Video appunto: Strumenti di misura ed errori casuali e sistematici
Per misurare una grandezza e poter fornire una definizione operativa è necessario dotarsi do uno strumento adeguato. Gli strumenti possono essere di due tipologie, digitali o analogici. Uno strumento viene definito analogico quando il valore misurato si legge su una scala graduata (ad esempio un metro, un termometro al mercurio o un orologio con lancette) mentre è digitale quando il valore compare su un display (ad esempio una sveglia elettronica o un cronometro elettronico).
Tutti gli strumenti, indipendentemente dalla loro natura digitale o analogica devono presentare tre caratteristiche, ovvero la “portata”, cioè la differenza tra valore massimo e minimo misurabili, la “sensibilità”, cioè il valore minimo misurabile dallo strumento e la “prontezza” nonché il tempo di cui lo strumento necessita per misurare la grandezza. Spesso oggi si preferisce usare strumenti digitali, quando possibile, poiché spesso presentano migliori caratteristiche.

Tuttavia anche gli strumenti più “sofisticati” presentano degli inconvenienti infatti quando si effettua una misurazione bisogna tenere conto degli errori che possono essere casuali o sistematici. Un errore si definisce casuale quando avviene per dei fattori imprevedibili, talvolta per eccesso e talvolta per difetto. Un errore sistematico invece è un errore che avviene sempre per difetto o sempre per eccesso e solitamente è più facilmente prevedibile rispetto ad un errore casuale. Può capitare che un errore casuale si trasformi in un errore sistematico. Tra gli errori sistematici vi sono quelli di parallasse, quando si utilizza uno strumento analogico e per osservare il dato non ci si pone esattamente di fronte alla scala graduata o alla “lancetta”, come nel caso di un orologio. Vi sono poi errori dovuti al tempo di reazione, come nell’utilizzo di un cronometro attivato manualmente e infine vi possono essere errori nell’utilizzo dello strumento, come quando si posiziona un righello erroneamente.