Ultima Cena di Leonardo

Oggi, 2 aprile, ricorre il Giovedì Santo, una data fondamentale nel calendario cristiano che segna il passaggio decisivo verso la Pasqua.

Secondo la tradizione liturgica, proprio nel pomeriggio di questo giovedì ha inizio il Triduo Pasquale, il periodo di tre giorni in cui si celebrano la passione, la morte e la risurrezione di Gesù Cristo.

Con questa data si entra nel vivo della Settimana Santa, il momento più solenne dell'anno in cui il cristianesimo ripercorre gli ultimi passi del Redentore: dall'intimità del cenacolo al sacrificio della croce.  

Vediamo il significato e i riti della ricorrenza.

Indice

  1. Significato Giovedì Santo: cosa sapere
  2. Riti del Giovedì Santo
  3. L’Ultima Cena: l’istituzione dell’Eucaristia e il tradimento

Significato Giovedì Santo: cosa sapere

In quasi la totalità delle confessioni cristiane, il Giovedì Santo corrisponde al giovedì che precede la domenica di Pasqua. Tale giovedì, nell'anno liturgico romano della Chiesa cattolica, è denominato in latino "Feria Quinta in Cena Domini", ovvero "Giovedì della Cena del Signore", mentre nella Chiesa ortodossa viene indicato con la denominazione di "Santo e Grande Giovedì".

Il Giovedì Santo, inoltre, è sia l'ultimo giorno di Quaresima che il primo giorno del Triduo Pasquale. Ma questo non vuol dire sovrapposizione: la Quaresima termina prima che inizi la messa in Cena Domini, ovvero la messa vespertina che si celebra nelle ore serali del Giovedì Santo e che dà il via al Triduo Pasquale.

La sera del Giovedì Santo, dunque, si celebra la messa in Cena Domini, nella quale viene ricordata l'Ultima Cena di Gesù, l'istituzione dell'Eucaristia e del sacerdozio ministeriale.

Riti del Giovedì Santo

La giornata del Giovedì Santo si caratterizza per alcuni specifici riti che fanno riferimento alla tradizione del racconto biblico. Nel tardo pomeriggio di tutte le chiese, si assiste per esempio alla celebrazione della Messa in Cena Domini, ovvero la cena del Signore, che ricorda appunto l’evento dell’Ultima Cena tra Gesù e i suoi apostoli prima dell’arresto e della condanna a morte per crocifissione.

Altra ritualità osservata durante il Giovedì Santo è quella della lavanda dei piedi, la quale rimanda sempre al racconto dell’Ultima Cena, quando Gesù si tolse i vestiti e, dopo essersi cinto la vita con un asciugamano e aver versato dell’acqua in un catino, lavò i piedi agli apostoli. Un gesto rivoluzionario, da sempre prerogativa degli schiavi e dei servi nei confronti dei loro padroni.

Altro rito interessante da annoverare è quello della reposizione dell’eucarestia, per cui al termine della messa vespertina l’eucarestia viene riposta e custodita nell’altare della Reposizione, normalmente in una cappella laterale della chiesa. Qui sono collocati alcuni simboli che rimandano all’Ultima Cena, tra cui: il tavolo, il pane, i dodici piatti degli apostoli e il tabernacolo dove viene posta l’eucarestia. Tutto il resto della chiesa viene oscurato, in segno di dolore per l’inizio della Passione di Gesù. L’altare disadorno, le campane in silenzio, il tabernacolo vuoto e i Crocifissi coperti.

L’Ultima Cena: l’istituzione dell’Eucaristia e il tradimento

L’evento centrale del Giovedì Santo è l’Ultima Cena, il momento in cui Gesù, riunito con i dodici apostoli per celebrare la Pasqua ebraica, trasforma radicalmente il significato del banchetto rituale.

È in questa occasione che avviene l'istituzione dell'Eucaristia: spezzando il pane e offrendo il vino, Cristo identifica quegli elementi con il proprio corpo e il proprio sangue, offrendosi come sacrificio per l'umanità.

Un gesto che rappresenta il testamento spirituale di Gesù, che chiede ai suoi seguaci di ripetere il rito "in memoria di me", dando così origine al sacerdozio cristiano.

Oltre al valore sacramentale, l'Ultima Cena è intrisa di un'altissima tensione drammatica. È durante questo incontro che Gesù annuncia il tradimento di Giuda Iscariota e il rinnegamento di Pietro, mostrando la sua piena consapevolezza del destino imminente.

La cena culmina con il "mandatum", ovvero l'invito all'amore reciproco, sigillato dal gesto rivoluzionario della lavanda dei piedi. Con la fine del pasto, il clima di comunione lascia spazio all'agonia nel Getsemani, segnando l'inizio ufficiale della Passione.

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