Crocifissione

Nella tradizione cristiana il Venerdì Santo è il venerdì che precede la Pasqua e rappresenta uno dei momenti più intensi e solenni del calendario cristiano.

È il giorno in cui la Chiesa commemora la Passione e la crocifissione di Gesù, un evento che si colloca al cuore del Triduo Pasquale. Trattandosi di una ricorrenza legata alla Pasqua, la sua data è mobile e, sebbene non sia un giorno festivo in Italia, resta un pilastro spirituale per milioni di fedeli.

In questa giornata di silenzio e riflessione, i credenti sono chiamati a osservare precetti antichi, come il digiuno e l'astinenza dalle carni, trasformando il sacrificio personale in un atto di comunione con il dolore di Cristo.

Dalla liturgia sobria del rito romano alle suggestive processioni popolari, scopriamo insieme come nasce questa ricorrenza e quali sono i rituali che la rendono unica.

Indice

  1. Il digiuno dalle carni
  2. La liturgia del Venerdì Santo
  3. La Via Crucis e la Passione: il racconto degli ultimi istanti di Cristo
  4. Il Venerdì Santo nella tradizione italiana

Il digiuno dalle carni

Il Venerdì Santo è una ricorrenza in cui i fedeli devono osservare alcuni precetti di carattere alimentare. Ad esempio, a chi ha compiuto 14 anni viene chiesto di non mangiare carne, mentre chi rientra nella fascia di età compresa tra i 18 e i 60 anni è richiesto il digiuno, con il consumo di unico pasto durante la giornata.

Il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati di tutti gli uomini, che Gesù Cristo ha voluto espiare nella passione.

La liturgia del Venerdì Santo

L'azione liturgica del Venerdì santo inizia nel silenzio, come si era chiusa quella del giorno precedente e come si apre quella della veglia della Pasqua: in sintesi, è come se la Pasqua iniziasse da oggi.

Solitamente nelle varie parrocchie si tiene una Via Crucis, o più in generale la processione devozionale con il crocifisso, le statue del Cristo morto e della Madonna addolorata, o le statue che rappresentano i misteri, ossia le stazioni della Via Crucis. 

Un altro elemento caratteristico di questa ricorrenza è l'assenza del suono delle campane. Queste suonano per l'ultima volta la sera del Giovedì Santo, per poi tornare a suonare durante la veglia pasquale.

La Via Crucis e la Passione: il racconto degli ultimi istanti di Cristo

Il fulcro del Venerdì Santo è il racconto della Passione, ovvero l'insieme degli eventi che portarono alla morte di Gesù. Ma cosa accadde esattamente in quelle ore? La narrazione evangelica descrive il passaggio dal Getsemani al Calvario attraverso tappe di sofferenza e sacrificio, rievocate oggi tramite il rito della Via Crucis (la "Via della Croce").

  • Il processo e la condanna: dopo l'arresto avvenuto nella notte del giovedì, Gesù viene condotto davanti a Ponzio Pilato. Nonostante l'incertezza del governatore romano, la folla ne richiede la condanna a morte per crocifissione.

  • La salita al Calvario: Gesù, caricato del peso della croce, percorre le strade di Gerusalemme. Lungo il tragitto avvengono incontri carichi di simbolismo: le cadute sotto il peso del legno, l'aiuto del Cireneo, l'incontro con la Madre e il gesto della Veronica che gli asciuga il volto.

  • La Crocifissione e la Morte: giunto sul monte Golgota, Gesù viene spogliato e inchiodato alla croce. Secondo le Scritture, l'agonia dura circa tre ore. Alle tre del pomeriggio (l'ora in cui solitamente inizia la liturgia del venerdì), Gesù spira, pronunciando le sue ultime parole.

  • La deposizione: il corpo viene infine calato dalla croce e deposto nel sepolcro, in attesa del silenzio del Sabato Santo e della successiva Resurrezione.

La Via Crucis moderna si articola tradizionalmente in 14 stazioni, ognuna delle quali invita a meditare su un episodio specifico di questo cammino, permettendo ai fedeli di ripercorrere spiritualmente e fisicamente il sacrificio estremo di Cristo per l'umanità.

Il Venerdì Santo nella tradizione italiana

Lungo la penisola le tradizioni per questa giornata si susseguono ormai da secoli.

In Abruzzo, a Chieti, si svolge quella che è ritenuta la più antica Processione del Cristo Morto in Italia (secondo la tradizione dall'842).

A Campobasso, già dal 1626, anno della sua istituzione, si svolge la calorosa e devota processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata. La manifestazione religiosa è una delle due manifestazioni in cui i campobassani si sentono più partecipi, soprattutto emotivamente.

Scendendo poi verso il sud, precisamente in Sicilia, in particolare a Palermo, Trapani e Caltanissetta, il Venerdì Santo è uno dei giorni più particolari dell'anno. Vengono infatti fusi liturgia e folclore: con delle vere e proprie "rievocazioni" del giorno della morte di Gesù. Un esempio possono essere gli "incontri" tra le statue di Gesù e della Madonna prima che avvenga la crocefissione.

 

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