo, e la torre di nove piani è cominciata da un mucchietto di terra. Il messaggio, come si intuisce, è che le cose grandi crescono da cose piccolissime, nel bene e nel male. Infatti lo stesso capitolo consiglia di occuparsi dei problemi quando sono ancora piccoli, prima che diventino alberi.

Su Lao Tzu, poi, si sa pochissimo. La tradizione lo colloca nel VI secolo a.C., ma molti studiosi pensano che il libro sia il frutto di più mani e di più epoche. Poco male: la frase ha retto benissimo lo stesso.

Perché un progetto enorme ci paralizza

Una tesi di duecento pagine, un trasloco, un cambio di lavoro. Il problema dei grandi progetti è che la testa li vede tutti interi, dalla prima riga all'ultima, e davanti a quella montagna si ferma. Si rimanda, si riordina la scrivania, si controlla il telefono.

Lao Tzu suggerisce di guardare in basso, ai piedi. Il primo passo deve essere così piccolo da risultare quasi ridicolo: aprire il file e scriverci il titolo, mandare una sola mail, riempire uno scatolone. Per allacciarsi le scarpe non serve conoscere tutta la strada da fare. E una volta partiti, il secondo passo costa molto meno del primo.

La parte che nessuno cita

C'è un dettaglio del capitolo 64 che sulle tazze non finisce mai. Poche righe dopo la frase sul viaggio, Lao Tzu osserva che spesso le persone falliscono proprio quando sono sul punto di riuscire. Il suo consiglio è essere attenti alla fine quanto lo si è stati all'inizio.

È una seconda metà meno poetica, ma forse più utile. Cominciare è difficile, d'accordo. Ma chiunque abbia lasciato una tesi all'ultimo capitolo, o una casa con l'ultima stanza da sistemare per anni, sa che anche l'ultimo passo pesa. Il viaggio di mille miglia comincia sotto i piedi, e lì finisce.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
@gianmarcodeusebi ‘il Barbero de Roma’ svela 12 segreti di Roma: dal s***o al cornetto

Sesso, scandali, intrighi, curiosità e leggende: Roma nasconde storie nella sua storia millenaria che sembrano uscite da una serie TV. Scoprile nella seconda parte di #Screenshot (ft Azzykky)

Guarda il video