pexolo di pexolo
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Alfred Jules Ayer - Pensiero


Una forma radicale di non-cognitivismo emotivista è delineata da Ayer in Language, Truth and Logic. In quest’opera il filosofo inglese analizza e critica severamente il naturalismo e l’intuizionismo etico nella misura in cui sostengono che i fatti morali possano essere conosciuti o intuiti. A suo modo di vedere, l’oggettivismo delle concezioni naturalistiche e «assolutistiche» (l’intuizionismo) dell’etica è insostenibile, poiché è impossibile trovare un criterio per la determinazione dei giudizi etici e di valore. «Non è perché essi abbiano una validità “assoluta” misteriosamente indipendente dall’esperienza comune; ma piuttosto perché di validità obiettiva […] non ne hanno nessuna». Tali giudizi non contengono alcuna affermazione fattuale suscettibile di vero-falsità. Essi non dicono niente, sono soltanto l’espressione di sentimenti che non possono essere verificati. «Se […] per scienza etica si intende l’elaborazione di un sistema morale “vero”, [allora] non può darsi nulla di simile a una scienza etica […] Essendo i giudizi etici mere espressioni di sentimento, non è possibile nessuna determinazione della validità di un sistema etico, e, anzi, non ha senso chiedere se un sistema simile sia vero o falso». «I termini etici non servono solo ad esprimere un sentimento. A questi termini si ricorre anche per far sorgere il sentimento e così stimolare l’azione». «Tali asserzioni non hanno alcun contenuto fattuale, ossia non possono essere dette vere o false, poiché non sono affermazioni genuine, cioè significative “nel senso letterale della parola”». Secondo Ayer, non c’è un «senso logico» o «scientifico» in cui le «ragioni sostengono i giudizi morali» o di valore, poiché le affermazioni normative e valutative non empiriche sono soltanto nonsensi o pseudo-proposizioni; esse non sono né esprimono proposizioni significative.
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