Video appunto: Wegener: prove della deriva dei continenti

La deriva dei continenti



A sostegno della teoria della deriva dei continenti, Wegener addusse molte prove importanti, vediamone alcune: la continuità geologica esistente fra le rocce presenti di qua e di là dall’Atlantico. I rilievi montuosi del Brasile e quelli dell’Africa presentano tuttora notevoli somiglianze sia per il loro paesaggio, sia per la natura delle loro rocce.
la similitudine biologica tra i fossili di esseri viventi vissuti in terre oggi lontane. Fossili di un antico rettile, il mesosauro, vissuto circa 270 milioni di anni fa, furono trovati in una ristretta regione del Brasile e dell’Africa del sud; mentre quelli della felce glossopteris furono ritrovati in Brasile, Africa del sud, Australia e India. la ricostruzione degli antichi climi, perché fossili uguali, trovati in continenti diversi e lontani, facevano pensare all’esistenza di climi uguali.

Ciò portava a supporre che i continenti, un tempo, dovevano essere uniti. Nonostante queste prove, la teoria di Wegener fu accolta con grande scetticismo dalla comunità scientifica, che rilevò nell’ipotesi dello scienziato tedesco la mancanza di una convincente spiegazione del movimento dei continenti. Le sue idee furono accantonate per quasi cinquant’anni finché, a partire dal 1960, le ricerche condotte sui fondali marini portarono gli scienziati a fare due straordinarie scoperte: l’esistenza sul fondo degli oceani di lunghissime fratture, dette dorsali oceaniche, che coincidono con i confini dei continenti e l’espansione del fondo oceanico.