Stare più al caldo e trattenere il tepore già presente in casa è possibile con trucchi che costano poco o niente, senza necessariamente alzare il riscaldamento. Funzionano in un appartamento di famiglia come in una stanza da fuorisede.
La temperatura considerata ottimale in casa è compresa tra 18 e 20 gradi. Il freddo che senti dipende però anche da altro: umidità, superfici fredde e spifferi da porte e finestre.
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Vestirsi a strati anche in casa
Il primo isolante a costo zero è già nel tuo armadio. Al posto della sola t-shirt, prova la combinazione maglia termica, felpa e calzini di lana. A molti capita di stare più comodi con tre capi sottili sovrapposti che con un unico maglione pesante.
Il vantaggio degli strati è che li regoli tu. Mentre cucini o sistemi casa togli la felpa, quando ti siedi per ore davanti ai libri la rimetti. Studiare da fermi è il momento in cui il freddo si fa sentire di più, vero?
Pensa a una lezione online di due ore o a un pomeriggio di ripasso per la verifica: il corpo resta immobile e le mani si gelano. Lì conviene aggiungere uno strato in più prima di iniziare, invece di aspettare di avere i brividi.
Per cominciare da domani, prepara la sera gli strati sulla sedia vicino al letto. Così la mattina ti vesti subito al calduccio, senza la tentazione di correre ad alzare il termostato.
Tappeti e pantofole contro il pavimento freddo
Piastrelle, marmo e gres d'inverno sembrano lastre di ghiaccio. Sono superfici che disperdono molto calore, e se ci tieni i piedi per ore la sensazione di freddo sale in tutto il corpo.
La soluzione è stendere un tappeto o un plaid vecchio proprio dove appoggi i piedi: sotto la scrivania, ai lati del letto, davanti al divano. Serve coprire solo i punti in cui stai fermo o cammini scalzo, il resto della stanza può restare com'è.
Se non vuoi spendere, recupera i tappeti dalle stanze che usi meno e spostali per l'inverno. Anche una coperta piegata in due sotto la sedia della scrivania fa il suo lavoro durante una sessione di studio.
Poi ci sono i piedi. Meglio pantofole chiuse, che coprono anche il tallone, al posto delle ciabatte aperte. Con sotto i calzini di lana, il contatto con il pavimento freddo sparisce.
Vivere in una stanza sola
Il calore che c'è in casa conviene tenerlo dove vivi davvero. Concentra studio, relax e serie TV nella stanza più calda della casa, spesso quella più esposta al sole, e sposta lì plaid, cuscini e lampada.
Le porte delle stanze che non usi restano chiuse. Così il tepore non scappa verso camere vuote, corridoi o ingressi freddi.
Per la porta d'ingresso c'è il paraspifferi: un rotolo di stoffa riempito di sabbia, da mettere sul bordo inferiore. Esiste anche in versione a doppio rullo di materiale isolante, che si infila a cavallo della parte bassa della porta.
Come capire da dove entra l'aria? Avvicina la mano al telaio di porte e finestre e ai cassonetti delle tapparelle. Se senti un filo freddo, hai trovato lo spiffero da tappare.
Una stanza chiusa va comunque arieggiata. Meglio 5-10 minuti con le finestre spalancate, due volte al giorno, che tenerle socchiuse a lungo. Evita anche di stendere lì il bucato: troppa umidità fa sembrare l'aria più fredda.
Scrivania e divano lontano dai muri esterni
Finestre e pareti che danno sull'esterno sono le zone in cui il freddo si sente di più. Sedersi con le spalle contro un muro gelato rende la stanza scomoda anche quando la temperatura è accettabile.
Basta spostare scrivania, divano o letto verso il centro o contro una parete interna: anche poche decine di centimetri allontanano dal vetro freddo e rendono subito l'angolo studio più vivibile.
Nella camera piccola da fuorisede spesso spostare i mobili è impossibile. Allora lavora sulla finestra: tende pesanti aperte di giorno, per far entrare il sole, e chiuse al calar della sera, quando aggiungono uno strato tra vetro e stanza.
C'è anche un trucco economico per i vetri: il pluriball, la pellicola a bolle degli imballaggi. Lo tagli a misura della finestra, spruzzi acqua sul vetro e sul lato delle bolle, poi lo premi bene: l'acqua lo tiene attaccato.
Borsa dell'acqua calda e plaid
La borsa dell'acqua calda è il rimedio della nonna che non passa mai di moda. Riempila con acqua calda ma non bollente, chiudi bene il tappo e controlla che non goccioli prima di usarla.
Mentre studi, tienila in grembo, avvolta in un asciugamano, con una coperta sulle gambe. Il calore resta intrappolato sotto il plaid e le mani, appoggiate sopra, tornano a scrivere senza irrigidirsi.
La sera infilala nel letto qualche minuto prima di dormire. Quando ti corichi trovi le lenzuola già tiepide, invece del solito impatto gelido.
Anche il divano cambia con un plaid a portata di mano. Sedersi su un tessuto caldo invece che su una superficie fredda rende la stanza più accogliente.
Meglio queste soluzioni che una stufetta accesa per ore: spesso in ambienti umidi e pieni di spifferi il risultato è una bolletta più alta senza stare davvero meglio.
Il calore del forno appena spento
Hai appena sfornato pizza, lasagne o biscotti? Dentro il forno resta un bel po' di calore che viene ceduto gradualmente alla cucina anche a sportello chiuso.
Spegni il forno e lascia lo sportello chiuso: non occorre aprirlo per beneficiare del tepore rimasto in cucina dopo la cottura. È il momento giusto per fermarti lì a sparecchiare o a ripassare gli appunti.
Il trucco vale solo con il forno già spento dopo aver cucinato: accenderlo apposta per scaldare la casa fa il contrario del risparmio.
Attenzione a bambini e animali: sportello e interno restano bollenti per un po'. Se in casa ci sono fratelli piccoli o un gatto curioso, tienili lontani dal forno mentre si raffredda, lasciando lo sportello chiuso.