Genius 17678 punti

Precipitazioni atmosferiche: descrizione

La pioggia è la forma più comune e frequente di precipitazione atmosferica; altre forme sono la neve, la grandine, la rugiada e la brina.
La pioggia si forma quando, col progredire del raffreddamento, le goccioline che formano le nubi si ingrossano, tali da non poter più restare in sospeso nell’aria per cui esse precipitano al suolo. Non tutti i tipi di nubi causano la pioggia, ma soltanto i nembi ed i cumuli-nembi, nei quali la formazione di gocce grandi è possibile.
Se la temperatura è inferiore a O°, la condensazione del vapor d’acqua avviene per sublimazione, cioè con il diretto passaggio dallo stato aeriforme a quello soldo; allora, si formano esili cristalli stellati a sei punte oppure quando la temperatura è estremamente bassa oppure dei piccolissimi aghi.; cristalli stellati e aghetti si agglomerano e cadono lentamente al suolo e se l’aria è calma, essi formato dei fiocchi simili a biòccoli di cotone. Si tratta della neve che nei climi temperati è un fenomeno tipico dell’inverno, mentre nelle regioni polari è la forma pi consueta di precipitazione.
La grandine è costituita da granuli o globuli di ghiaccio di dimensioni varie e di varia struttura. La formazione della grandine è dovuta al fatto che in gran parte delle nubi temporalesche si hanno fortissime correnti ascendenti che possono superare di molto la velocità di caduta di gocce di pioggia. Pertanto, queste sono sollevate e portate nella parte più elevata delle nubi, dove, trovando una temperatura inferiore a 0°, congelano, trasformandosi, così, in chicchi di grandine. Una volta formato, un chicco può ingrossarsi fino ad assumere talora proporzioni enormi. La grandine è un fenomeno atmosferico molto temuto dagli agricoltori perché può arrecare danni irreparabili alle coltivazioni. Essa cade di preferenza nelle zone temperate, durante i temporali.
I temporali sono tempeste atmosferiche caratterizzate da un forme movimento dell’aria, da precipitazioni violente e da manifestazioni elettriche, con lampi e tuoni.
Il fenomeno della rugiada si presenta con una certa frequenza nelle notti calme della stagione calda ed è dovuta alla condensazione del vapor acqueo quando essa entra a contatto con una superficie che siè raffreddata per irradiazione più dell’aria sovrastante che a sua volta si è raffreddata fino al punto in cui il vapor acqueo giunge alla saturazione.
Se il raffreddamento scende a temperature sotto zero, invece della rugiada si ha la brina, formata da piccole gocce congelate. Le brine sono frequenti nei paesi temperati durante la stagione invernale, ma qualche volta anche d’inverno e di autunno. Sono molto dannose le brine primaverili perché possono compromettere interi raccolti.
Hai bisogno di aiuto in Geografia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email