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I movimenti del mare: le onde


Nel mare, le particelle acquee sono agitate da movimenti irregolari, periodici e costanti.
I movimenti irregolari più importanti sono le onde, originate dal vento
L’azione del vento sopra una superficie liquida dà luogo a pressioni irregolari e disuguali. La superficie liquida prima si increspa; il vento poi agisce per pressione e per attrito sulle increspature e ne fa aumentare le dimensioni.
Il mare può essere agitato da moto ondoso anche se il vento soffia sulla terra ferma a notevole distanza.
Gli elementi dell’onda sono: l’altezza (= distanza verticale fra la cresta e il punto più basso del cavo), la lunghezza (= la distanza fra due creste o fra due cavi successivi), il periodo (= il tempo impiegato da due creste successive per passare dallo stesso punto fisso, la velocità di propagazione e la direzione (cioè l’azimut del punto dell’orizzonte dal quale sembra provenire l’onda)
Rispetto all’oceano aperto, in un mare chiuso come il Mediterraneo, il valore medio dell’altezza è molto inferiore.
La lunghezza è in relazione all’altezza: essa è circa30 volte l’altezza.
Le caratteristiche delle onde variano a seconda che esse si propagano in alto mare o in prossimità della costa, in conseguenza della scarsa profondità. Si distinguono le onde di oscillazione dalle onde di traslazione. Nelle prime, che sono quelle che si possono osservare sempre, le particelle acquee descrivono un’orbita circolare attorno ad un’asse orizzontale, salgono, avanzano, scendono e retrocedono. Si ha l’illusione che l’onda avanzi, ma non è così, Per questo motivo, un galleggiante se non è spinto dal vento, si sposta solo verticalmente, ma non orizzontalmente. Nelle onde di traslazione, le particelle acquee descrivono una semiellisse il cui diametro maggiore è orizzontale: esse avanzano, discendono, mano retrocedono come invece fanno le onde di oscillazione. Questo è il caso delle onde frangenti.
Un terremoto costiero o sottomarino genera un maremoto con onde di traslazione che coinvolgono tutta la massa acquea. Tali onde che nel mare aperto sono di poco rilievo, sui bassifondi e sulle diventano di enorme dimensione e provocano gravi disastri sulla costa. Il fenomeno è chiamato anche tsunami.
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