Video appunto: Inquinamento acque (2)
Le riserve di acqua tendono a ridursi progressivamente anche in seguito ad un uso improprio e in molti casi irresponsabile di questa preziosa sostanza. L'acqua estratta dai serbatoi naturali rara-mente è adatta agli utilizzi che se ne devono fare; nella maggioranza dei casi essa deve essere trattata per eliminare tutti i materiali che contiene in sospensione o stratificati in superficie, la carica batterica e alcune delle sostanze che porta in soluzione.
Il trattamento delle acque richiede molti interventi e quindi molta energia e diviene via via più dispendioso all'aumentare del loro livello di inquinamento. In molti Paesi del mondo, grandi quantità di acqua potabile si disperdono lungo la rete degli acquedotti, perché non si procede a interventi di ristrutturazione e di riparazione delle tubature, se non in casi di estrema necessità. In Italia in particolare, dove già in partenza i consumi pro capite sono altissimi (superando, ad esempio, nettamente quelli di Francia e Germania), esistono 150 mila km di condutture fatiscenti che comportano più del 35% di perdite lungo la distribuzione. Nelle aree a elevata densità di popolazione che costeggiano laghi e fiumi, le acque fognarie dovrebbero essere trattate negli impianti di depurazione, che però sono spesso insufficienti.

Il mancato o incompleto trattamento di depurazione genera un inquinamento delle acque dolci di tipo biologico, che dipende da un eccessivo apporto di acque reflue o ricche di nutrienti. L'inquinamento viene definito chimico quando gli inquinanti sono metalli pesanti o prodotti organici di sintesi riversati dalle industrie o utilizzati in agricoltura. Un gruppo di sostanze inquinanti molto diffuse sono gli idrocarburi. L'inquinamento da idrocarburi si verifica soprattutto nei laghi a causa dei rilasci delle imbarcazioni turistiche e di collegamento. L'inquinamento termico è quello provocato da industrie e centrali termoelettriche in cui si utilizza nel processo acqua di raffreddamento, che viene poi direttamente immessa nelle acque superficiali, riscaldandole oltre misura. L'inquinamento radioattivo è dovuto alla contaminazione da parte di isotopi radio-attivi liberati in atmosfera e poi trasferiti dalle precipitazioni alle acque superficiali o presenti in rifiuti di ospedali, centrali nucleari e centri di ricerca, stoccati in modo improprio in ambienti in cui possono entrare in contatto con la falda sotterranea. Non è semplice stabilire quando e dove si verificano tutte le contaminazioni da parte degli agenti inquinanti. In genere le acque più pure sono quelle che derivano dalle precipitazioni atmosferiche o che percorrono lunghi tratti in profondità dove subiscono vari tipi di purificazioni da parte di particolari rocce o sedimenti. I livelli di inquina-mento sono massimi in prossimità dei punti di rilascio da parte degli insediamenti urbani e industriali e vicino alla foce dei corsi d'acqua, dove gli accumuli sono inevitabilmente molto alti.