pexolo di pexolo
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Bertrand Arthur William Russell - Pensiero


Prima di giungere alla formulazione del suo emotivismo “illuminato”, Russell aveva sostenuto una concezione intuizionista o realista dei giudizi etici e valutativi, analoga a quella avanzata da Moore nei Principia Ethica. Successivamente, sotto l’influsso del Tractatus di Wittgenstein e delle critiche mosse da Santayana al suo realismo etico, abbandona l’intuizionismo oggettivista per abbracciare dapprima un soggettivismo emotivista e infine un emotivismo “illuminato”. In Religion and Science Russell sostiene che i giudizi di valore non sono altro che espressione di sentimenti ed emozioni. A suo avviso, le uniche proposizioni scientifiche sono quelle analitiche, che sono giustificabili razionalmente, e quelle sintetiche, che sono verificabili empiricamente. Le condizioni di verità delle prime dipendono dalla loro relazione sintattica, ossia logica, con le proposizioni di base; mentre le condizioni di verità delle seconde dipendono dalla relazione con qualche fatto. Appare evidente che per Russell è un errore pensare che i giudizi etici possano avere le stesse qualità empiriche dei giudizi fattuali. I giudizi etici e valutativi sono un «tentativo di conferire un’importanza universale e non semplicemente personale ad alcuni dei nostri desideri». Diversamente dai giudizi etici, la scienza, afferma Russell, può dibattere «le cause dei desideri e i mezzi per attuarli, ma non può contenere alcun giudizio genuinamente etico, poiché si riferisce a ciò che è vero o falso».
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