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Pensiero filosofico di John Locke


John Locke nacque il 29- 08- 1632 a Wrington e visse la giovinezza durante la rivoluzione inglese ,studiò ad Oxford con il grado di maestro delle arti, i suoi studi furono influenzati da Hobbes e da Cartesio. Si occcupò di studi naturali e della medicina ,poi si diede allo studio dell'economia e della politica ,dopo quattro anni iniziò a dedicarsi alla stesura del ''saggio sull'intelletto umano '',''la lettera sulla tolleranza'' e due trattati sul governo nel 1704.

Locke è considerato il padre dell'empirismo inglese una corrente filosofica che in parte rientra nell’atmosfera illuministica pur risalendo la metà del seicento .secondo cui la ragione non viene ritenuta più assoluta e infallibile,come in Cartesio ma viene ricondotta all'esperienza .la ragione è dunque fonte e origine del processo cognitivo e criterio di verità per delle tesi dell'intelletto che sono valide solo se sottoposte al controllo empirico.

Ciò pone l'empirismo in contrasto con il razionalismo .Locke pur considerando la ragione valida, la pone in stretta connessione con l’esperienza da cui trae il materiale conoscitivo .dunque per Locke la filosofia è concepita come analisi del mondo umano ,principio ripreso proprio dall’Illuminismo.

La ragione per Locke


1-non è unica o uguale in tutti gli uomini;
2-non è infallibile perché molte volte ha idee limitate e poco chiare per il ragionamento;
3- non può ricavare da sé idee e principi ma li ricava dall'esperienza;
Tuttavia è l'unica guida efficace di cui l'uomo dispone nella morale, nella politica e nella religione.
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