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Aristotele: Termini e Proposizioni (119-122)

Importante nella filosofia di Aristotele è lo stretto rapporto instaurato tra piano del pensiero e piano della realtà.
Ciò è presente nell’Organon il quale è basato sugli studi della dialettica e della logica. La dialettica secondo Aristotele è quella tecnica che permette di sostenere vittoriosamente una discussione con un avversario confutandone la tesi avversa. Importante però affinché possa avvenire questo è che i due partecipanti concordino alcune premesse sulle quali poi si svolgerà il discorso: ed è tramite la dialettica che si può riuscire a affondare le tesi dell’avversario con il metodo in seguito chiamato dimostrazioni per assurdo e riduzione all’impossibile.


Per prevalere in una discussione in buon dialettico deve padroneggiare bene le regole che governano il discorso e quindi deve conoscere tutti i significati dei termini e delle parole di cui è composto il discorso. Aristotele osserva che alcuni termini possono essere utilizzati con un significato univoco come ad esempio “corvo” denota specificamente una specie di uccelli.

Altri termini invece possono avere molteplici significati e sono detti equivoci per esempio la parola ònos che significa sia asino ma anche orcio. Una definizione precisa di una cosa è composta da due elementi:
il Genere cioè l’indicazione nell’ambito in cui il soggetto appartiene. Se volessimo definire il termine uomo il termine che indicheremo sarà animale e non vivente.
La Differenza Specifica ossia le caratteristiche che distinguono la specie del genere descritto da altre dello stesso genere. Per esempio indicando l’uomo indicheremo il genere prossimo cioè l’animale e la differenza specifica che fa si che l’uomo non sia un animale cioè che è dotato di razionalità.

Oltre ai significati dei termini il buon dialettico deve saper padroneggiare i criteri di attribuzione di un predicato a un soggetto ossia i diversi modi in cui si combinano diversi termini in una proposizione. Quindi bisogna padroneggiare i meccanismi logici con i quali attraverso delle proposizioni si riesce ad arrivare a delle conclusioni. Aristotele denomina questo ragionamento SILLOGISMO.
Ogni proposizione poi si presenta come l’unione di più termini. Aristotele indica con la parola CATEGORIA ciò che si dice di un termine quando si chiede cosa esso è e l’unione dei termini tra loro da origine a un affermazione o a un giudizio. La verità e la falsità sono proprietà non dei termini singoli ma del giudizio che li connette.

Aristotele si soferma sulla proposizione composta da Soggetto copula e Predicato (Socrate è un filosofo)
Una proposizione vera è quella proposizione che congiunge ciò che nella realtà è congiunto, falsa è una proposizione che congiunge ciò che non è congiunto. Non tutte le combinazioni di termini però sono sottoposto al criterio di falsità/verità come ad esempio le preghiere e queste fuoriescono dalla logica aristotelica e rientrano nell’ambito poetico.
Dunque all’interno della logica Aristotele prende in considerazione solo una categoria di proposizione dette dichiarative o categoriche. Esse sono distinte secondo la Qualità e la Quantità
Secondo la Qualità esse possono essere Affermative o Negative
Secondo la Quantità esse possono essere Universali o Particolari

Una delle piu importanti teorie aristoteliche si occupa delle proposizioni universali e particolari.
Combinando queste con la distinzione tra affermativo e negativo si ottengono 4 tipi di proposizioni:
Universale affermativa tutti gli uomini sono onesti
Universale negativa nessun uomo è onesto
Particolare affermativa qualche uomo è onesto
Particolare negativa qualche uomo non è onesto

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