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Territori soggetti alla Iugoslavia

In seguito alle vicende della seconda guerra mondiale, sono passati alla Iugoslavia quasi 8000 chilometri quadrati di territorio, abitato in prevalenza da popolazioni slave. Nella Venezia Giulia la popolazione è scarsa; nell’Istria è rada all’interno, ma abbastanza fitta lungo le coste, dove sorgono città e borgate di tradizioni e di lingua venete: Capodistria, patria del martire Nazario Sauro, e Pola, la maggiore, il cui porto è oggi la principale base navale della Iugoslavia. All’estremità settentrionale dell’insenatura del Quarnero si trova il porto commerciale di Fiume, detto in iugoslavo Rijeka. Famose nella Venezia Giulia sono le Grotte di Postumia, ricche di meravigliose stalattiti e stalagmiti; tra le risorse minerarie sono importanti i giacimenti di mercurio di Idria e le cave di bauxite nell’Istria. Trieste: distesa lungo l’arco del golfo omonimo, è un importante centro industriale e commerciale con un ampio e attrezzato porto e numerose compagnie di navigazione. A Ovest ostenta il bianco Castello di Miramare; centro storico della città è il Colle di San Giusto, sul quale sorge la bella Cattedrale. Nella città si trovano alcuni monumenti di età romana, quali il Teatro, l’Arco di Riccardo e gli avanzi di antichi templi. Trieste è anche sede di un’Università. Nel vallone di Muggia sono concentrati i cantieri navali e le principali industrie della provincia. Gorizia; capoluogo della Venezia Giulia, è situata sull’Iaonzo, a ridosso del confine iugoslavo; alle spalle è ben protetta dalle alture del Sabotino, del Monte Santo e del San Gabriele, i cui nomi gloriosi ricordano le battaglie della prima guerra mondiale. Più a Sud si trova Gradisca e, a Nord del Golfo di Trieste, l’industre Monfalcone, sede di cantieri navali; sul mare si affaccia Grado, famosa per la frequentissima spiaggia. Da ricordare il cimitero militare di Redipuglia.
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