Illustrazione di una persona che sta seduta con le gambe accavallate accanto a un tavolo
Immagine realizzata con AI

Stare seduto con le gambe accavallate può modificare temporaneamente postura e pressione sanguigna, ma non significa danneggiare automaticamente il corpo.

Succede mentre studi, mentre sei in classe, davanti al computer o semplicemente sul divano a guardare una serie: accavallare le gambe è un gesto automatico, che spesso facciamo senza nemmeno accorgercene.

Da anni si pensa che stare così possa danneggiare la schiena, ostacolare la circolazione o far comparire le vene varicose.

Gli studi scientifici hanno osservato alcuni effetti reali, ma ne hanno anche smentiti altri: a fare la differenza sono il tempo trascorso nella stessa posizione, la frequenza con cui la si assume e le condizioni fisiche di partenza.

Indice

  1. Le gambe incrociate modificano bacino e schiena
  2. La pressione aumenta temporaneamente con le ginocchia incrociate
  3. Accavallare le gambe non provoca scoliosi
  4. Le gambe incrociate fanno venire le vene varicose? Il falso mito
  5. Perché le gambe si addormentano quando le tieni incrociate?

Le gambe incrociate modificano bacino e schiena

Quando incroci una gamba sull'altra, il peso sulla sedia si ridistribuisce. Il bacino può inclinarsi lateralmente, e il busto diventa meno simmetrico per compensare questo spostamento.

Uno studio del 2020, condotto su 60 persone con e senza dolore lombare, ha osservato che la posizione a gambe incrociate è associata a una maggiore inclinazione del bacino e a modifiche nella postura del busto rispetto alla seduta eretta.

Mantenere per molto tempo una posizione scomoda o non simmetrica può favorire l'affaticamento muscolare e rendere più intensi eventuali disturbi alla schiena già presenti.

La pressione aumenta temporaneamente con le ginocchia incrociate

Un altro effetto osservato riguarda la pressione arteriosa. Una ricerca pubblicata sulla rivista Blood Pressure Monitoring ha confrontato i valori rilevati su 111 persone, misurando la pressione sia con le gambe incrociate all'altezza delle ginocchia sia con i piedi appoggiati a terra.

Nei partecipanti con ipertensione la pressione sistolica è aumentata in media di 6,7 mmHg; in quelli con diabete trattato l'incremento medio è stato di 7,9 mmHg; nelle persone con pressione normale l'aumento si è fermato a 2,7 mmHg.

Incrociare soltanto le caviglie, invece, non ha prodotto aumenti significativi nello studio.

Si tratta di variazioni registrate durante la misurazione: lo studio non dimostra che accavallare le gambe provochi ipertensione cronica o un danno cardiovascolare duraturo.

Accavallare le gambe non provoca scoliosi

Non esistono prove sufficienti per affermare che accavallare le gambe, da solo, provochi una deformazione permanente della colonna vertebrale.

Gli effetti dipendono anche da altri fattori: il tempo trascorso nella stessa posizione, la frequenza con cui si assumono determinate posture e le condizioni fisiche della persona.

Quando si misura la pressione arteriosa, gli specialisti raccomandano di tenere la schiena sostenuta, con i piedi a terra e le gambe non accavallate.

Le gambe incrociate fanno venire le vene varicose? Il falso mito

Un'altra credenza molto comune è che tenere le gambe accavallate possa provocare la comparsa di vene varicose. Si tratta delle vene dilatate e tortuose, spesso visibili sotto la pelle delle gambe, che possono assumere una colorazione blu o violacea.

Ma non ci sono prove che accavallare le gambe sia una causa diretta delle vene varicose. La Mayo Clinic spiega che la pressione esterna esercitata incrociando le gambe non è normalmente sufficiente a danneggiare le pareti venose o le valvole che regolano il flusso sanguigno.

Le vene varicose sono infatti legate soprattutto a un funzionamento non corretto delle valvole venose, che permette al sangue di accumularsi all'interno delle vene. Tra i fattori che possono aumentare il rischio troviamo:

  • Predisposizione familiare: avere parenti con vene varicose può aumentare la probabilità di svilupparle.

  • Età: con il passare degli anni, le valvole venose possono diventare meno efficienti.

  • Gravidanza: le modificazioni ormonali e circolatorie possono favorirne la comparsa.

  • Eccesso di peso: può aumentare la pressione esercitata sulle vene delle gambe.

  • Immobilità prolungata: stare seduti o in piedi per molte ore può contribuire ai problemi di circolazione venosa.

Chi soffre già di vene varicose può avvertire un peggioramento dei sintomi quando mantiene posizioni che comprimono le gambe per periodi prolungati. Ma questo è diverso dal sostenere che incrociarle faccia comparire la malattia.

Perché le gambe si addormentano quando le tieni incrociate?

Ti sarà capitato almeno una volta: rimani seduto con le gambe accavallate, poi provi ad alzarti e senti un formicolio improvviso. A volte hai persino la sensazione che il piede sia diventato temporaneamente insensibile.

Il fenomeno può dipendere dalla compressione di un nervo periferico. Uno dei nervi più esposti è il nervo peroneo comune, che passa vicino alla parte esterna del ginocchio, in prossimità della testa del perone.

Quando una gamba esercita una pressione prolungata su questa zona, la normale trasmissione dei segnali nervosi può essere temporaneamente disturbata. Le conseguenze possono includere:

  • Formicolio al piede o alla parte esterna della gamba.

  • Sensazione di intorpidimento.

  • Temporanea alterazione della sensibilità.

  • Nei casi più importanti e rari, difficoltà a sollevare la parte anteriore del piede.

Nella maggior parte dei casi, il semplice formicolio scompare rapidamente cambiando posizione. Tuttavia, mantenere per molto tempo una forte compressione può, raramente, provocare una vera neuropatia da pressione.

Se la perdita di sensibilità persiste, compare debolezza muscolare o diventa difficile sollevare il piede, è importante rivolgersi tempestivamente a un medico.

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