
Quando pensiamo al posto più sporco della casa, la mente va subito alla tavoletta del WC. Eppure il vero regno dei batteri potrebbe trovarsi qualche stanza più in là, tra la spugna dei piatti, il tagliere e il lavello della cucina.
Le superfici umide, piene di residui organici o toccate continuamente possono offrire ai microrganismi condizioni molto più favorevoli rispetto a una tavoletta liscia, asciutta e pulita con una certa frequenza.
Alcune rilevazioni domestiche hanno infatti individuato proprio in cucina molti dei principali punti di contaminazione della casa.
Prima di entrare in modalità disinfettante compulsivo, però, una precisazione: trovare molti batteri non significa automaticamente essere davanti a un pericolo per la salute.
Gran parte dei microrganismi presenti nell’ambiente è innocua e i confronti cambiano molto in base al metodo di analisi, alla pulizia e alle abitudini di ogni famiglia.
Indice
La spugna della cucina
La spugna assorbe acqua, residui di cibo e sporco, restando spesso umida per ore. In pratica offre ai batteri un piccolo residence con pensione completa.
Le analisi sulle spugne usate hanno rilevato comunità microbiche estremamente numerose e diversificate. Alcuni studi hanno trovato anche batteri potenzialmente coinvolti nella contaminazione degli alimenti, anche se i microrganismi realmente patogeni rappresentano soltanto una parte di quelli presenti.
Meglio sciacquarla bene, lasciarla asciugare completamente e sostituirla con regolarità, soprattutto quando emana cattivo odore o comincia a deteriorarsi.
Taglieri e strofinacci
Il tagliere entra direttamente in contatto con carne cruda, verdure, pane e altri alimenti. Se viene usato per tutto senza essere lavato correttamente, può trasferire microrganismi da un ingrediente all’altro.
La soluzione più semplice è utilizzare taglieri separati per carne e alimenti pronti da mangiare. Anche gli strofinacci vanno cambiati spesso: quando rimangono umidi e vengono usati per mani, superfici e stoviglie possono diventare un mezzo di contaminazione incrociata.
Gli oggetti della cucina sono tra quelli sui quali vengono rilevati più frequentemente coliformi, lieviti e muffe.
Lavello, rubinetto e maniglia del frigorifero
Apri il frigorifero mentre cucini, tocchi il rubinetto con le mani ancora sporche e poi lavi tutto. Proprio questa routine porta continuamente microrganismi sulle superfici circostanti.
Il lavello è risultato uno dei punti più contaminati in una nota indagine condotta nelle abitazioni, mentre maniglie e comandi rientrano tra le superfici ad alto contatto che andrebbero pulite regolarmente.
Non serve disinfettare la cucina ogni dieci minuti: è più utile pulire subito dopo aver maneggiato carne cruda e lavare periodicamente le zone che vengono toccate di continuo.
Il portaspazzolino
Lo spazzolino riceve molte attenzioni, il bicchiere o contenitore nel quale viene riposto decisamente meno.
Acqua, residui di dentifricio e scarsa ventilazione possono mantenere il fondo umido. In uno studio NSF, il portaspazzolino è risultato tra i punti domestici con la maggiore presenza di microrganismi.
Conviene lavarlo una o due volte alla settimana, anche in lavastoviglie quando il materiale lo consente, e posizionarlo lontano dal WC.
Lo smartphone
Lo portiamo in metropolitana, lo appoggiamo sui tavoli, lo tocchiamo dopo aver pagato e, poco dopo, lo avviciniamo al viso. In uno studio condotto su 108 studenti delle professioni sanitarie, gli stafilococchi erano presenti sull’85% dei telefoni analizzati.
Altre ricerche hanno confermato che i cellulari possono raccogliere e trasportare numerosi microrganismi, anche se i risultati ottenuti in ospedali e contesti sanitari non possono essere trasferiti automaticamente a ogni smartphone.
Per pulirlo è importante seguire le istruzioni del produttore, evitando di versare direttamente liquidi sul dispositivo.
Le borse, le chiavi e il portafoglio
Sono oggetti che passano continuamente dalle mani alle tasche, dai banconi ai sedili dell’auto, ma raramente finiscono nella lista delle cose da pulire.
Il problema non è soltanto quante colonie batteriche siano presenti in un determinato momento, ma il fatto che questi oggetti viaggiano tra ambienti diversi e vengono manipolati molto spesso. In generale, le superfici ad alto contatto hanno maggiori possibilità di raccogliere e trasferire microrganismi.
Una pulizia periodica, compatibile con il materiale, è sufficiente. Più importante ancora è evitare di appoggiarli sul piano dove si prepara il cibo.
I carrelli del supermercato e i tastierini
Il manico del carrello, i pulsanti del POS e le tastiere dei bancomat vengono toccati ogni giorno da centinaia di persone.
Questo non significa che provochino automaticamente infezioni, ma li rende superfici sulle quali i microrganismi possono accumularsi. La strategia più efficace resta quella più semplice: evitare di toccarsi occhi, naso e bocca e lavarsi le mani dopo essere tornati a casa.
Pulsanti dell’ascensore e maniglie
Un solo pulsante può essere premuto da decine o centinaia di persone nell’arco della giornata. Uno studio condotto negli ospedali ha rilevato batteri sulla maggior parte dei pulsanti degli ascensori analizzati, evidenziando come queste superfici possano essere trascurate nei normali interventi di pulizia.
Lo stesso vale per maniglie, interruttori e corrimano. Non serve utilizzare una salvietta dopo ogni contatto: lavare correttamente le mani resta una delle misure più utili per limitare la trasmissione dei microrganismi.