Il gerundio

È un nome neutro di forma attiva che completa la declinazione dell’infinito nei casi indiretti.
Prevede anche l’uso con preposizione. L’infinito, infatti, oltre alla funzione verbale può avere anche funzione nominale, cioè, assume tutte le funzioni proprie di un nome.
Il gerundio delle quattro coniugazioni è:
laudandi, monendi, legendi, audiendi.
La declinazione dell’infinito di “laudo” sarà:


NOMINATIVO Laudare > soggetto
GENITIVO Laudandi > complemento di specificazione
DATIVO Laudando > complemento di termine
ACCUSATIVO Laudare > complemento oggetto
ACCUSATIVO (2) Ad laudandum > finale (per lodare)
ABLATIVO Ab laudando > complemento di compagnia (con il lodare/ lodando)

Si declina come se fosse un neutro della seconda declinazione.

N.B.(1)
All’accusativo preceduto da “ad” e al genitivo retto da “causa/ gratia” sempre postposti, il gerundio traduce la finale implicita.

Es.(1): multos annos ad discendum habemus > abbiamo molti anni per imparare;
Es.(2): non ex probandi causa dicam > non parlerò per criticare.

Il gerundivo

È un aggettivo verbale di forma e significato passivo e si declina come gli aggettivi della 1° classe.
Esprime l’idea della necessità e del dovere.
In quanto aggettivo, concorda in genere, numero e caso con il nome a cui si riferisce.
Il gerundivo delle quattro coniugazioni:
laudandus (da lodarsi);
monendus (da ammonirsi);
legendus (da leggersi);
audiendus (da audirsi).

N.B.(1)
Il gerundivo + voci del verbo sum forma la perifrastica passiva.

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