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Lo sfruttamento dell'Amazzonia

Per molti secoli l'Amazzonia è stata la terra delle comunità indie, come quella dei cofanes, oggi molto ridotte di numero.
Nel 1976 fu aperta la Transamazzonica, un' autostrada lunga be 5600 chilometri che attraversa il bacino del Rio delle Amazzoni, in Brasile, e che ha avviato lo sviluppo "moderno" di questa regione. La costruzione e la manutenzione della strada si svolgono tra enormi difficoltà, perchè le piogge tropicali la inondano , il terreno non è piatto ma presenta profonde valli fluviali da superare e il suolo è argilloso e viscido.
La strada ha dato il via a un nuovo uso del territorio: lungo il suo tracciato si libera terreno per nuove zone agricole con grandi centri rurali di 20000 abitanti e tutti i servizi e centri agricoli piccoli di 50 famiglie di coloni. Lo Stato brasiliano offre denaro, casa, sementi a chi si sposta in questa zona.

La prima fascia intorno alla strada viene riservata a piccole piantagioni di cacao, canna da zucchero, banane, riso; la seconda fascia è destinata a grandi progetti agricoli; la terza fascia diventa pascolo per i bovini che qui vivono bene perchè non vi sono le malattie portate dalla mosca tse-tse, come nelle aree equatoriali africane. Esistono poi centinaia di progetti per lo sfruttamento delle enormi risorse minerarie: oro, diamanti, manganese, bauxite, piombo, uranio; la grande foresta è in pericolo. Il fiume è l'unica, vera via di comunicazione: fino a Manaus navigano grandi navi e fino a Iquitos, in Perù, navi più piccole.

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