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Saggio per la pace perpetua

Siamo nell’ambito delle idee regolative. Immanuel Kant parte dall’individuazione dei fattori che scatenano la guerra, i quali possono essere divisi in due ambiti: - connaturati con la stessa natura umana, per esempio l’inclinazione alla violenza; se davvero la guerra fosse prodotta da una sorta di inclinazione al male, la pace diventerebbe un’utopia, l’approccio è metastorico; - interpretati secondo un’ottica schiettamente storica, per esempio i fattori di carattere economico, sociale, giuridico o politico; la pace può essere instaurata. Pacifismo sociale: l’orizzonte della guerra nasce dalla lotta di classe che si supera solo se si edifica una società senza classi. Pacifismo economico: la guerra sia sempre e soltanto l’esito della pretesa degli stati di inserirsi nel mercato e controllarlo, bisogna quindi assicurare la libertà di mercato, le sue idee furono sostenute dalla scuola classica di economia in Inghilterra. Pacifismo politico: la pace può essere assicurata se il regime di uno stato sia repubblicano perché uno stato dispotico, una monarchia assoluta dove non ci sia la limitazione del potere è fonte di conflitti. Pacifismo giuridico: lo stato deve limitare la propria sovranità, solo così sarà possibile la formazione di organismi internazionali che possano essere abili ad intervenire nei conflitti tra gli stati. Il pacifismo di Immanuel Kant è politico e giuridico, l’ideale è la societas equalium. L’atteggiamento è storicamente consapevole: si preoccupa di analizzare i fattori che determinano i conflitti. Tuttavia in Kant una vena di utopia non può essere esclusa: auspica una condizione di pace perpetua che sembra irraggiungibile. L’idea di pace, quindi, ha carattere regolativo ed euristico perché solo attraverso essa potremo migliorare la nostra condizione.

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