Tra il bicarbonato in cucina e l'aceto contro il calcare, i rimedi casalinghi sono sempre a portata di mano: l'aceto, però, contiene acido acetico e può rovinare determinate superfici.
Su quelle resistenti agli acidi aiuta davvero contro alcuni depositi di calcare, su altre rovina finiture, materiali e componenti degli elettrodomestici.
Il motivo sta nella composizione: l'acido acetico scioglie certi depositi minerali, ma può anche reagire con alcuni materiali. Essere un prodotto alimentare, insomma, non lo rende innocuo per ogni oggetto di casa.
Ecco cinque cose e oggetti sui quali è meglio evitare l'aceto, o utilizzarlo soltanto quando espressamente consentito dal produttore
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Marmo e pietre calcaree in generale: aloni e perdita di lucentezza
Il marmo, presente sul piano della cucina, nel rivestimento del bagno o sul pavimento, è uno dei materiali che l'aceto danneggia più facilmente. L'acido acetico può reagire con il carbonato di calcio contenuto nella pietra e alterarne la superficie.
Il risultato può essere visibile a occhio nudo: aloni opachi, perdita di lucentezza e piccole incisioni chimiche, particolarmente evidenti sulle finiture lucide. Qui il risciacquo spesso non basta a sistemare le cose. Quando il danno è serio, può servire un intervento professionale per recuperare la superficie.
Lo stesso rischio riguarda le altre pietre calcaree, come travertino e pietra calcarea. Il meccanismo è quello del marmo, e lo sono anche i danni possibili.
Per il granito e le altre pietre naturali il quadro è meno uniforme. La composizione del materiale e i trattamenti ricevuti ne determinano la resistenza: per cautela, meglio affidarsi alle istruzioni di chi lo ha realizzato o installato.
L'alternativa è un detergente a pH neutro specifico per pietra naturale. Va applicato con un panno morbido.
Parquet e mobili in legno: finiture a rischio
Un pavimento in legno sembra abbastanza robusto da reggere un passaggio di acqua e aceto. Eppure questa abitudine, soprattutto se ripetuta nel tempo, può comprometterne l'aspetto.
A essere più vulnerabili sono i rivestimenti protettivi del legno, tra cui alcune vernici e finiture cerate. L'acidità dell'aceto può contribuire a deteriorarli: la superficie perde brillantezza e diventa via via più esposta all'umidità.
Il rischio cresce quando si usa troppo liquido o quando il pavimento resta bagnato troppo a lungo.
Il discorso vale anche per i mobili in legno trattato, che possono risentire di pulizie frequenti con soluzioni acide. Il legno senza protezione, invece, è particolarmente sensibile all'assorbimento dei liquidi.
Meglio puntare su un prodotto specifico per parquet o per la finitura del mobile. Pochissima acqua e un'asciugatura accurata completano il lavoro.
Lavatrice e lavastoviglie: guarnizioni e tubi sotto stress
Versare aceto in lavatrice contro calcare e cattivi odori è uno dei consigli domestici più diffusi. I produttori, però, non la pensano tutti allo stesso modo.
Bosch sconsiglia esplicitamente l'aceto per pulire e decalcificare la lavatrice. La spiegazione dell'azienda è che l'acidità, nel tempo, può danneggiare alcune parti in gomma.
Anche Whirlpool mette in guardia dal possibile deterioramento di guarnizioni e tubi. Una singola pulizia con aceto non provoca per forza un guasto: il problema è soprattutto l'esposizione ripetuta, con rischi che cambiano da modello a modello.
La strada sicura passa dal manuale dell'elettrodomestico. Lì trovi il programma di pulizia o i prodotti raccomandati dal produttore.
Con la lavastoviglie le indicazioni sono meno uniformi. Alcune aziende ammettono un uso occasionale di aceto domestico diluito, altre raccomandano prodotti specifici per evitare problemi ai componenti.
I punti delicati sono le guarnizioni in gomma e alcune parti in plastica, che possono risentire del contatto ripetuto con soluzioni acide troppo concentrate. Anche IKEA, nelle sue indicazioni sulla pulizia della lavastoviglie, invita a evitare il contatto regolare dell'aceto con guarnizioni e componenti delicati.
Anche qui il riferimento è il libretto di istruzioni. Quando serve, si usano il programma di manutenzione e un decalcificante approvato.
Fughe cementizie: meglio un uso occasionale
L'aceto viene spesso consigliato per togliere i residui di calcare dalle piastrelle di bagno e cucina. C'è un dettaglio che però sfugge a molti: le fughe non sono necessariamente resistenti quanto le piastrelle.
Nelle fughe a base cementizia, l'esposizione frequente a sostanze acide può provocare scolorimento. Con il tempo, il materiale si indebolisce progressivamente.
Lo chiarisce anche Mapei, azienda specializzata in prodotti per l'edilizia. Un uso occasionale dell'aceto su piastrelle di ceramica o gres porcellanato con fughe cementizie non dovrebbe causare danni, mentre l'impiego abituale è sconsigliato.
Pulire le piastrelle e pulire gli spazi che le separano, insomma, sono due operazioni diverse. L'apertura all'uso saltuario riguarda ceramica e gres porcellanato con fughe cementizie, non tutte le piastrelle; la routine ad aceto è da evitare.
Per la pulizia regolare serve un detergente specifico per piastrelle e fughe. L'importante è che sia compatibile con il materiale usato in casa.
Smartphone, TV e computer: niente acidi sugli schermi
Uno schermo pieno di impronte fa venire voglia di ricorrere a un detergente casalingo per farlo tornare brillante. Spruzzare acqua e aceto su smartphone, televisori o monitor, però, è una pessima idea.
Molti dispositivi elettronici hanno rivestimenti superficiali progettati per ridurre i riflessi, limitare le impronte digitali o migliorare l'esperienza d'uso. I detergenti non adatti possono deteriorare questi trattamenti.
C'è poi il capitolo umidità, che può infilarsi in punti sensibili del dispositivo. Anche i prodotti adatti, del resto, non vanno spruzzati direttamente su telefono, tv o pc.
Apple, per esempio, raccomanda di evitare il contatto dell'iPhone con gli acidi. Per la normale pulizia indica un panno morbido, leggermente inumidito e privo di pelucchi. L'alternativa è un panno in microfibra. Un prodotto per schermi si usa solo quando lo prevedono le istruzioni del produttore.
La regola che vale per tutta la casa è la stessa: prima di un rimedio casalingo, controlla di che materiale è fatta la superficie e quali prodotti sono consigliati per trattarla. L'ingrediente che fa sparire il calcare può essere proprio quello che rovina il piano della cucina.