Anche in un piccolo apiario di giardino, quello che tanti ricordano dalle lezioni di scienze o dalle gite in campagna, può capitare di vedere alcune formiche muoversi vicino al portellino dell'alveare in cerca di miele: la loro presenza, però, non significa che le api siano in pericolo. A tenere lontani gli insetti indesiderati sono il comportamento delle api di guardia, la pulizia interna della colonia e i controlli periodici di chi si occupa delle arnie.
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Le formiche vicino all'alveare non danneggiano le api
Non è raro vedere alcune formiche muoversi vicino al portellino di un alveare, soprattutto quando sono attratte dall'odore dolce del miele. Per le api, però, questa presenza non comporta problemi: le formiche che si aggirano all'esterno non riescono a creare danni alla colonia.
Il motivo sta tutto in quello che succede dentro l'alveare, dove le api organizzano difese precise contro ogni intruso. È lì che si gioca davvero la partita tra la colonia e gli insetti che provano ad avvicinarsi alle scorte.
Le api restano protette dentro una colonia controllata
La vera barriera contro le formiche e gli altri insetti è l'organizzazione interna della colonia, che l'apicoltore verifica periodicamente controllando forza, provviste e stato di salute dell'alveare.
In una visita primaverile, un alveare viene considerato forte quando occupa circa 5-6 favi: più api significano più guardiane pronte a difendere l'ingresso e le riserve di miele. Le visite, se condotte con movimenti calmi e delicati, evitano di irritare la famiglia e mantengono le api più docili nel comportamento. Una colonia numerosa e ben seguita lascia quindi molto meno spazio di manovra a chi cerca di approfittarne dall'esterno.
Pulizia e ordine evitano saccheggi e danni al miele
Dentro l'alveare, l'ordine è una forma di difesa. I favi che restano senza api sopra devono essere tolti subito dal nido e messi in cassetta, proprio per evitare che altri insetti tentino un saccheggio delle scorte rimaste scoperte. Lasciare favi vuoti nel nido favorisce inoltre l'accumulo di umidità, che può portare alla formazione di muffe e al deterioramento delle scorte custodite nelle celle. Consumare polline e miele di cattiva qualità può causare dissenteria e abbassare le difese immunitarie delle api, favorendo così l'insorgenza di malattie all'interno della famiglia.
I controlli dell'apicoltore fanno la differenza
Anche l'intervento umano contribuisce a tenere lontani gli insetti indesiderati. Prima di aprire l'alveare, chi si occupa delle api prepara tutto il materiale necessario e programma in anticipo l'ordine delle operazioni da svolgere, invece di improvvisare davanti al nido già aperto.
La visita primaverile per controllare i favi si fa preferibilmente in una giornata serena e senza vento, con una temperatura esterna di almeno 14-15 gradi per non raffreddare la covata, operando nelle ore più calde comprese tra le 10 e le 14. Durante il controllo si usa l'affumicatore e si scopre il nido in modo graduale, sollevando con delicatezza le assicelle coprifavi invece di esporre tutto in una volta.
Anche il melario, il modulo che si aggiunge sopra il nido per raccogliere il miele, va posizionato quando c'è una fioritura abbondante, tenendo sempre sotto controllo lo stato sanitario della colonia e la presenza della varroa.
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale.