falco mongolo

Costa più di molte Ferrari, può avere un passaporto per viaggiare all'estero e, soprattutto, non è nemmeno un animale domestico come gli altri.

Parliamo di un falco mongolo, protagonista di una vendita che ha lasciato il segno in Arabia Saudita: 1,4 milioni di riyal, equivalenti a circa 320mila euro, per aggiudicarsi un solo esemplare.

È successo durante l'International Saudi Falcons and Hunting Exhibition, una delle principali manifestazioni dedicate alla falconeria e alla caccia, dove un giovane rapace ha stabilito il prezzo più alto mai registrato nell'asta riservata ai falchi mongoli.

E pensare che le offerte erano partite da 100mila riyal, prima che una successione di rilanci facesse lievitare il prezzo fino a moltiplicarlo per quattordici. Ma cosa rende questi animali così preziosi?

La risposta va cercata non soltanto nelle loro caratteristiche fisiche, ma anche in una tradizione che affonda le radici nella vita dei beduini del deserto e che oggi alimenta un mercato milionario.

Indice

  1. Un falco da oltre 300mila euro: l'asta che ha battuto ogni record
  2. Perché i falchi mongoli sono così costosi?
  3. Dai beduini alle aste milionarie: la falconeria è una tradizione millenaria
  4. Anche i falchi possono avere il passaporto: ecco come funziona

Un falco da oltre 300mila euro: l'asta che ha battuto ogni record

La vendita da record è avvenuta durante la quinta sessione dell'asta organizzata nell'ambito dell'International Saudi Falcons and Hunting Exhibition, ospitata al Riyadh Exhibition and Convention Center di Malham, nei pressi della capitale saudita.

Come riportato il 10 ottobre 2026 dalla Saudi Press Agency (SPA), l'agenzia di stampa ufficiale del Paese, durante la serata sono stati venduti tre giovani falchi mongoli, per un incasso complessivo di 1.651.000 riyal.

I primi due esemplari erano stati aggiudicati rispettivamente a 151mila e 100mila riyal. Cifre già considerevoli, ma ben lontane da quanto sarebbe accaduto con il terzo lotto.

Partita da una base di 100mila riyal, l'offerta per l'ultimo falco ha continuato a salire fino a raggiungere 1,4 milioni di riyal. Da solo, l'animale ha rappresentato quasi l'85% dell'intero incasso della sessione.

Un risultato che ha stabilito un nuovo primato nella storia dell'asta dedicata ai falchi mongoli della manifestazione. Non si tratta, quindi, del record assoluto mondiale per la vendita di un rapace, ma di un traguardo relativo a questa specifica categoria.

Perché i falchi mongoli sono così costosi?

Non tutti i falchi hanno lo stesso valore. A fare la differenza sono diversi fattori, dalle caratteristiche fisiche alle capacità di volo, fino alla provenienza e alle qualità ricercate dagli appassionati.

Nel caso degli esemplari mongoli, a renderli particolarmente ambiti sono soprattutto le dimensioni imponenti, l'ampia apertura alare e la notevole resistenza, caratteristiche che li rendono apprezzati nella pratica della falconeria.

Anche il piumaggio contribuisce a distinguerli: le tonalità possono variare sensibilmente da un esemplare all'altro, dal chiaro al marrone scuro. Non sorprende, quindi, che questi rapaci attirino l'interesse di falconieri e collezionisti, disposti a contendersi gli esemplari più ricercati attraverso offerte sempre più elevate.

L'attenzione nei loro confronti è cresciuta al punto che, per il secondo anno consecutivo, la fiera saudita ha dedicato un intero padiglione ai falchi mongoli, offrendo agli appassionati l'opportunità di osservarli da vicino e partecipare alle aste.

Naturalmente, il prezzo record raggiunto a Riyadh non rappresenta il valore abituale di questi animali, ma il risultato di una vendita eccezionale.

Dai beduini alle aste milionarie: la falconeria è una tradizione millenaria

Prima di diventare animali di prestigio, i falchi erano preziosi alleati per procurarsi il cibo nel deserto.

Per comprendere il loro valore in Arabia Saudita bisogna tornare indietro di secoli, quando le popolazioni beduine della Penisola Arabica li addestravano per catturare le prede e affrontare le difficoltà della vita in territori caratterizzati da condizioni climatiche estreme.

Con il passare del tempo, quella che era nata anche come una necessità di sopravvivenza si è trasformata in una tradizione tramandata di generazione in generazione, fino a diventare uno dei simboli più riconoscibili della cultura della Penisola Arabica.

Oggi possedere e addestrare un falco può rappresentare anche un segno di prestigio sociale, oltre che una passione profondamente radicata nell'identità locale.

L'importanza culturale di questa pratica è stata riconosciuta anche dall'UNESCO, che nel 2010 ha inserito la falconeria nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell'umanità, attraverso una candidatura internazionale alla quale ha partecipato anche l'Arabia Saudita.

Ma alla tradizione si è affiancato un vero e proprio mercato milionario, fatto di allevamenti specializzati, competizioni, festival e aste che richiamano appassionati e compratori anche dall'estero.

Non si tratta più soltanto di un'attività legata alla caccia: attorno alla falconeria si è sviluppato un settore economico nel quale gli esemplari più ricercati possono raggiungere valutazioni paragonabili a quelle di beni di lusso.

E così, un rapace che un tempo aiutava i beduini a procurarsi il cibo può oggi essere venduto per centinaia di migliaia di euro.

Anche i falchi possono avere il passaporto: ecco come funziona

C'è poi un'altra particolarità che rende questi animali diversi da molti altri: in Arabia Saudita esiste un vero e proprio servizio per il rilascio di passaporti destinati ai falchi.

Non si tratta naturalmente di un documento identico a quello utilizzato dalle persone per andare in vacanza, ma di un'autorizzazione specifica che permette di regolamentare gli spostamenti internazionali dei rapaci.

Il servizio, gestito dal National Center for Wildlife, è pensato soprattutto per i proprietari che hanno necessità di attraversare più volte i confini con i propri falchi, nel rispetto delle normative sulla tutela e sul commercio internazionale delle specie selvatiche.

Il documento serve quindi a facilitare gli spostamenti regolari, garantendo al tempo stesso i controlli previsti dalla legge. Una curiosità che rende ancora più particolare il mondo della falconeria saudita, dove tradizioni antichissime convivono con strutture moderne e servizi dedicati.

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