Illustrazione di Baba Jaga che vola in un mortaio con un pestello sopra una foresta
Immagine realizzata con AI

Nell'immaginario comune le streghe sono associate alla scopa, ma Baba Jaga attraversa il folklore slavo seduta in un mortaio e spinta da un pestello. È la strega più famosa dell'Est europeo, protagonista di racconti popolari russi, polacchi, slovacchi, bulgari e cechi.

Oggi il nome ricorda a molti la saga cinematografica di John Wick. La figura originale, però, ha diversi secoli di storia: un'anziana dai poteri magici che vive nel bosco, in una casa di legno sorretta da zampe di gallina.

Indice

  1. Su cosa vola Baba Jaga: il mortaio al posto della scopa
  2. Mortaio e pestello, gli attrezzi di una strega che fa paura
  3. Strega malvagia o consigliera: il doppio volto di Baba Jaga
  4. Da quando Baba Jaga viaggia nel mortaio: libri e illustrazioni

Su cosa vola Baba Jaga: il mortaio al posto della scopa

Come detto, Baba Jaga viene raffigurata spesso dentro un mortaio, un mezzo di trasporto decisamente fuori dagli schemi. Ma cos'è, di preciso? Il dizionario Merriam-Webster lo definisce un recipiente robusto in cui i materiali vengono pestati o sfregati con un pestello. Insomma, lo stesso attrezzo che in cucina serve a ridurre in polvere spezie ed erbe.

Il pestello ha un ruolo preciso nel viaggio. Secondo la tradizione, la strega lo usa come un remo: si siede nel mortaio e si dà la spinta per spostarsi nella foresta in cui vive. La scopa, in realtà, ce l’ha anche lei, ma la usa per spazzare via le tracce del suo passaggio.

L'immagine torna anche in una delle fiabe più note, quella di Vasilisa la Bella. Quando la ragazza arriva davanti alla casa sulle zampe di gallina, la vecchia compare proprio con il suo mortaio, seguita dagli spiriti che la servono.

In questa scena c'è tutto il personaggio. Baba Jaga si muove su un oggetto di tutti i giorni, trasformato in qualcosa di inquietante, e arriva accompagnata da presenze invisibili che la aiutano nelle faccende quotidiane.

Mortaio e pestello, gli attrezzi di una strega che fa paura

Il mortaio rimanda anche al lato più oscuro di Baba Jaga. In alcune fiabe in cui fa la cattiva, la strega usa mortaio e pestello per triturare le sue vittime, umane e animali, e poi li sfrutta per spostarsi nel bosco.

Il dettaglio va letto insieme alla sua fama peggiore. In diverse tradizioni Baba Jaga è descritta come una figura che rapisce e mangia i bambini, e alcuni interpretano il suo stesso nome come quello di una strega della foresta che porta via i più piccoli per divorarli.

Alcuni slavisti hanno proposto interpretazioni del nome poco rassicuranti. Tra le ipotesi ci sono "strega della foresta" o "strega malvagia".

Secondo una delle spiegazioni proposte, è stato proprio l'orrore di una creatura che mangia i bambini a legarla così strettamente agli oggetti usati per quello scopo. Gli attrezzi del pasto diventano anche il suo mezzo di trasporto, e il personaggio guadagna un'aura ancora più minacciosa.

Anche la casa contribuisce all'effetto horror. Nei racconti è una piccola costruzione di legno su due zampe di gallina, talvolta circondata da una staccionata fatta di ossa umane e teschi; nella versione polacca la zampa è una sola.

Esiste perfino una variante più "dolce", solo in apparenza. In alcune versioni la casa è fatta di pan di zenzero, un'esca per attirare i bambini e mangiarli.

L'aspetto fisico completa il quadro. Nella fiaba di Finist il Falco la strega ha un naso lungo, unghie lunghissime e capelli che si intrecciano come vecchi rami.

Strega malvagia o consigliera: il doppio volto di Baba Jaga

Baba Jaga è sempre cattiva? La risposta è più sfumata. Nella maggior parte dei racconti resta una figura negativa, ma spesso finisce per aiutare il protagonista a portare a termine la propria missione.

In alcune fiabe russe questo ruolo è esplicito. La strega accompagna l'eroe verso la maturità, quasi come una guida che lo inizia alla magia.

L'esempio più chiaro è proprio Vasilisa la Bella. La ragazza, rimasta orfana e maltrattata dalla matrigna, viene mandata dalla strega a chiedere una candela e deve lavorare in casa sua per guadagnarsela, aiutata da una bambola magica lasciatale dalla madre.

Il finale ribalta i ruoli. Baba Jaga la caccia, ma le consegna un teschio luminoso che le illumina il sentiero e le permette di tornare a casa; una volta lì, quella luce incendia la matrigna e le sorellastre.

Nella fiaba di Finist il Falco la vecchia incantatrice veste invece i panni della consigliera. Alla giovane che cerca il suo amato dona degli oggetti magici d’oro e d’argento, da offrire alla principessa in cambio della possibilità di incontrarlo.

Chiedere il suo aiuto, però, resta un azzardo. Nella tradizione la strega si mostra benevola solo con chi è puro di spirito, e per tutti gli altri rivolgersi a lei è un rischio.

Anche il ruolo cambia da un Paese all'altro. In Carinzia, in Austria, Baba Jaga compare nei riti magici, in Montenegro è un personaggio del carnevale, mentre in Serbia, Croazia e Bulgaria è uno spirito della notte.

Da quando Baba Jaga viaggia nel mortaio: libri e illustrazioni

La leggenda ha radici antiche. La prima menzione di Baba Jaga in un libro si trova nella "Grammatica russa" di Mikhail V. Lomonosov, del 1755, dove compare accanto ad altri personaggi fantastici slavi.

Secondo alcuni studiosi, però, il suo posto nella mitologia è molto più vecchio delle testimonianze scritte. Il libro di Lomonosov segna quindi il primo appuntamento con la carta stampata, più che la sua nascita.

Bada bene: nei racconti popolari Baba Jaga non viene sempre raffigurata in viaggio nel mortaio.

A fissare il legame tra Baba Jaga e il mortaio nell'immaginario collettivo sono stati gli artisti dell'Ottocento e del Novecento, con le loro raffigurazioni della strega in viaggio su questo insolito mezzo.

Tra loro c'è Ivan Bilibin, che nel 1900 illustra una versione della fiaba di Vasilisa la Bella. Nelle sue tavole Baba Jaga viaggia proprio dentro il mortaio, come la immaginiamo ancora oggi.

Il resto lo ha fatto la forza dell'immagine. Un mezzo così particolare si ricorda facilmente, e le tante opere che l'hanno ritratta in quella posa hanno garantito a Baba Jaga un posto unico nel folklore.

La sua fortuna arriva fino alla cultura pop. Nella serie a fumetti di Hellboy compare come antagonista, mentre il suo nome è diventato familiare anche a chi ha visto John Wick. Il legame con il mortaio, insomma, resta ben saldo.

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