Ominide 724 punti

La dottrina delle idee

La dottrina delle idee rappresenta il cuore della filosofia platonica. Platone elabora la sua teoria delle idee collegandola al concetto di scienza. Infatti, la scienza deve essere immutabile e perfetta e per questo motivo non può avere come oggetto di studio le cose del mondo sensibile, perché esse sono mutevoli ed imperfette. Per questo motivo l'oggetto della scienza saranno le idee. Le idee rappresentano dei modelli per le cose del mondo sensibile che rappresentano delle imitazioni imperfette delle idee. Per Platone, nel nostro mondo esistono delle cose più o meno belle e più o meno brutte che si ispirano all'idea di bellezza e di giustizia. L'idea platonica rappresenta il modello unico e perfetto delle cose molteplici e imperfette di questo mondo. Secondo Platone esistono due tipi di idee: valori e matematiche. Del primo gruppo fanno parte il concetto di "bene, bellezza e giustizia", invece fanno parte del secondo gruppo "l'entità dell'aritmetica e della geometria. Le idee hanno un ordinamento gerarchico piramidale con al vertice l'idea del bene che rappresenta la perfezione massima di cui le altre idee sono imitazioni. L'idea del bene può essere assimilata a quella di Dio.

Tuttavia, pur non sostenendo la differenza tra le idee e le cose, Platone mette in evidenza lo stretto legame, poiché le idee rappresentano il criterio di giudizio delle cose. Questo significa che noi per giudicare degli oggetti non possiamo fare a meno di riferirci alle idee. Le idee platoniche si trovano nell'iperuranio, ovvero un mondo ultraterreno, simile all'empireo dantesco.
La conoscenza delle idee non può derivare dai sensi, i quali sono ingannevoli, essa invece deve derivare da una visione intellettuale. Per spiegare la conoscenza delle idee, Platone ricorre alla teoria della reminescenza - ricordo, in base alla quale rifacendosi alla teoria pitagorica della metempsicosi, la nostra anima prima di calarsi nel corpo è vissuta nel mondo delle idee dove ha potuto contemplare i modelli perfetti delle cose. Una volta discesa nel nostro mondo, l'anima conserva un ricordo sbiadito di ciò che ha visto, grazie all'esperienza delle cose, l'anima ricorda ciò che ha visto nell'iperuranio. Per Platone conoscere equivale e ricordare, poiché le idee sono già presenti dentro di noi, occorre solo uno sforzo per tirarle fuori.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email