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Vita e opere di Auguste Comte


Auguste Comte nacque a Montpellier nel 1798 in una famiglia di radicata fede cattolica e monarchica.
Fin da giovanissimo, mise in luce straordinarie capacità matematiche (verso cui rivolge tutti i suoi interessi) e di scrittura. Nel 1814 si iscrisse all’École Polytechinique di Parigi, dove si dedicò a studi di filosofia politica e morale e di matematica.

Nel 1817 divenne segretario del socialista Saint-Simon, di cui abbracciò le teorie filosofiche.
Nel 1822, Comte pubblicò il Prospetto dei lavori scientifici per riorganizzare la società, un’opera in cui iniziava a manifestarsi la presa di distanza dalle teorie saint-simoniane. Nel 1824 Comte ruppe con Saint-Simon, mentre iniziavano a manifestarsi chiari segni di squilibrio mentale.
Entra e esce dai manicomi fino al 1829, quando, dopo essersi ripreso da un lungo periodo di disordine psichico, iniziò un’intensa attività di conferenziere.
Nel 1830 pubblicò il primo dei sei volumi del Corso di filosofia positiva, considerato il suo capolavoro. Entriamo in un’epoca filosofica conosciuta come positivismo, che prende il nome dal fatto che la scienza sia in grado di produrre effetti sempre in ogni caso positivi: tutto può essere risolto dalla scienza. In certi sensi è una ripresa dell'illuminismo. Contrapposto all’oscurantismo che per loro sarebbe la chiesa cristiana.
La rivoluzione del 1830 fu vista da Comte come una buona occasione per iniziare quella rigenerazione dell’umanità mediante la cultura che andava teorizzando nelle sue opere, fondò quindi, a tal fine, l’Association Polytechnique: lo scopo è quello di diffondere la scienza e rigenerare il popolo.
Nel 1832 ottenne un posto come insegnante presso l’Ècole Polytechnique di Parigi. Nel 1835 Comte, che inutilmente aveva sperato di ottenere la cattedra di matematica (gli sarà assegnata in precariato nel 1836), pubblicò il secondo volume del Corso di filosofia positiva, cui faranno seguito gli altri quattro negli anni 1836 –1842.
Nel 1845, Comte s’innamorò di una sua studentessa, Clotilde de Vaux, che morí l’anno seguente; edificò sulla donna defunta, una sorta di culto religioso: Clotilde divenne per lui la Sacerdotessa del culto del “Grande Essere”, il tramite tra il “Grande Essere” ed il supremo suo sacerdote.
Nel 1848, Comte fondò la Chiesa Universale della Religione dell’Umanità, per la quale scrisse il Catechismo Positivista (1852) e il Sistema di politica positiva (1851 – 1854); il colpo di stato di Luigi Napoleone (1851) riaccese, infatti, le speranze di realizzare la sua utopia mistico-scientistica, ma la morte lo stroncò nel 1857.
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