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Gerundio e Gerundivo


Il gerundio è una forma nominale del verbo o sostantivo verbale che serve a declinare l’infinito. Il gerundio è quindi la declinazione dell’infinito nei vari casi e viene declinato come un sostantivo (verbale) della II declinazione.

Per esempio - legere
Genitivo – legendi (di leggere)
Dativo – legendo (a leggere)
Accusativo - legendum (il leggerre, oggetto)
Ablativo - legendo (per leggere)

Il gerundivo è invece un aggettivo verbale. Si forma come il gerundio, ma viene declinato come gli aggettivi di I classe (concordato con il nome al quale si riferisce). Quando si trova un gerundivo concordato con un sostantivo, il verbo del gerundivo deve essere tradotto al modo infinito nel caso in cui si trova e ad esso seguirà il complemento oggetto del sostantivo che è con lui concordato.

Per esempio: Spes legendi libri

[math]\to[/math]
la speranza di leggere un libro.


Infatti, quando il gerundio dei verbi transitivi regge un complemento oggetto, la costruzione della frase cambia. Al posto del gerundio si usa l'aggettivo corrispondente, il gerundivo (= legendus, a, um), che viene concordato in genere e numero con il suo complemento oggetto; il complemento oggetto prende il caso del gerundio.

In pratica il gerundio e il suo complemento oggetto sono trattati come un unico complemento che è formato da un aggettivo (= il gerundio trasformato in gerundivo) e da un sostantivo (= il complemento oggetto) entrambi nel caso originario del gerundio.

Per esempio:

Consilium defendi patriam.

[math]\to[/math]
La deliberazione di difendere la patria.
Consilium defendae patriae.
[math]\to[/math]
La deliberazione di difendere la patria.


Passando dal gerundio (1° frase) al gerundivo (2° frase) il significato non cambia, ma nella forma latina avvengono delle trasformazioni.

1) Gerundio

[math]\to[/math]
Gerundivo (mantiene il caso del gerundio ma si concorda in genere e numero con il sostantivo
2) Complemento Oggetto
[math]\to[/math]
prende il caso del gerundio


Detto questo, ricordiamoci che:
- Preferiscono il gerundivo: il genitivo e l’ablativo semplice.
- Il costrutto del gerundivo è obbligatorio con: dativo, accusativo con preposizione e ablativo con preposizione.

- Quando invece l’oggetto è espresso da un pronome o da un aggettivo neutro sostantivato la regola non si può applicare.

Notiamo bene che il gerundivo può essere anche usato:
- per formare la perifrastica passiva o perifrastica della necessità.
- come aggettivo verbale indicante dovere o necessità (liber legendus = il libro da leggere o che deve essere letto)
- come complemento predicativo dell'oggetto o del soggetto dopo verbi quali do, trado, mitto, praebeo, curo, suscipio, etc.

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