Concetti Chiave
- Gli strumenti di misurazione si dividono in due categorie: analogici, che mostrano i valori su scale graduati, e digitali, che visualizzano i dati su display.
- Tutti gli strumenti devono possedere tre caratteristiche fondamentali: portata, sensibilità e prontezza, che influenzano la loro efficacia nella misurazione.
- Gli errori nelle misurazioni possono essere casuali, dovuti a fattori imprevedibili, o sistematici, che si verificano in modo costante e prevedibile.
- Gli errori sistematici possono derivare da fattori come la parallasse, il tempo di reazione e un uso scorretto dello strumento, come il posizionamento errato di un righello.
- La preferenza per strumenti digitali è crescente, poiché spesso offrono precisione superiore e maggiore facilità di lettura rispetto a quelli analogici.
Definizione operativa e strumenti
Per misurare una grandezza e poter fornire una definizione operativa è necessario dotarsi do uno strumento adeguato. Gli strumenti possono essere di due tipologie, digitali o analogici. Uno strumento viene definito analogico quando il valore misurato si legge su una scala graduata (ad esempio un metro, un termometro al mercurio o un orologio con lancette) mentre è digitale quando il valore compare su un display (ad esempio una sveglia elettronica o un cronometro elettronico).
Caratteristiche degli strumenti
Tutti gli strumenti, indipendentemente dalla loro natura digitale o analogica devono presentare tre caratteristiche, ovvero la “portata”, cioè la differenza tra valore massimo e minimo misurabili, la “sensibilità”, cioè il valore minimo misurabile dallo strumento e la “prontezza” nonché il tempo di cui lo strumento necessita per misurare la grandezza. Spesso oggi si preferisce usare strumenti digitali, quando possibile, poiché spesso presentano migliori caratteristiche.
Errori nelle misurazioni
Tuttavia anche gli strumenti più “sofisticati” presentano degli inconvenienti infatti quando si effettua una misurazione bisogna tenere conto degli errori che possono essere casuali o sistematici. Un errore si definisce casuale quando avviene per dei fattori imprevedibili, talvolta per eccesso e talvolta per difetto. Un errore sistematico invece è un errore che avviene sempre per difetto o sempre per eccesso e solitamente è più facilmente prevedibile rispetto ad un errore casuale. Può capitare che un errore casuale si trasformi in un errore sistematico. Tra gli errori sistematici vi sono quelli di parallasse, quando si utilizza uno strumento analogico e per osservare il dato non ci si pone esattamente di fronte alla scala graduata o alla “lancetta”, come nel caso di un orologio. Vi sono poi errori dovuti al tempo di reazione, come nell’utilizzo di un cronometro attivato manualmente e infine vi possono essere errori nell’utilizzo dello strumento, come quando si posiziona un righello erroneamente.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali differenze tra strumenti di misurazione analogici e digitali?
- Quali sono le tre caratteristiche fondamentali che devono avere gli strumenti di misurazione?
- Qual è la differenza tra errori casuali e sistematici nelle misurazioni?
Gli strumenti analogici mostrano il valore su una scala graduata, mentre quelli digitali visualizzano il valore su un display. Gli strumenti digitali sono spesso preferiti per le loro migliori caratteristiche, come la sensibilità e la prontezza.
Gli strumenti devono presentare "portata", che è la differenza tra il valore massimo e minimo misurabili, "sensibilità", che indica il valore minimo misurabile, e "prontezza", che si riferisce al tempo necessario per effettuare la misurazione.
Gli errori casuali sono imprevedibili e possono variare per eccesso o difetto, mentre gli errori sistematici si verificano sempre in un'unica direzione (o per difetto o per eccesso) e sono più prevedibili.