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L’Aspromonte


A molte persone l’Aspromonte richiama l’idea di una zona pericolosa, poiché è legata a drammatici sequestri di persone, trattenute in prigioni nascoste in zone assai aspre. Si tratta invece di un’area dotata di grandi attrattive paesaggistiche da sfruttare sul piano turistico.
Guardando l’Aspromonte dal mare si comprende come costituisca un paesaggio unico, che non si ritrova in nessuna altra parte dell’Appennino. Una serie di terrazze discendono verso il mare come grandiosi gradoni. A mano a mano che, provenendo dal litorale, si sale da un gradone all’altro, si aprono orizzonti sempre più vasti, sia BUI versante tirrenico sia su quello ionico. Le terrazze più alte si trovano a 1200-1500 metri, mentre quelle più basse si stendono attorno a 250-300 m.
Le terrazze sono incise da valli profonde 300 -500 metri, segno della vigorosa azione esercitata dalle acque piovane. Qui scorrono le fiumare, con ampi greti ghiaiosi e biancheggianti, che denotano la natura piuttosto arida del paesaggio.
La fascia inferiore dell’Aspromonte è coperta da oliveti e agrumeti, che costituiscono una delle risorse economiche più importanti. Più in alto si penetra in fitti boschi di castagni, faggi e, alle quote più alte, in foreste di pini e abeti. I centri abitati sono radi e piccoli, sicché gran parte del territorio possiede forme naturali ancora intatte.
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